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Backstage | 21 settembre 2021, 08:15

A #Backstage la missione dell'Avis per ritornare più forti di prima

La sezione di Busto Arsizio e Valle Olona protagonista del nostro format video del lunedì sera, con il presidente, neo-eletto, Giuseppe Bianchi. La voglia di ripartire a pieno ritmo e di tornare a regime è emersa in tutte le sue sfaccettature. Poi, l'impegno tra i giovani e l'attenzione alla digitalizzazione per una sezione che vuole stare al passo coi tempi. Ed il ringraziamento speciale al dottor Malacrida. RIGUARDA LA PUNTATA

Il presidente Avis Busto e Valle Olona, Giuseppe Bianchi

Il presidente Avis Busto e Valle Olona, Giuseppe Bianchi

L'opera meritoria di Avis la conoscono in molti ma non tutti sanno quanto anche l'associazione volontari del sangue abbia sofferto durante i mesi terribili della pandemia. Perché gli avisini sono stati frenati, come gran parte di noi, nelle iniziative, ma per alcuni di loro è stato impossibile donare. Un vero e proprio “colpo al cuore” per chi abituato a prodigarsi per gli altri.

«Basti pensare che la nostra sezione, normalmente, totalizza un numero effettivo di circa dodicimila donazioni l'anno. Nel 2020 non abbiamo superato le seimila - ha rimarcato a #Backstage il presidente di Avis Busto Arsizio e Valle Olona, Giuseppe Bianchi - Le donazioni non si sono mai fermate, ma sono state le restrizioni dovute alla pandemia (come il numero di persone limitato nei locali) oppure gli stessi donatori che hanno contratto il Covid o sono stati costretti in quarantena a provocare questo decremento».

Lunedì sera, durante la diciannovesima puntata del nostro format video che incontra e racconta le realtà del territorio, abbiamo chiacchierato con il presidente di Avis Busto Arsizio e Valle Olona, Giuseppe Bianchi, circa le necessità della sua associazione, che raggruppa le sottosezioni di Busto Centro, Borsano e Madonna Regina, Castellanza, Olgiate, Fagnano e Solbiate Olona (GUARDA QUI).

La voglia di ripartire a pieno ritmo e di tornare a regime è emersa in tutte le sue sfaccettature.

«Quest'anno speriamo di recuperare quel “gap” a livello di donazioni che c'è stato negli ultimi dodici mesi. Come Avis siamo in grado di garantire l'autosufficienza di sangue all'ospedale di Busto. Ultimamente, il centro trasfusionale ci sta chiedendo un incremento di donazioni giornaliere anche per determinati gruppi sanguigni».

Oltre l'aspetto medico, è stato rivolto uno sguardo in prospettiva, con l'impegno degli avisini bustesi e valligiani, circa 4.500 donatori, che si rinnova a livello di iniziative (gli stand alle feste di rione, la giornata nazionale del 24 giugno e la serata del donatore prevista in novembre al Teatro Sociale di Busto) e tra i giovani a scuola.

«La priorità, per ogni sezione Avis - ha aggiunto Bianchi - è quella di incrementare il numero di donatori, soprattutto giovani. Da ottobre, con il gruppo scuole, inizieremo un progetto in tutti gli istituti superiori della città di Busto che hanno sposato l'iniziativa, rivolta principalmente agli studenti di quarta. Coinvolgeremo i consiglieri e i nostri giovani – ha ripreso Giuseppe Bianchi – perché siano proprio i giovani a spiegare cos'è l'Avis e a diffonderne il messaggio a dei quasi coetanei».

Poi, l'attenzione alla digitalizzazione, per una sezione che vuole stare al passo coi tempi (come fornire i referti medici sulle singole donazioni direttamente dall'area personale del sito avisbusto.it) e vorrebbe rinnovarsi anche a livello di spazi per poter accogliere nel migliore dei modi il donatore (attualmente sono a disposizione un corridoio al terzo piano del Padiglione Pozzi dell'ospedale di Busto e la sala medica per la trasfusione).

Infine, il ringraziamento speciale del presidente Giuseppe Bianchi, in carica dal marzo scorso come il nuovo Direttivo tra continuità e forze fresche, per una colonna che ha sempre supportato la sezione Avis Busto e Valle Olona nelle vesti di direttore sanitario: il dottor Vittore Malacrida. «Vorrei ringraziarlo a nome di tutti gli avisini e di quelle persone che sono state visitate e tenute sotto controllo dai nostri medici. Senza di lui, tutto questo non sarebbe stato possibile».

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Alessio Murace

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