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Cronaca | 11 agosto 2021, 13:11

Pessimismo dal Cardiocentro di Lugano, per il sindaco Borradori serve un miracolo: «La speranza si sta spegnendo»

Il sindaco è sempre ricoverato in condizioni disperate dopo il malore che lo ha colto ieri mentre si allenava in vista della maratona di New York. La sua vita è attaccata alla macchina che supporta la sua funzione cardiocircolatoria

Pessimismo dal Cardiocentro di Lugano, per il sindaco Borradori serve un miracolo: «La speranza si sta spegnendo»

Le condizioni di salute di salute del sindaco di Lugano Marco Borradori sono disperate.

Lo staff medico del Cardiocentro cittadino lo ha detto a chiare lettere qualche ora fa, nel briefing di aggiornamento sullo stato del primo cittadino, cui continuano incessantemente a giungere messaggi di incitamento sui social e non solo di compagni di partito ed avversari politici, senza distinzione di bandierine politiche.

«Il sindaco Borradori è arrivato al Cardiocentro dopo circa un'ora di massaggio cardiaco meccanico, il suo cuore era completamente fermo» come ha spiegato il direttore sanitario della struttura, dottor Tiziano Cassina.

Borradori ha dunque subito un arresto cardiaco molto prolungato, dal momento che neppure nell’immediato, dopo il malore accusato a Vezia nel corso di una sezione di jogging, sarebbe stato soccorso: sarebbero insomma passati lungi e preziosi minuti prima che un soccorritore ne avvistasse il corpo privo di sensi ed intervenisse con estrema cognizione di causa.

Per questo motivo, per gli interminabili minuti senza inalare ossigeno, gli organi vitali del sindaco (cuore, polmoni e cervello) hanno purtroppo riportato danni irreparabili.

Poi al sindaco, come spiegato dai medici del Cardiocentro, è stato posizionato un sostegno meccanico extracorporeo per supportare la sua funzione cardiocircolatoria. L'ultima speranza dipende da come Borradori recepirà gli stimoli, ma soprattutto sino a quando sarà in grado di sostenere il sistema cardiocircolatorio.

Di più non è possibile fare. Una cosa che fa dire al dottor Cassina: “Siamo attaccati a un filo di speranza che però si sta purtroppo pian piano spegnendo”.

da LuganoLife.it

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