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Territorio | 20 settembre 2021, 21:43

«La criminalità organizzata riesce a infiltrarsi in maniera subdola, una rete per combatterla»

Con l’incontro con la coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano Alessandra Dolci a Lonate Pozzolo si è concluso il ciclo sulla legalità

«La criminalità organizzata riesce a infiltrarsi in maniera subdola, una rete per combatterla»

«L’adesione all’iniziativa di nuove realtà è di sprone a procedere con appuntamenti fissi per conoscere e riconoscere, attraverso le testimonianze di chi ogni giorno la combatte sul campo, come la criminalità organizzata riesca a infiltrarsi in maniera subdola e nascosta anche nella nostra vita di tutti i giorni». Così scrivono le associazioni organizzatrici: Alleanza Cooperativa San Martino Ferno, Unione Cooperativa di Consumo Samarate, Periferia Sociale Lonate Pozzolo, Cgil Varese Associazione Laura Prati Cardano al Campo, Gli onesti sono di più Lonate Pozzolo, Consulta per la Legalità Lonate Pozzolo.

Che raccontano ancora: «Con l’incontro con la coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano Alessandra Dolci a Lonate Pozzolo si è concluso il ciclo di incontri sulla legalità “La ‘ndrangheta tra noi: storia della criminalità organizzata nel territorio”, iniziativa alla quale ha dato in questi giorni la sua adesione anche il Centro di Promozione della Legalità di Varese - si spiega in una nota - L’altissima affluenza di pubblico nelle serate che, da novembre 2019 alla scorsa settimana, si sono potute svolgere in presenza, e a quelle che si sono tenute online con centinaia di visualizzazioni, così come il rinnovato e aumentato interesse da parte di realtà associative e di reti che toccano anche giovani, scuole, famiglie, ha rinforzato gli organizzatori nell’idea che questo sia stato in effetti solo un primo “step” di un progetto sulla legalità che si vuole ampliare e mantenere come appuntamento costante, in grado di coinvolgere in maniera concreta anche i ragazzi e le ragazze in un progetto di educazione alla legalità che possa affiancare e potenziare quanto già offerto».

Le intenzioni?  «Poter costituire una vera e propria rete a livello nazionale con associazioni, realtà centri scolastici che stanno portando avanti un discorso analogo, così da essere non solo in grado di proporre serate di testimonianza, riflessione, informazione, ma anche creare momenti di scambio di esperienze».

Dunque bilancio soddisfacente e da ringraziare  «tutto il pubblico, i cittadini che numerosi hanno risposto e partecipato agli eventi, e i relatori di grande spessore culturale e umano che hanno accettato l’invito a presenziare alle serate, offrendo la loro competenza, la loro testimonianza, il loro tempo a titolo completamente gratuito». 

In ordine di serate Federica Beretta, tra le autrici del monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia realizzato dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, il giornalista del Corriere della Sera Cesare Giuzzi, Marta Battioni, referente beni confiscati della LegaCoop, e Vincenzo Moriello, del Dipartimento Legalità Cgil Lombardia, l’Impresa sociale Officina Casona di Castellanza e appunto Alessandra Dolci, coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano.

«L’obiettivo che gli organizzatori si sono posti è stato non certo quello di avviare “processi” in aule che non sono a questo deputate, ma informare e approfondire aspetti che a occhi attenti non sono sfuggiti - si osserva - come la criminalità organizzata sia ben presente anche sul nostro territorio, utilizzando forme di interesse economico e politico e strumenti e forme comunicative della sua presenza secondo modalità che cambiano, in linea con i tempi che mutano, ma soprattutto capire come poterla riconoscere, sapersi difendere e contribuire a combatterla. La partecipazione interessata e consapevole che si è riscontrata in queste serate è di sprone a continuare su questo percorso, nella consapevolezza che non si è soli e potendosi confrontare con chi ogni giorno, nella sua quotidianità, nel suo lavoro incontra e combatte l’illegalità e la criminalità organizzata - sin conclude - le loro testimonianze hanno permesso ancora di più di aprire gli occhi su una realtà nella quale purtroppo anche il nostro territorio è ancora immerso, e che si muove in maniera sempre più subdola, tentando di sminuire eventi e accadimenti, e che proprio per questo deve essere conosciuta e riconosciuta».

Redazione

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