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Politica | 13 settembre 2021, 14:45

Mariani: «Housing sociale a Busto, così abbiamo intercettato ancora un bando prezioso»

Un'area dismessa ora recuperata e una risposta a nuovi bisogni. L'assessore della Lega spiega come l'intervento sull'ex albergo di via Magenta è un'occasione per la città: «Sono 35mila le persone che rientrano in questa fascia»

L'assessore Giorgio Mariani

L'assessore Giorgio Mariani

«Anche in quest'occasione siamo riusciti a intercettare un bando (di 858mila euro più Iva) e  abbiamo iniziato un percorso innovativo e virtuoso».  Giorgio Mariani, assessore all'Urbanistica e candidato consigliere della Lega alle prossime elezioni amministrative - analizza dal punto di vista del suo assessorato la valenza del progetto di housing sociale in via Magenta (LEGGI QUI). Quarantasette appartamenti e un tipo di abitazioni e di vita per dare risposte ai nuovi bisogni della città.

Una curiosità, rimarcata dalla commissaria cittadina della Lega Paola Reguzzoni, a quest'area Mariani aveva già messo mano molti anni addietro in qualità di vicepresidente dell'allora Iacp di Busto, oggi Aler. 

«Portò avanti imprese e finanziamenti per fare alloggi popolari e convenzionati oltre all'albergo». Albergo che successivamente non fu possibile far decollare, ma intanto si gettarono i semi di una filosofia che oggi trova un'altra applicazione. Unire tipologia di alloggi differenti, da quelli popolari ai privati, perché non si creassero ghetti, sottolinea Mariani.

Di fronte all'albergo mai partito, si sono cercate delle soluzioni. Ecco che si è presentata questa. Dal punto di vista sociale, una svolta con il gruppo Amati Live, che ha già operato in altre zone per appartamenti che prevedessero prima di tutto servizi per una certa fascia. Quale? Come è stato spiegato, quella grigia - circa 35mila persone oggi a Busto, trend in crescita - di over 50 separati e anziani che rientrassero in una fascia Isee, non di povertà ma nemmeno di grandi opportunità. I servizi sono cruciali perché la vita scorre e le esigenze cambiano a livello economico e personale.

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Ma considerando il versante urbanistico c'è stata un'altra via importante da percorrere: «La legge regionale sugli immobili abbandonati, che ci ha permesso di far questo progetto di housing sociale senza andare in variazione Pgt».

L'iniziativa - ha ricostruito Mariani - è stata patrocinata dal Comune con un'adesione nella giunta del 2020. Si tratta di una nuova visione dell'abitare, che sempre più si diffonderà. Una dimora acquistata quando si mette su famiglia, può rivelarsi piena di ostacoli e problemi quando si invecchi: dalla scala alla vasca da bagno. E poi il dover essere assistiti, un elemento sottolineato da Mariani è l'innovazione tecnologica che consentirà un filo diretto con i propri familiari o altri referenti in caso di allarme.

La casa sempre più intesa come un servizio, a patto di mantenere - se lo si vuole - il legame con il proprio territorio, i suoi negozi, le sue attività, cosa che sarà possibile anche con apposite convenzioni.

I.P.E.

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