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Politica | 14 settembre 2021, 14:01

Tovaglieri: «L'auto elettrica è un'opportunità, ma bisogna tutelare la nostra filiera dell'automotive»

L'europarlamentare della Lega e candidata alle amministrative di Busto: «Le aziende della nostra provincia sono all'avanguardia. Vanno sostenute dall'Europa quelle che non sono in grado di riconvertirsi in breve tempo»

L'europarlamentare Isabella Tovaglieri

L'europarlamentare Isabella Tovaglieri

«Il passaggio nel 2035 dall’auto a combustione ai veicoli elettrici, voluta dalla Commissione europea con il pacchetto Fit for 55, può rappresentare un’opportunità per molte imprese della provincia di Varese, che sono all’avanguardia in Italia nell’utilizzo delle nuove tecnologie, tuttavia è necessario che l’Europa pensi anche a sostenere tutte quelle aziende dell’indotto automotive, che non sono in grado di riconvertirsi in breve tempo, alcune delle quali rischiano di chiudere, lasciando a casa migliaia di addetti». Così interviene Isabella Tovaglieri, europarlamentare della Lega.

E precisa ancora: «La transizione energetica non può essere pagata dalle imprese e dai lavoratori, abbiamo il dovere di tutelare una filiera costituita da un centinaio di aziende con 7mila dipendenti, leader del settore in Italia per la qualità delle produzioni e per le esportazioni, che rappresenta una tra le più importanti ricchezze per l’economia del nostro territorio».

Tovaglieri - che è candidata alle amministrative di Busto - ha fatto queste dichiarazioni al termine del suo intervento, nella seduta plenaria del Parlamento europeo, in cui si è discusso il pacchetto Fit for 55, che prevede l’abbattimento del 55% delle emissioni di CO2 entro i prossimi 14 anni attraverso alcune misure ambientali, tra le quali il divieto di produrre auto a combustione in tutta Europa dal 2035.

Ecco l'intervento completo: 

«La Commissione europea ha deciso che fra soli 14 anni in Europa non si potranno più produrre automobili a combustione interna. Noi della Lega non siamo pregiudizialmente contrari al Green Deal, tuttavia crediamo che la transizione energetica debba avvenire in modo praticabile e progressivo ed essere sostenuta adeguatamente per mitigare il suo impatto sull’industria, sui lavoratori e sui consumatori.

Non si possono convertire dall’oggi al domani eserciti di operai in tecnici informatici, capaci di programmare un’auto elettrica. E anche la vasta filiera che produce componenti per motori a combustione, 100 imprese con 7mila addetti solo nella provincia di Varese, leader in Italia in questo settore, non può svegliarsi una mattina e cominciare a produrre software.

Il rischio concreto è la chiusura di moltissime aziende, migliaia di disoccupati, con il paradosso che la maggior parte dei consumatori non sarà in grado di acquistare un costoso veicolo elettrico.

La Commissione rallenti questa sua folle corsa verso la neutralità climatica, e rimetta al centro delle sue politiche green la misura e il buon senso».

I.P.E.

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