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Salute | 13 agosto 2021, 12:34

Anche agli over 60 Pfizer o Moderna. Iniziative ad hoc per ciascun target di popolazione

Le scorte di Astrazeneca verranno utilizzate prevalentemente per il richiamo di chi ha già ricevuto la prima dose. Ecco come verrà articolata la campagna vaccinale a partire da oggi

Anche agli over 60 Pfizer o Moderna. Iniziative ad hoc per ciascun target di popolazione

A partire da oggi, 13 agosto, in tutti i centri vaccinali del territorio dell’Ats Insubria, per venire incontro ai diversi bisogni delle varie fasce di popolazione, saranno attuate le seguenti iniziative.

Per gli over 60 accesso libero senza prenotazione - come su tutto il territorio regionale - con l’opportunità di ricevere anche la somministrazione di vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna in base alla disponibilità).

A permettere la somministrazione di vaccini mRNA anche agli over 60 e di riorganizzare l'attività vaccinale sono stati gli incrementi di consegne straordinarie di Pfizer, circa 500.000 dalla metà di agosto, e le ulteriori integrazioni di Moderna, garantite in questi giorni dalla Struttura Commissariale. Queste nuove forniture consentiranno di utilizzare le scorte di Astrazeneca prevalentemente per garantire il richiamo a coloro che hanno già ricevuto la prima dose di questo vaccino.

Le farmacie continueranno a somministrare il vaccino monodose J&J agli over 60. 

Con riferimento alle categorie prioritarie, da oggi, la campagna vaccinale è articolata come segue.

Per il personale scolastico e universitario (insegnanti, Ata, collaboratori scolastici, docenti universitari e personale amministrativo universitario, volontari, altre persone con potenziali contatti con studenti): accesso libero senza prenotazione su tutto il territorio regionale.

Per gli studenti dai 12 ai 19 anni: agende prioritarie dedicate già attive.

Per l’università: agende prioritarie dedicate a partire dal 16 agosto. La vaccinazione è garantita anche agli studenti fuori regione e agli studenti internazionali con codice fiscale ma senza tessera sanitaria.

«Più la copertura vaccinale è alta e minore è il rischio di diffusione del virus e, quindi, di ospedalizzazione e decessi – afferma l’assessore regionale al Welfare Letizia Moratti - ecco perché non ci possiamo fermare».

Redazione

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