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Politica | 17 settembre 2021, 10:43

Gigi Farioli sulla sanità territoriale e il confronto evitato: «Ci sarò, altrimenti di che parliamo»...

La «buona politica»: ne parla il candidato sindaco di Busto Arsizio partendo dalle citazioni di due «uomini di stato»: Mario Draghi e Luigi Einaudi, prima di incalzare sul tema della sanità. Al dibattito pubblico del Museo del Tessile di lunedì prossimo, Farioli ci sarà: «Nell'epoca dei selfie, scelgo il confronto»

Gigi Farioli sulla sanità territoriale e il confronto evitato: «Ci sarò, altrimenti di che parliamo»...

La «buona politica»: ne parla il candidato sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, partendo dalle citazioni di due «uomini di stato»: Mario Draghi e Luigi Einaudi, prima di incalzare sul tema della sanità territoriale e sul confronto tra candidati al Museo del Tessile di lunedì prossimo, proposto dal Comitato per il diritto alla Salute del Varesotto. «Io ci sarò – dice – Sennò, di che si parla in campagna elettorale? Della migliore ricetta del risotto o dell'aperitivo più alla moda? Siamo su posizioni diverse, ma hanno il merito di imporre il confronto alla politica dei selfie».

La nota integrale

«“Il dovere della politica è l’azione, preceduta e guidata dallo studio e dalla riflessione. Senza conoscenza e ascolto non può esserci una vera cultura politica” ( Mario Draghi settembre 2021). “Ascoltare , confrontarsi , conoscere per deliberare” (Luigi Einaudi 1956). Due uomini di stato, liberali e responsabili, a oltre cinquanta anni di distanza. Nel mutare delle situazioni il valore immutabile della buona politica».

La Sanità territoriale e il confronto evitato

«Si parlava licet magniso parare, oggi, alla luce delle contingenti vicende della campagna elettorale di Busto, non possiamo che avere un moto insieme di stizza e di frustrazione - dice Farioli - In particolare modo se osserviamo le assenti o scarse prese di posizione assunte recentemente in merito alla sommessa ed educata proposta di confronto tra candidati sul presente e futuro della sanità, tema credo essenziale del nostro presente e futuro. E, perché no, sulla posizione da assumere e perseguire sul nuovo ospedale, tema su cui colpevolmente, gli enti locali non hanno costituito quella indispensabile cabina di regia territoriale, che avrebbe certamente evitato, il confuso approccio degli ultimi mesi. Ebbene siamo nel pieno della riforma della legge regionale (L.R. 23) da cui non solo dipenderà il nuovo bilanciamento tra Medicina del Territorio e spedalità, ma anche probabilmente una serie di scelte di assetto e organizzative in cui Città come Busto che hanno la giusta ambizione di rivestire un ruolo di riferimento non possono che essere attori protagonisti . Allora come è possibile che, dopo la pandemia più drammatica del dopoguerra e in pieno PNRR, fatti che obbligano a scelte di discontinuità e insieme offrono opportunità straordinarie e quasi certamente irripetibili, NON si affronti il tema, anche pubblicamente, approfondendone le molteplici sfaccettature? Come è possibile che sul tema dell’ospedale di nuova generazione, su cui con certa superficialità e colpevoli pregiudizi ideologici si sono consumati per mesi derby senza senso, oggi NESSUNO senta il dovere di confrontarsi?».

Cattaneo, Castiglioni e la “ricetta del risotto”

Farioli incalza: «Da un lato l’assessore regionale Cattaneo che in visita a Gallarate, mentre ne afferma l’indubbia e imperdibile opportunità, per evidente tatticismo elettoralistico, sostiene che sia meglio non parlarne in campagna elettorale. Dall’altro, l’amico e medico Castiglioni che nel rimandare al mittente la mia umile proposta di un civile e trasparente confronto afferma che non desidera litigi e sostiene che nel silenzio risieda il buon senso e l’interesse della Città. Sarà pur vero che un bel tacer non fu mai scritto. Ma di che si parla in campagna elettorale? Forse della migliore ricetta del risotto? O della più alla moda composizione di un aperitivo? Berlusconi, ma per la verità non solo lui, ha più volte affermato che la moralità della politica sta nel rispettare il patto con i cittadini elettori».

Colpa grave

«E allora – riprende il candidato sindaco - qual è e quale sarà la posizione e il comportamento della Città a seconda di quale sindaco e maggioranza godranno del consenso dei cittadini? I quali cittadini hanno il diritto prima che il dovere di essere correttamente informati per scegliere in scienza e coscienza. E a differenza di quanto afferma qualcuno nulla è così scontato. Sfugge a questo qualcuno che nella stessa lista civica che porta il nome del sindaco in carica si propone come candidato chi ha fatto della contrarietà all’ospedale di nuova generazione una crociata, affermando che sarebbe stato il principale cavallo di battaglia in campagna elettorale con conseguenti atteggiamenti ostruzionistici in caso di elezione? Sfugge forse a quel qualcuno che la vice presidente Moratti ha recentemente presentato miliardari investimenti di nuova spedalità a Brescia, Pavia, Lodi e in altre province lombarde... tutti progetti che alla data di prima apposizione nelle poste di bilancio del polo ospedaliero di Busto non erano neanche nella mente degli dei? Sfugge, sempre a quel qualcuno che la stessa Moratti ha fatto approvare in giunta trenta milioni di euro per l’inizio degli investimenti per le Case della Salute e di Comunità per singole province da attivare entro il marzo? Sfugge ancora che nella vicina Gallarate che, di fronte ai solleciti regionali ha scelto di procrastinare ogni decisione, si candida qualcuno che propone un referendum consultivo di dubbia legittimità e un qualificato competitor (la sinistra) fa del NO all’ospedale un punto essenziale del programma di governo? Sfugge a qualcuno che è assolutamente essenziale coinvolgere anche i comuni della Valle e del Gallaratese, Cassano Magnago, Somma Lombardo, Castellanza solo per citarne alcuni?

Se lo stesso Cattaneo, tra i più stimati rappresentanti del mondo politico cattolico, afferma che il rischio evidente è il declino della sanità pubblica bustese costretta in pochi anni a diventare galassia irrilevante di Legnano, Como o Varese o complemento delle tante eccellenze private e convenzionate di cui è ricco il territorio tra Milano e Malpensa, come non darsene pena? Per quanto mi concerne, sarebbe una gravissima colpa per tutta la classe dirigente locale. E sarebbe un’onta insostenibile sia nei confronti dei nostri antenati benefattori, medici e operatori, veri Maestri, sia nei confronti dei nostri eredi».

«Al confronto, io ci sarò»

«In questo contesto provvidenziale è intervenuta, udite udite, Medicina Democratica con il Comitato per la difesa della Salute del territorio organizzando per il prossimo lunedì un incontro alla sala conferenze al Museo del Tessile. C’è chi ha affermato che, conoscendo le posizioni degli organizzatori, non vale la pena esserci e non servirà a nulla. Ebbene io ci sarò. E ringrazio gli organizzatori. Con ogni probabilità le relazioni introduttive partiranno da presupposti culturali e politici antitetici ai miei, ma sono loro immensamente grato di averci invitato. Hanno il grande merito di imporre alla politica che scappa e gioca a nascondino o mosca cieca il confronto. Che per un liberale come me è sempre motivo di crescita e approfondimento. Offrendo così alla politica e a chi ancora crede nella democrazia di dimostrare che l’una e l’altra anche oggi, nell’epoca dei selfie, sono insostituibili e utili».

I.P.E.

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