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Busto Arsizio | 11 ottobre 2021, 22:22

Rebus giunta a Busto. Trattative pronte a entrare nel vivo

Dopo i confronti interni delle forze che compongono la coalizione di centrodestra, i rappresentanti di lista Antonelli, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia stanno per sedersi al tavolo. Ecco il punto della situazione su assessorati, vicesindaco e presidenza del Consiglio comunale

Rebus giunta a Busto. Trattative pronte a entrare nel vivo

Una settimana fa, Emanuele Antonelli e il centrodestra incassavano una netta vittoria alle elezioni amministrative di Busto Arsizio.
Sette giorni più tardi, le trattative per comporre la giunta stanno per entrare nel vivo.

Al momento, la formazione della squadra di governo è – come si dice in questi casi – un rebus.
La lista civica che porta il nome del sindaco – forte di un inatteso 20 per cento e dei conseguenti sei consiglieri comunali che siederanno in assise – si aspetta di poter contare su tre assessori.
I nomi più gettonati sono quelli di Mario Cislaghi e Salvatore Loschiavo. La terza “casella” potrebbe essere riempita da Maurizio Artusa o da Roberto Ghidotti. Il primo è giovane e alla prima esperienza nell’assemblea cittadina ma, dalla sua, ha un bottino di 253 preferenze, secondo solo alla capolista Patrizia Testa (la presidente della Pro Patria siederà in Consiglio senza “rivendicare” posti in giunta).
Il secondo non è tra gli eletti ma ha già esperienza nell’assise civica ed è apprezzato dal sindaco.

Due, rispetto ai tre del recente passato, gli assessori che spetterebbero alla Lega, penalizzata da un risultato elettorale al di sotto delle attese. Al Carroccio potrebbe andare anche la presidenza del Consiglio. Il nome più gettonato, per esperienza e peso politico, è quello di Paola Reguzzoni. Ma l’attuale commissario della sezione di via Culin non sarebbe interessato a questo ruolo. E, in generale, la Lega preferirebbe poter contare su tre assessori. I nomi “caldi” sono quello della stessa Reguzzoni, oltre a quello praticamente certo di Manuela Maffioli, vicesindaco uscente. Chance di tornare a sedere in giunta anche per Massimo Rogora e Giorgio Mariani.

Sul gioco di incastri pesa, oltre appunto alla carica di presidente del Consiglio, anche quella di vicesindaco. Se inizialmente sembrava si trattasse di una partita tra lista civica e Lega, nei giorni scorsi ha iniziato a circolare l’ipotesi che l’incarico di numero due dell’esecutivo potesse finire a Forza Italia.
E, quindi, a Laura Rogora. Secondo “rumors” più recenti, però, nella coalizione c’è chi teme che l’appello di Gigi Farioli a dare vita in Consiglio a un gruppo moderato che includa anche i forzisti possa fare breccia.
Per questo pare meno scontato l’ingresso in giunta di Laura Rogora. Con lei seduta sui banchi dei consiglieri (oppure nei panni di presidente dell’assise) insieme all’altro eletto, il vicecommissario Orazio Tallarida, il sindaco potrebbe infatti escludere qualsiasi avvicinamento a Farioli.
Se l’ex assessore allo Sport dovesse invece tornare nell’esecutivo, in Consiglio entrerebbe Paolo Genoni. Quest’ultimo è un esponente di Noi con l’Italia. Movimento che, va detto, nonostante gli iniziali confronti con Farioli, ha scelto di partecipare alle elezioni nella coalizione di centrodestra a sostegno di Antonelli e all’interno della lista forzista.
Oggi, tra l’altro, è anche arrivata la notizia dell’autosospensione di Farioli da Forza Italia.

Al partito del sindaco, Fratelli d’Italia, spetterà un assessore. I nomi che circolano sono quelli dei tre eletti: Luca Folegani, Claudia Cozzi e soprattutto Daniela Cerana. Quest’ultima, esponente di Busto Grande nella scorsa consiliatura, è pole position per la delega all’Istruzione. L’unico possibile “ostacolo” – non insormontabile – è che Cerana è la moglie del presidente del circolo cittadino del partito, Massimiliano Nardi.

A complicare ogni discorso c’è il capitolo non secondario delle deleghe. Alcune, infatti, sembrerebbero ambite da più “candidati”. I servizi sociali, ad esempio. Un ruolo a cui è stato affiancato il nome di Cislaghi (che lo ha già ricoperto nell’era Farioli), ma che interesserebbe anche alla Lega.
E, ancora, nel ragionamento vanno incluse anche le partecipate. Oggi tutte e tre le società Agesp sono presiedute da esponenti leghisti. Lo scenario, però, potrebbe cambiare.

Riccardo Canetta

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