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Eventi | 24 settembre 2021, 17:37

Al teatro Sociale, la “vita da impresario” di Lucio Piccoli. E un sogno ancora nel cassetto

Divertimento, risate ed anche una grossa dose di solidarietà e generosità nella serata-spettacolo dedicata ai cinquant'anni di carriera dell'impresario, legatissimo a Busto

Lucio Piccoli con Chiara Milani

Lucio Piccoli con Chiara Milani

Un amico, una guida, un secondo padre”: queste le parole con cui gli artisti presenti al Teatro Sociale di Busto hanno definito Lucio Piccoli durante la serata-spettacolo organizzata per celebrare la sua carriera raccontata nel libro “Una vita da impresario”. Una grandissima figura, quella di Lucio Piccoli, difficile da definire e da descrivere, un gentiluomo che ha sempre fatto di tutto per stare vicino e sostenere i moltissimi artisti con cui ha lavorato in cinquant’anni.

«Piccoli è... Piccoli» ha sottolineato uno degli ospiti; anche in occasione della “sua festa” l’impresario non si è smentito e ha voluto fare qualcosa per la città di Busto, organizzando una serata di divertimento e serenità in favore della Croce Rossa di Busto che sta raccogliendo fondi per la costruzione della sua nuova sede.

«Dopo tanto tempo di chiusura, finalmente ci apriamo alla vita – ha sottolineato Giovanna Bonvicini del comitato di Busto della Cri –. Stasera celebriamo i 50 anni di carriera di Lucio, una festa per tutti alla quale hanno voluto partecipare anche i suoi artisti. Siamo qui per presentare “Una vita da impresario”, un volume che possiamo chiamare anche “un libro per un mattone”, poiché grazie alla generosità di Lucio, che ha deciso di donarci l’intero ricavato della serata, e alla vostra potremo concludere i lavori per la nuova casa della Croce Rossa di Busto».

Del resto la vicinanza con la città non è certo una novità; come racconta lo stesso Piccoli: «Dopo aver iniziato la mia carriera sono riuscito a portare a Busto una tappa del Cantagiro e i Caroselli che furono girati in piazza San Giovanni ed in altri punti della città. In questi anni ho fatto tanto, ma ho ancora un sogno nel cassetto: mi piacerebbe andare nelle scuole ad insegnare ai ragazzi come raggiungere il successo e come mantenerlo».

Questi sono solo alcuni degli importanti risultati raggiunti dall’impresario, che nel corso della sua lunghissima carriera ha lavorato con nomi di prestigio come Giorgio Gaber, Walter Chiari e Giorgio Faletti. I rapporti stretti negli anni sono spesso cresciuti sino a diventare grandi amicizie, ed è per questo che, come sottolineato dalla presentatrice della serata, Chiara Milani, «Lucio ha voluto accanto lui questi importanti artisti, che sono anche dei suoi grandi amici».

A testimoniare la verità di queste parole la presenza di Umberto Smaila, che, nonostante altri impegni, ha voluto essere presente al Sociale per aprire la serata e per raccontare come il suo rapporto con Lucio Piccoli abbia fatto la differenza in un momento particolare della sua vita e della sua carriera.

Dopo di lui, a salire sul palco sono stati Carletto Bianchessi, Norberto Milani, Claudio Lauretta, Raul Cremona, Flavio Oreglio e Alberto Patrucco, che hanno regalato al pubblico presente in sala una serata di divertimento e risate.

«Grazie per averci riportato la spensieratezza – ha commentato a fine spettacolo la presidente della Cri di Busto, Simona Sangalli – ne abbiamo tutti bisogno, soprattutto dopo il difficile periodo che abbiamo attraversato.

Da parte nostra, poi, vogliamo ringraziare innanzitutto Lucio che ha voluto pensare alla Croce Rossa in occasione della presentazione del suo libro, e tutti coloro che vorranno acquistarlo per aiutarci a completare la nostra casa. Che sarà la casa di tutta Busto, anche perché al suo interno vogliamo realizzare degli ambulatori a disposizione degli indigenti e degli spazi dedicati alla formazione e all’aggregazione dei giovani». GUARDA IL VIDEO

Loretta Girola

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