Ieri... oggi, è già domani | 26 settembre 2021, 06:00

m'han di - mi hanno detto

"M'han di" (mi hanno detto) che "nogn sèm teme scisia e buèl"

m'han di - mi hanno detto

Mi accoglie col suo sorriso furbo, Giusepèn. E lo fa quasi con enfasi. "M'han di" (mi hanno detto) che "nogn sèm teme scisia e buèl" e sobbalzo un po' dopo avere sentito quest'espressione in uso a Busto Arsizio, anni e anni fa. Andiamo con la traduzione.

"scisia e buel" compongono la salsiccia. La "scisia" è l'impasto dell'insaccato e il "buel" è il budello che contiene l'impasto. Nell'interpretazione pratica, non può esserci la salsiccia senza i due componenti....la polpa e il budello.

Quindi, quando si dice "scisia e buel" vuol dire che c'è pieno accorto fra le parti, condivisione, punti di vista che collimano, operosità accettata fra le parti. Addirittura, con quel "scisia e buel" si commentano anche le ....avversità, pur rimanendo nella piena condivisione. Se due sono soci per ....una rapina, sono sempre "scisia e buel", hanno lo stesso fine; fermo restando che entrambi sono d'accordo sul fine nefasto dell'iniziativa.

Giusepèn preferisce ovviamente parlare di "scisia e buel" per commentare l'andamento del nostro lavoro, in merito al libro, in Libreria dal 25 corrente mese. Il nostro lavoro letterario è piaciuto e piace sia per il contenuto sia per come lo stesso contenuto è ....illustrato.

Segno (dice Giusepèn) del perfetto accordo con cui il libro è stato realizzato. Si compiace, Giusepèn di essere il protagonista del libro ed è felice per l'iniziativa di dotare gli ospiti del prestigioso Istituto La Provvidenza di una copia per ciascuno. Attenzione, però: tutte lo copie consegnate tuttora (sono 750) sono state pagate da Amore Rappresentanze, G&G Paglini, Aviometal e Marcora Roberto che hanno sostenuto l'intero onere finanziario, a cui vanno i nostri migliori sensi di riconoscenza. E' piaciuta l'idea di fornire Ospiti e Personale de La Provvidenza di una copia ciascuno del libro. Giusepèn ed io, sappiamo che (magari) pochi dei nostri nonnini leggeranno il libro. Sappiamo tuttavia che saranno Figli e Nipoti dei "nonnini" a leggere loro "ul Giusepèn" per dire grazie col cuore per quanto hanno prodotto nella loro vita di sacrifici, per donarci i frutti del progresso.

Sicuramente, i "nonnini" avranno modo di rivivere il tempo passato e di toccare con mano (e col cuore) una parlata sempre meno in uso e da avvalorare con devozione.

"chèl libar chi" (questo libro, vale a dire "ul Giusepèn") l'àa da dentar in co di Bustochi e la à fo discuri darbon chi ga oei ben a Busti e ai vegi". Il libro "deve entrare in ogni casa dei Bustocchi e deve far discutere davvero coloro che vogliono bene a Busto Arsizio e agli anziani" e Giuseppino si commuove. Gli vedo gli occhi furbi scintillare, inumidirsi, mentre con la sua mano ossuta tocca la mia, in segno di assenso, condivisione che valorizza il "scisia e buel".

Inevitabilmente si va dritti al Nocino. Maria non se la fa dire due volte. "La egn già cunt'àa baziglia e i du bicei" (arriva già con il vassoio e i due bicchieri) e tutto d'un fiato, Giusepèn ed io "fèm festa" (facciamo festa ...nel senso che beviamo), assaporiamo lo stupendo nettare. E' quello che ci ha fornito (due bottiglie) la gentilissima signora. Che ancora ringraziamo!

Gianluigi Marcora

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