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Politica | 11 settembre 2021, 21:43

Officina di cura urbana con Margherita Silvestrini: «Per una Gallarate inclusiva»

Tutela dell’ambiente, sostenibilità, cultura come antidoto all’odio, diritto alla salute, lavoro: sono alcune delle parole chiave di Ocu. Grande attenzione al tema dell’integrazione: «Anche le famiglie straniere si devono sentire a casa»

Officina di cura urbana con Margherita Silvestrini: «Per una Gallarate inclusiva»

Il progetto è nato tra il 25 aprile e il primo maggio. E non a caso, tra i valori di Officina di Cura Urbana, ci sono l’antifascismo e l’impegno per i lavoratori.

Lo sottolinea il portavoce Luigi Ambrosi, ripercorrendo il percorso del movimento, nato per iniziativa di alcuni esponenti del mondo della sinistra già impegnati nell’amministrazione Guenzani e poi apertosi «a una pluralità di culture e approcci che ormai contraddistingue Gallarate come ogni città».

Oggi Officina di Cura Urbana è una lista civica di sinistra che fa parte della coalizione che sostiene la candidatura a sindaco di Margherita Silvestrini. «In lei riconosciamo la possibilità di una città inclusiva in cui tutti si sentano a loro agio e possano rivendicare i propri diritti», spiega Ambrosi alla presentazione della lista in piazza Risorgimento.

E proprio «la tutela dei diritti è il nostro leitmotiv», aggiunge Nancy Perazzolo, l’altra portavoce di Ocu. «Le nostre parole chiave – prosegue – sono tutela dell’ambiente, sostenibilità, cultura (come antidoto all’odio) e diritto alla salute. Il nostro è un “no” netto all’ospedale unico e un “sì” alla medicina territoriale e di prossimità. La lista attraversa le generazioni, dai più giovani ai pensionati, per una Gallarate a misura di tutti».

Nella squadra sono presenti “anime” diverse. Da Volt, con Davide Brancato pronto a impegnarsi per «giovani ed educazione», a Europa Verde, con Filiberto Zago che negli ultimi tempi ha contrastato l’abbattimento di alcuni alberi in piazza della stazione.

Carlo Naggi, presidente di zona delle Acli, auspica una città «con più inclusione, a misura dei più fragili»: «Sono cattolico e mi candido in questa lista perché mi piace il confronto tra le diversità. Quello che dovrebbe sorprendere è che una parte del mondo cattolico sta con i populisti o i fascisti».

Di inclusione intende occuparsi Ayesha Saeed, mediatrice culturale italiana di origini pakistane: «Gallarate deve essere una città accogliente per tutti. Anche le famiglie straniere si devono sentire a casa». Margherita Silvestrini fa notare che il suo esempio – ma non solo – dimostra che «si parla di integrazione, ma la realtà ci ha già superato ed è il momento della partecipazione. Sono felice di spendermi per la mia città, per chi è nato qui ma anche per chi, come me, è arrivato dopo».

Ecco la lista di Officina di Cura Urbana: Luigi Ambrosi, Nancy Perazzolo, Guja Simona Elvira Baldazzi, Angela Banca, Massimiliano Bruno Battista Luparella, Vincenzo Bordonaro, Davide Brancato, Ali Sher Chohan, Cinzia Colombo, Francesco D’Avino, Marisa Ferraro, Andrea Franceschini, Giorgio Galli, Francesca Gentile, Elisa Licciano, Luca Maran, Alessio Mazza, Carlo Naggi, Giorgio Rappo, Davide Rovidone, Ayesha Saeed, Yari Scrigner, Elena Tamborini, Filiberto Zago.

Riccardo Canetta

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