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Sport | 18 settembre 2021, 17:28

Prina: «Piacenza avversario difficile, ma siamo pronti a mostrare la nostra identità»

L'allenatore della Pro Patria: «Dimostreremo che Trento è stato l'episodio, non la vittoria contro la Juve. Solo qui si poteva passare da una prestazione così brutta a una straordinaria da parte di tutti. Il segreto? La società seria. E le buone prestazioni sono la medicina migliore per riportare i tifosi»

Luca Prina in sala stampa

Luca Prina in sala stampa

Lavori in corso. Con una certezza però, che Luca Prina offre senza esitazione: intanto il marchio Pro Patria, c'è e si vede. Diverse sfumature che conducono a un'identità. Serietà e determinazione che partono dalla società e vengono incarnate dalla squadra: «Solo qui- spiega l'allenatore biancoblù alla vigilia della sfida a Piacenza - si poteva passare da una prestazione brutta come quella contro il Trento a una straordinaria da parte di tutti contro la Juventus». Insomma, capacità di rialzarsi tutti insieme, che va mantenuta salda sul campo caldo in Emilia Romagna. Prina mette a fuoco «il valore della squadra e dell'allenatore che conosce benissimo la categoria... È una partita ad alto coefficiente di difficoltà, dobbiamo essere bravi a concentrarci a voler offrire seguito e continuità  alla prestazione dell'ultima domenica. Proprio per darci un marchio, l'identità. Siamo pronti».

Il mister nella conferenza stampa a distanza indossa anche i panni di architetto, muratore, arredatore. Perché questo è il punto: si sta costruendo la casa, le analisi frettolose  dopo tre solo partite sono inutili. «Saliamo di piano in piano e arrediamo ogni appartamento. Domani è un'altra partita, non deciderà quello che siamo e non siamo». 

Anche allo stadio, al tormentone degli ancora troppo pochi spettatori, c'è da costruire con i fatti. Il Piacenza si era rallegrato di aver sfiorato quota mille abbonati celermente, a Busto gli spettatori non sono ancora 500, come fare a spronarli? «Il mio dovere, la mia opportunità è far sì che la squadra possa avere buone prestazioni e portare ottimi risultati. Questa è la medicina migliore per riportare la gente allo stadio, qui poi dove c'è un grande potenziale».

La reazione dopo la trasferta dolorosa è una dose importante di questo farmaco che è stata servita domenica scorsa. «Dimostreremo che è un episodio Trento, e non lo sarà in positivo la Juve».  

 

Ma. Lu.


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