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Legnano | 25 settembre 2021, 06:30

«Finalmente la pianura. Ma date sicurezza ai ciclisti, a partire dai ragazzi»

Il Giro dei Campioni, partito da Legnano, vive la tappa Riccione-Finale Emilia con una visita al museo di Pantani e una riflessione importante. È il sesto giorno, sabato si riparte per Trento. LE FOTO E I VIDEO

«Finalmente la pianura. Ma date sicurezza ai ciclisti, a partire dai ragazzi»

Finalmente la pianura. L'esclamazione sfida anche il vento che continua a correre contro. Ma il Giro dei Campioni, partito da Legnano settimana scorsa, ha un altro messaggio da affidare in questa sesta giornata (oltre all'importanza di sostenere Aspi e Uildm): quello della sicurezza. Serve, presto, tanta e a partire dai ragazzi. 

Il monito 

Sono trascorse da poco le nove, quando gli intrepidi legnanesi (Enzo Tesoro, Massimo Monti, Roberto Damiani, Giorgio Bittanti con Iose Porta e Angelo Bucci) pedalano lungo il mare. Grazia, la titolare dell'albergo di Riccione ha voluto ufficializzare la partenza con le foto e un video di Iose. Poi un altro video di Enzo con il primo assaggio di percorso.

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Lo racconta così, Giorgio: «La sesta tappa ci ha portati da Riccione a Finale Emilia, dopo aver percorso 162 km esclusivamente in piano... È stato simpatico il "teatrino" organizzato da Grazia, la perla dell'hotel Gambrinus, dove i ciclisti sono di casa. Ci ha dato lo start alla partenza , abbassando la bandierina del via ed augurandoci buon viaggio. Infatti il viaggio è stato bello e significativo per il pensiero fisso al motivo che ci ha fatto decidere di arrivare e partire da qua... Certo, tutto importante, ma il pensiero era rivolto all'invito di Roberto, che ci ha fatto riflettere per tutto il nostro tragitto, motivando il perché di questa tappa: la sicurezza per noi ciclisti...». 

Proprio pennellate di Roberto completano questo quadro. Da una parte la gioia di poter vivere questi luoghi, come «Ravenna, bellissima storicamente e culturalmente, e poi il museo di Marco Pantani, storia di un atleta e di un uomo che andrebbe considerata di più».  A questo punto i ricordi corrono lontano: « A Madonna di Campiglio, nel 99....».

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È una storia di fierezza, una storia di dolore. Come quella dei ciclisti che hanno perso la vita per incidenti, anche giovanissimi. Drammi che spezzano il cuore, ma che spronano anche di più ad affidare questo messaggio: «Ci siamo trovati camion e auto così vicini... Non dimentichiamo la sicurezza. Molti ragazzi, anche corridori professionisti, devono allenarsi e vivere il grande sogno in bici».

Massimo confida la grande emozione a Sant'Apollinare in Classe: «A Ravenna, capitale spostata da Roma, più difendibile... Una giornata con sole forte. Abbiamo cercato di evitare il traffico, che sulla Statale Romea è molto pericoloso, e abbiamo trovato anche strade completamente piene di buche. Ci siamo trovati anche negli sterrati».

È davvero difficile, rischioso pedalare così.

Enzo ricostruisce: «Per me oggi tappa dura, rettilinei interminabili con vento in faccia, ho sofferto ancor di più che le salite fatte in precedenza, oppure incomincia ad affiorare la stanchezza. Sicuramente la serata è stata in assoluto il top, non solo per quello che si è mangiato, ma soprattutto per la compagnia a tavola. Abbiamo avuto il piacere di cenare con Raffaele (presidente) e parte del consiglio del Team 9 Area Nord, società ciclistica che racchiude 9 comuni della zona. Persone genuine e semplici che al termine della serata ci hanno aiutato a “correggere” il percorso, “evitando le salite più dure”. Grazie a tutti».

Dopo l'emozione di Pantani al museo e al cimitero, è tempo di fermarsi e riposare. Sabato attende un tappa durissima: a Trento.

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Ma. Lu.

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