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Storie | 26 luglio 2021, 12:57

Le false promesse sulla reciprocità vaccinale: «Seconda casa in Liguria, pago le tasse, ma niente richiamo»

Il caso, comune a tanti cittadini lombardi, è quello di una coppia di Taino, con casa di vacanza a Ospedaletti, in provincia di Imperia: «Ci siamo informati per tempo per effettuare la seconda dose di vaccino in loco ma non c’è stato verso: ci hanno risposto che l’accordo tra la loro Regione e la Lombardia non è stato fatto»

Le false promesse sulla reciprocità vaccinale: «Seconda casa in Liguria, pago le tasse, ma niente richiamo»

Promesse da marinai, giusto per restare su un tema caro ai liguri e a coloro che, pur non appartenendovi, amano questa regione e vi si recano abitualmente in vacanza.

Scoprendo (ed è questo l'argomento che trattiamo) che, nonostante quanto annunciato nelle scorse settimane, proprio in Liguria per i “forestieri” lombardi non è possibile effettuare la seconda dose di vaccino anti-Covid.

Se ne è parlato tanto. Il 22 maggio la Regione governata da Giovanni Toti aveva annunciato di aver trovato l’accordo per la reciprocità vaccinale con il Piemonte (accordo effettivamente entrato in vigore il 1° luglio) e di essere in procinto di adottare la stessa soluzione anche con Regione Lombardia. Passano i giorni e nulla di fatto. Il 9 giugno una circolare del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo arriva a chiedere «massima flessibilità» alle Regioni per assicurare la vaccinazione ai turisti: sembra il “la” giusto, ma tra Lombardia e Liguria le comunicazioni si interrompono. A fine giugno altri annunci, ma anche qui solo parole e niente fatti.

Il 16 luglio - come riporta il Corriere della Sera - la vicepresidente di Regione Lombardia Letizia Moratti twitta l’apertura ufficiale dei confini vaccinali, con conseguente via libera alla reciprocità, ed effettivamente la Lombardia inizia a garantire diverse dosi ai turisti. L’inverso con la Liguria? Niente da fare. L’ultima puntata è di cinque giorni fa, quando - sempre il Corriere - comunica le dichiarazioni del presidente Toti in merito: «È da fine giugno che aspettiamo una risposta dalla Lombardia: neanche la cortesia di richiamare». Lo dimostra una mail inviata al Welfare lombardo datata 29 giugno, in cui si chiede esplicitamente di programmare un allineamento dei sistemi informativi sulla falsariga del protocollo già sottoscritto con il Piemonte. Spiegando che sarebbe un’operazione tanto necessaria, quanto rapida, «risolvibile in un paio di giorni al massimo».

Evidentemente la telefonata non è ancora arrivata. A farne le spese diversi lombardi, Varesotto compreso. VareseNoi.it ha raccolto, per esempio, il caso di Giorgio Buzzini e della moglie, residenti a Taino ma con seconda casa a Ospedaletti, in provincia di Imperia. La coppia ha ricevuto la prima dose di vaccino (Astrazeneca) il 9 maggio scorso, ad Angera, apprendendo contestualmente la data del richiamo: 26 luglio, sempre ad Angera.

Buzzini e la moglie, però, dal 19 giugno avevano programmato le loro ferie nella località ligure e - per tempo, da persone previdenti - hanno iniziato a informarsi per sfruttare la possibilità tanto ventilata: «Abbiamo chiesto ripetutamente agli sportelli dell' ASL 1, distretto di Sanremo, Palafiori - ci scrivono - di poter fare la seconda dose in loco. Ci hanno sempre ripetuto che per i lombardi non è possibile, esiste solo la convenzione con la Regione Piemonte. Evidentemente siamo extraterrestri. Ho scritto anche al governatore Toti, non ha mai risposto…».

Inevitabile la risoluzione finale: «Siamo costretti a tornare a casa, non c’è altra soluzione». Amaro il commento: «Una seconda casa in Liguria e per essa pago Imu e Tari… Il vaccino, però, non lo posso fare…».

F. Gan.

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