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Busto Arsizio | 17 settembre 2021, 11:00

Sicurezza e viabilità, Massimo Rogora: «Abbiamo fatto tanto. Ma non ci fermiamo»

«Sento di poter dire di aver lavorato bene». L’assessore leghista fa un bilancio di cinque intensi anni di lavoro, elencando i risultati ottenuti e guardando ai prossimi obiettivi pensati per Busto: nuove telecamere, piste ciclabili, maggiore attenzione alle persone fragili

Massimo Rogora

Massimo Rogora

La premessa è che «sono diventato assessore cinque anni e mezzo fa con tante paure, perché non ero certo di essere in grado di svolgere questo compito».
Cinque anni e mezzo dopo aver assunto le deleghe a Sicurezze, viabilità e trasporti, il bilancio del leghista Massimo Rogora è positivo: «Sento di poter dire di aver lavorato bene».

Partiamo dalla viabilità, un tema spesso divisivo.
«Su questo fronte, in cinque anni sono cambiate tantissime cose. Busto Arsizio devo migliorare ancora nel suo complesso, a 360 gradi. Bisogna fare un passo avanti, capire che siamo una città di oltre 80mila abitanti e intervenire con più pedonalizzazioni.
Chi verrà dopo di me dovrà avere voglia di ascoltare (tutta la cittadinanza, non le lamentele del singolo cittadino che vorrebbe il parcheggio sotto-casa) e poi fare.

Su sensi unici e parcheggi con disco orario ho fatto quello che è stato possibile fare. Abbiamo realizzato rotatorie – come quella del tribunale a cui tengo molto, o quella dei Tre ponti che potrebbe migliorare ancora – e non so quanti rialzi pedonali. Senza dimenticare il rinnovo di 25 impianti semaforici.

Per quanto riguarda i trasporti, non ha nascosto la soddisfazione per lo spostamento dei capolinea degli autobus alle stazioni ferroviarie.
«Un intervento importante. Come ho detto a tutti, valutiamo come va, per intervenire e perfezionare le cose c’è sempre tempo.
Sui trasporti, dovremo essere bravi a intercettare qualche finanziamento per portare a casa, ad esempio, dei mini-autobus da far lavorare su Borsano e Sacconago, dove ci sono tante persone anziani che ne potrebbero avere bisogno. In questi anni, attraversi i bandi abbiamo ottenuto moltissimi fondi».

L’altra delega “pesante” è quella della sicurezza.
Anche in questo caso, abbiamo fatto molto. L’ultimo provvedimento riguarda l’istituzione di una zona 30 in un tratto di viale Alfieri.
Abbiamo rimesso a posto tutte le telecamere obsolete, fatto convenzioni col prefetto, con le forze dell’ordine, con altri Comuni, per aumentare la sicurezza sul territorio. Da tre mesi si stanno facendo pattugliamenti in combinata di Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia locale il giovedì, venerdì e sabato sera.
Ci sarà sempre chi si lamenta perché non vede le forze dell’ordine vicino casa, ma parliamo di 400 chilometri di strade da presidiare.

E poi l’App sulla sicurezza: in tempo pandemico abbiamo portato a casa una novità assoluta. Qualcuno potrà sottovalutarla, ma noi abbiamo raggiunto 25mila persone nelle proprie abitazioni, persone che non uscivano di casa e che con questo strumento sono state raggiunte dal sindaco.
Senza dimenticare il rinnovo del parco auto e l’aumento del personale della polizia locale: il mio sogno era passare da 58 a 80 uomini. Siamo arrivati a 70, è un buon risultato.

Nel frattempo, sono stati creati i nuovi nuclei sui controlli nei boschi e nell’edilizia, sono arrivate le body cam, abbiamo promosso il controllo di vicinato. Tutte cose che ho cercato con tenacia.

Gli agenti sono stati impegnati in prima linea anche durante la pandemia.
A proposito del Covid, nei primi mesi della pandemia ho tenuto alta l’attenzione. Qualcuno parla di allarmismi, ma erano dovuti. In quel momento, con il sindaco, ero responsabile di un problema grosso che abbiamo contenuto.

E sì, gli agenti hanno fatto e fanno un lavoro immenso. Senza dimenticare le tante associazioni di volontariato, di cui ho apprezzato l’impegno anche prima della pandemia.

Lei si ricandida con la Lega. Quali sono gli obiettivi futuri?

Abbiamo fatto tanto ma si può fare ancora molto. Ad esempio, vogliamo aumentare ancora le telecamere e gli agenti per creare due nuovi turni, soprattutto serali e notturni. Tenendo comunque conto che Busto Arsizio non è il Bronx e, laddove si sono verificati episodi problematici, gli interventi non sono mancati.

E poi più piste ciclabili: io credo molto nella mobilità sostenibile. Sono stato attaccato sui monopattini: li ho portati a costo zero e i monopattini “comunali” – assicurati e a disposizione dei maggiorenni – sono strumenti sicuri se usati nei modi giusti, come tutti i mezzi.

Sicuramente occorre attenzione alle persone fragili. Per loro bisogna fare molto di più: siamo intervenuti su qualche marciapiede, ma non basta. Ho già parlato col sindaco e con la Lega, che su questo tema è attentissima.

E non dimentico il canile: non sono riuscito a farlo sistemare, ma anche su questo punto sindaco e partito mi hanno assicurato che si faranno ristrutturazioni importanti. Gli animali senza padrone hanno bisogno di un habitat migliore».

I.P.E.

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