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Economia | 30 agosto 2021, 09:30

Il grande ritorno del Salone del Mobile: «L'inaugurazione con Mattarella un segnale importante»

Dal 5 settembre al 10 la regina delle manifestazioni a Fiera Milano con un indotto di circa 350 milioni. La neo presidente Maria Porro: «Un settore vivo e creativo, con tanta innovazione». Alleanza con il food e ambiente protagonista. LE NOSTRE AZIENDE

La presidente del Salone Maria Porro

La presidente del Salone Maria Porro

Un sopralluogo carico di emozione, in una Fiera Milano che riprende vita per accogliere la regina delle manifestazioni, il Salone del Mobile. L'ha effettuato nei giorni scorsi Maria Porro, la nuova presidente della vetrina internazionale.

Adesso la parola passa alle 423 aziende espositrici (più di venti da Milano e Varese, in allegato) e a quel mondo di artigiani, alle tante figure silenziose e determinanti per la nostra economia, che opereranno la magia anche quest'anno a Rho: dal 5 al 10 settembre. Anzi che proprio quest'anno la sprigioneranno tutta, in condizioni così diverse. Perché questo è un "Supersalone", come si è ribattezzato l'evento speciale curato da Stefano Boeri, che arriva dopo 17 lunghi mesi di assenza.

L'assenza e gli sforzi

Fecero di tutto per mantenerlo nel febbraio 2020, gli imprenditori, quando ancora non si aveva la minima percezione di ciò che si sarebbe abbattuto sul mondo. Nella presentazione, già non era possibile avere i cinesi, che cominciavano a vivere il dramma del Covid: all'Università Cattolica si dialogò con loro a distanza, mandando la solidarietà. Quindi toccò a noi, a al pianeta e fu rimandato, il Salone, poi spazzato via da quel terribile 2020. Ci rivedremo nel 2021, è stato l'impegno a a cui si è lavorato.

Quest'anno si è puntato su settembre lasciandoli alle spalle (per questa volta, in attesa del sessantesimo anniversario da celebrare nel 2022) la tradizionale data di aprile. Del resto, questo è un "Supersalone" e vuole essere speciale.

Un balsamo per tante imprese, ossigeno vero e proprio per tanti, compresa Milano che chiede al "suo" Salone di ridare quell'energia potente. Lo domandano, in realtà, anche la Lombardia e tutto il Paese. 

Qualità chiave

Maria Porro è un'imprenditrice cresciuta a "pane e salone". Da poco è diventata presidente e le scorrono davanti i suoi primi passi a Fiera Milano, quando era piccina e nonno Carlo le teneva la mano mostrandole quel mondo immenso, specchio di ciò che le aziende italiane sanno fare.

«Ho fatto giovedì scorso il primo vero sopralluogo a Rho - spiega- ed eravamo a buon punto, in dirittura di arrivo. Ora si attende che prenda forma con le aziende». I numeri sono ridotti, anche un quinto rispetto al passato. Per forza, lo ha insegnato anche Pitti a Firenze. C'è chi ha dovuto o preferito rinunciare, ogni scelta va rispettata. Come si impone all'attenzione il coraggio di chi ha lottato per giungere fino a qui.

Se c'è stata una tempesta di nome Covid, c'è qualcosa che non ha tremato mai.

«La qualità - osserva Maria Porro - che è la cosa più importante. E ci immaginiamo che ci sia una qualità delle persone, che decideranno di venire a visitare qui». Scopriranno questo evento speciale, il supersalone. Con un un supertestimonial: «Il fatto che il presidente Mattarella venga qui a inaugurare la  manifestazione, è un segnale importante  verso un settore che rappresenta uno degli emblemi del made in Italy. Creativo, che fa ricerca, ma anche manifatturiero. E ha mantenuto una produzione di eccellenza».

Quest'anno si è deciso di tenere aperta la manifestazione per tutto il periodo agli operatori e ai visitatori. «È chiaro che la casa torni al centro. Il design è qualcosa di molto importante proprio perché lo è diventata la casa dopo la pandemia - prosegue Porro - C'è bisogno di ripensarla...». Torna il Salone con un indotto in passato anche di circa 350 milioni su Milano e la Lombardia. Milano che ha bisogno del Salone, lo aspetta con determinazione pur consapevole delle cifre così diverse, va bene. La Lombardia e il suo tessuto di aziende ugualmente lo attende. 

A Pitti qualche piccolo imprenditore raccontava di aver risposto "presente" anche per riconoscenza. Maria Porro ribadisce il concetto: «Tante aziende, anche la mia, hanno costruito i proprio brand attorno al Salone del Milano. Parliamo di un settore estremamente vivo, ho una grande responsabilità, ma mi sento anche circondata da imprenditori e imprenditrici. Inoltre il Salone è un terreno di scontro, di competizione e anche questo lo rende speciale, un motore di sviluppo».

Verdi e gustosi

No, non ci si ferma: la voglia di innovazione e le nuove proposte sono il suo alimento. Certo, c'è anche il digitale in supporto: «Questa nuova piattaforma c'è più da un anno e attraverso lo streaming aiuterà a raggiungere i visitatori che non riusciranno a visitare Milano».

Sarà un Salone gustoso, grazie alla partnership con Identità Golose ma anche nel segno della sostenibilità. Oltre ai materiali della fiera che saranno riciclati, gli alberi di Forestami appartengono a un progetto ad hoc che consisterà nell’allestimento di un “bosco” di circa 100 alberi attraverso il quale i visitatori potranno giungere ai tornelli d’ingresso di Porta Est. Altri 100 alberi ad alto fusto accompagneranno poi i visitatori all’interno delle varie aree espositive e in zone living dedicate al relax. Le essenze utilizzate – tigli, frassini, querce, prugni da fiore – saranno poi piantate nelle aree di Città Metropolitana di Milano.

Un gesto dagli effetti concreti, ma che si fa notare ancora di più per il suo aspetto simbolico: si è tornati, feriti ma non timorosi, alleati di un ambiente che nel periodo della pandemia ci ha mormorato, a tratti gridato, messaggi che non si possono più ignorare. Il Salone del Mobile di Milano è anche questo: è economia, è cultura, è la vetrina che non manda bagliori effimeri, ma offre la sua luce a tutti. Rendendo anche fieri del nostro Paese e della sua capacità di reazione nei momenti più drammatici.

*Ecco come accreditarsi (LEGGI QUI).

 

 

Marilena Lualdi

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