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Busto Arsizio | 14 settembre 2021, 20:20

Laura Bignami e la squadra di Movimento per Busto: «Per una politica inclusiva»

A Borsano la presentazione della lista, guidata da Giampaolo Sablich e composta da giovani e professionisti. Tra i punti fermi del programma: chiusura dell’inceneritore, no all’ospedale unico, partecipazione dei cittadini alla vita politica. L’ex senatrice auspica un nuovo modus operandi: «Il sindaco deve essere di tutti»

Laura Bignami e la squadra di Movimento per Busto: «Per una politica inclusiva»

«Vogliamo lasciarci alle spalle una politica esclusiva e promuovere una politica inclusiva. Basta divisioni tra “noi” e “voi”, tra buoni e cattivi. Il sindaco deve essere di tutti».
Parole di Laura Bignami, che a sindaco si candida con il Movimento per Busto da lei fondato.

«Abbiamo tanto da dare», dice l’ex senatrice presentando la lista nella sede di Borsano. Ad aprirla è Giampaolo Sablich, già consigliere comunale, che non nasconde il rammarico per l’accordo sfumato con la coalizione di centrosinistra guidata da Maurizio Maggioni: dopo un dialogo, «non so perché ma non ci hanno voluto», racconta. Ma il gruppo di Movimento per Busto non si è scoraggiato e ha dato vita a una lista eterogenea, composta da giovani e professionisti.

«Noi ci siamo e siamo capaci di fare le cose, forse anche più degli altri – afferma Sablich –. Abbiamo molte idee e proposte; il nostro programma è il frutto di un lungo lavoro e sta ricevendo diversi complimenti».

Tra i punti fermi: «No all’ospedale unico (anche se Bignami non scioglie la riserva sulla partecipazione al confronto con gli altri candidati in programma lunedì, ndr), chiusura dell’inceneritore, partecipazione dei cittadini». Che passa anche dall’istituzione di consulte di quartiere.

In lista, come detto, ci sono ragazzi giovani, come Roberto Loner o i figli di Bignami e Sablich, Gian Antonio e Sofia Rita: il primo vorrebbe sensibilizzare i ragazzi e allontanarli da alcol e droghe, la seconda ha a cuore le problematiche legate al clima e i diritti lgbtq+.

Insieme a loro, compongono la squadra professionisti impegnati in settori diversi (qui tutti i nomi). Carla Pusceddu, ingegnere civile, si è interessata alla questione del trasporto pubblico scolastico e, poiché «con la ripresa delle lezioni non è cambiato quasi nulla», intende portare avanti le proposte già elaborate per migliorare il servizio.

«La città ha bisogno di una svolta», è il pensiero di Gabriella Maganza, attenta in particolare al tema del verde. Thierry Pascal Dieng, mediatore culturale di origini franco senegalesi, sottolinea la necessità di «ricostruire una comunità, lavorando in rete e coinvolgendo anche i cittadini stranieri».

Un tema sentito è quello dell’inceneritore: «Va chiuso subito», afferma senza esitazioni Alessandro Colombo, membro del direttivo del comitato No Accam.
Senza dimenticare «il degrado che imperversa in alcune zone del centro, per non parlare delle periferie», lamenta Paola Caccia.

I setti punti che costituiscono il programma sono: partecipazione dei cittadini, sostenibilità ambientale e tutela della salute, ambiente, protezione e reti sociali, mobilità sostenibile, economia e infrastrutture, futuro.

Più in generale, Bignami auspica un nuovo modus operandi: «In questi anni è mancato il confronto. Come possiamo pretendere il rispetto da parte dei giovani, se questo manca anche negli adulti in Consiglio comunale?».

Riccardo Canetta

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