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Eventi | 24 settembre 2021, 16:16

“NonChiamatemiMorbo”: la mostra che parla di Parkinson approda a Busto

La malattia e i pazienti raccontati in foto, con le voci di Claudio Bisio e Lella Costa. Dolore, fatiche, resilienza a villa Tovaglieri. Giulia Quaglini, vicepresidente nazionale di Parkinson Italia: «Non manca un tocco di ironia. Fondamentale, con la narrazione, per coinvolgere le persone. E c’è chi visita la mostra più volte».

Una delle foto esposte, dal sito nonchiamatemimorbo.info

Una delle foto esposte, dal sito nonchiamatemimorbo.info

NonChiamatemiMorbo”, la mostra fotografica, parlante e itinerante, sulla malattia di Parkinson, approda a Busto Arsizio. Inaugurazione questa sera, alle 18, a villa Tovaglieri. Visite, con l’utilizzo di telefono cellulare e auricolare, il 25 e 26 settembre (ingresso gratuito, previa registrazione sul sito nonchiamatemimorbo.info).

L’allestimento, dell’architetto Franco Achilli, è composto da pannelli che immortalano i pazienti, colti dall’obiettivo di Giovanni Diffidenti. Scaricando l’app gratuita realizzata per l’iniziativa, è possibile inquadrare un codice su ogni pannello per far partire i racconti di “Mr. o Mrs. Parkinson”, voci, a seconda dei casi, di Claudio Bisio e Lella Costa.

La malattia è presentata in prima persona e conduce alla scoperta della vita dei protagonisti, dai momenti difficili alle personali strategie di resilienza. L’esposizione racconta il Parkinson per quello che effettivamente è, facendo luce sulle storie delle persone (fra le tante, quelle del giornalista Vincenzo Mollica e dello scienziato Edoardo Boncinelli), ricordando le sofferenze dei malati e delle loro famiglie ma anche strappando un sorriso e rimuovendo radicati luoghi comuni.

«“NonChiamatemiMorbo” – ricorda Giulia Quaglini, vicepresidente nazionale di Parkinson Italia e presidente dell'Associazione Parkinson di Cassano Magnago – arriva a Busto dopo ottimi riscontri ottenuti a Varese e Cassano. Risultati positivi per il numero di visitatori e per l’interesse suscitato in quanti sono intervenuti. Questa iniziativa ci sta servendo, abbiamo capito ancora meglio l’utilità della narrazione per parlare di Parkinson, per informare. Fra l’altro, si descrivono situazioni di difficoltà anche grave ma, ed è un altro elemento di cui tenere conto, non manca un tocco ironico».

Chi è il visitatore-tipo? «Ci siamo accorti che la mostra è stata vista e ascoltata da un pubblico diversificato. Sono arrivate le persone coinvolte dalla malattia, gli operatori che la affrontano ma anche visitatori semplicemente incuriositi prima, coinvolti poi. Ricordo un medico, in particolare, che dopo l’inaugurazione è tornato con moglie e figlie adolescenti. Evidentemente ha trovato qualcosa che riteneva giusto condividere con la famiglia.».

Il progetto è promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, in collaborazione con le Associazioni Parkinson Insubria di Varese, di Cassano Magnago e di Groane, l’Associazione WoodinStock e lo studio legale A&A di Busto Arsizio, attivo in ambito sociale e culturale.

Motivo del titolo? Lo ha esposto, presentando l’iniziativa, Giangi Milesi, presidente di Confederazione Parkinson Italia: «“NonChiamatemiMorbo” è un invito rivolto a tutti a cambiare atteggiamento nei confronti della malattia, a partire dal suo stesso nome: il Parkinson non è contagioso. E allora escludiamo dal nostro vocabolario la parola ‘morbo’ che è ingannevole».

Da domani, anche a Busto si potrà sfruttare l’occasione per conoscere meglio la malattia e le persone che ne soffrono. Tappa successiva, il 2 e 3 ottobre, a Villa Burla, Rho.

Stefano Tosi

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