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Economia | 23 luglio 2021, 13:43

Green pass, Fipe insorge: «Sono sempre bar e ristoranti a pagare il conto»

Giordano Ferrarese, presidente provinciale: «Il provvedimento, che condividiamo, per essere efficace va esteso anche ai mezzi pubblici e alla grande distribuzione. Come faremo a controllare i clienti?»

Green pass, Fipe insorge: «Sono sempre bar e ristoranti a pagare il conto»

Due pesi due misure, di nuovo. Così Fipe Varese vede il Green pass

«Ancora una volta sono i pubblici esercizi a pagare il prezzo più salato. Le misure contenute nel Decreto Green Pass confermano il principio di non equità che ha animato tutti i provvedimenti anti Covid dell’ultimo anno. Perché diventa obbligatorio il “passaporto verde” per sedersi all’’interno di bar e ristoranti mentre sui mezzi pubblici, vera fonte di contagi, non è richiesto? Perché nei centri commerciali, luoghi a rischio di assembramenti, non ci saranno limitazioni?».

A parlare è Giordano Ferrarese, presidente provinciale e consigliere nazionale di Fipe Confcommercio a nome degli oltre 3.500 bar, ristoranti, pizzerie e pub del Varesotto.Dal prossimo 5 agosto, in base alle nuove misure, all’interno di bar, ristoranti, pizzerie e pub, potranno consumare al tavolo solo i clienti muniti di Green pass (rilasciato dopo la prima dose). Sarà invece consentita a tutti la consumazione al bancone.

«Non si pensi che il nostro settore sia contrario all’utilizzo del Green pass, soprattutto se l’obiettivo è tenere sotto controllo i contagi e, contemporaneamente, dare una ulteriore spinta alle vaccinazioni. Abbracciamo in pieno questa linea, ma per raggiungere lo scopo è necessario che le limitazioni vengano estese e non circoscritte ai “soliti noti”».

Il numero uno di Fipe provinciale guarda ai prossimi mesi con grande preoccupazione: «Fino alle fine di settembre limiteremo i danni grazie ai tavoli posti all’eterno dei locali, ma quando le temperature inizieranno ad abbassarsi il negativo effetto sui fatturati sarà evidente. Un danno che già dal 5 agosto in poi sarà realtà per il 40 per cento di locali sprovvisti di dehors o con spazi esterni limitati».

iC’è poi la questione dell’applicazione della misura decisa dal Governo: «Come faremo a controllare chi è effettivamente in regola con la vaccinazione? Al di là dello strumento e del software che dovremo utilizzare per leggere i qr code del quale non siamo dotati, non potremo comunque chiedere al cliente di esibire il proprio documento, non siamo una forza di polizia. Dovremo quindi in qualsiasi caso fidarci, rischiando ogni volta che facciamo sedere qualcuno al tavolo una sanzione da 400 a 1.000 euro?».

Ferrarese chiude lanciando un appello: «L’utilizzo del Green pass deve essere esteso, solo in questo modo il provvedimento diventerà propositivo e non punitivo. I pubblici esercenti, come hanno fatto dall’inizio della pandemia, continueranno a fare la loro parte nella lotta al virus, ma se si continuerà a pensare che il Covid si sconfigge chiudendo solo i ristoranti, i bar e le discoteche non usciremo più dal tunnel della pandemia».

Redazione

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