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Salute | 17 settembre 2021, 12:17

“Case della Comunità”: Castellanza candida scuole Manzoni e l'ex Camilliani

Regione, Ats e Asst stanno individuando quelle strutture idonee ad allargare sul territorio la rete di servizi per la cronicità e l'utenza fragile, evitando ricoveri impropri in ospedale. Castellanza ha candidato due sedi, con la speranza concreta di beneficiarne per la vicinanza dei medici di base

“Case della Comunità”: Castellanza candida scuole Manzoni e l'ex Camilliani

Regione, Ats Insubria e Asst Valle Olona stanno procedendo nel processo di riordino della sanità lombarda e c’è la possibilità che Castellanza diventi punto nevralgico della futura rete di servizi. «Direi che è quasi una certezza» afferma il sindaco dopo l’incontro avuto nei giorni scorsi con il Direttore Socio-Sanitario dell’Asst, Marino Dell’Acqua.

Le risorse europee ottenute dal Governo con il PNRR sono già in parte disponibili e ora occorre accelerare individuando siti e strutture idonee ad ospitare le nuove “Case della Comunità”, vale a dire i centri che dovranno coordinare la rete dei servizi territoriali. Le sedi candidate dal Comune di Castellanza, d’intesa con la Castellanza Servizi e Patrimonio, sono due: l’immobile collocato nell’area degli ex-Camilliani e i locali posti al piano superiore della ex-scuola Manzoni.

La prima struttura è attualmente occupata dai tre medici di base di Castegnate (oltre ad una comunità di recupero per giovani il cui contratto è però già scaduto); la seconda è collocata sopra altri cinque medici di base e attualmente ospita la sede della CSP e quella della Azienda Consortile di Valle. Ma l’azienda consortile di Valle si trasferirà a Solbiate Olona a fine anno, mentre la CSP dispone di un vasto patrimonio immobiliare che potrà sfruttare come sede alternativa. «E la vicinanza dei medici di base – spiega il sindaco, Mirella Cerini – è il valore aggiunto che ci ha permesso di candidare le due sedi, con ottime possibilità che vengano accolte».

Le regole approvate dalla Regione prevedono infatti che le nuove Case della Comunità costituiscono punti nevralgici per il governo della rete dei servizi territoriali per la cronicità e per l’utenza fragile, in particolare anziani e disabili. «Sia i cittadini che i medici di base - prosegue il sindaco - dovranno trovare in queste nuove strutture dei punti di informazione e servizi funzionali ad evitare ricoveri impropri, ottenere servizi domiciliari e gestire in modo efficace le dimissioni protette dagli ospedali. Ecco perché l’attivazione delle Case della Comunità non solo non impedirà, ma addirittura beneficerà della presenza dei nostri medici».

Gli incontri con l’Asst per l'individuazione delle due sedi sono proseguiti nel corso degli ultimi mesi e si sono concretizzati nei giorni scorsi con la formale candidatura dei due siti. Nelle prossime settimane Ats e Asst comunicheranno le proprie decisioni, tenendo conto anche della possibilità di recuperare e valorizzare un’altra struttura castellanzese di proprietà dell’Azienda Ospedaliera: l’ex Centro Audiofonologico di via don Minzoni.

«Le opportunità sono tante – conclude Cerini – ma sono tanti anche i bisogni: oltre alle nuove Case della Comunità, il sistema socio-sanitario è infatti alla ricerca di soluzioni alternative per una vasta rete di servizi territoriali quali il Centro di riabilitazione mentale e la Neuropsichiatria infantile. Con il dottor Dell’Acqua abbiamo convenuto che il grande patrimonio immobiliare della nostra città consente di rispondere in modo adeguato e puntuale a tutte queste esigenze. E la possibilità che queste richieste vengano accolte è oggi qualcosa di più di una speranza».

Redazione

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