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Salute | 12 ottobre 2021, 18:03

Busto: nasce Se.Re.Ne, il progetto Aias che tesse la rete per accogliere neonati, bambini e genitori

All’iniziativa contribuisce Fondazione Deloitte. Cardine dell’azione, diversificata per problematiche ed età, il sostegno ad adulti e piccini. L’intento: evitare la medicalizzazione. Il principio: «Ogni volta in cui nasce un bambino, nascono anche i suoi genitori». Bimbi “core business” del Centro? Il presidente Castiglioni: sono “core” e basta

La conferenza per la presentazione del progetto Se.Re.Ne, nella sede Aias di Busto, via Alba

La conferenza per la presentazione del progetto Se.Re.Ne, nella sede Aias di Busto, via Alba

Presentato oggi, 12 ottobre, in conferenza stampa il progetto Se.Re.Ne – Servizio Rete Neonato di Aias. Un’iniziativa che intende sostenere la genitorialità e accompagnare nella crescita famiglie e bambini. Due le linee d’azione.

La prima: incontri individuali (mamma-bambino e papà bambino, con frequenza bimestrale) in contesto non medicalizzato, per famiglie con figli che non necessitano di intervento sanitario diretto e immediato. Ma per i quali si ritenga utile un monitoraggio e un supporto nei primi mesi di vita. Per esempio nei casi di nascita prematura (fra le 34 e le 37 settimane), ritardo nel percorrere le tappe psicomotorie, attaccamento insicuro...

Seconda linea: incontri domiciliari mensili per neonati e bambini entro i 36 mesi, con patologie complesse e/o disabilità e conseguente presa in carico neuropsichiatrica. Azione che interviene su temi quali l’adeguamento ambientale, lo studio di proposte e di materiali utili, il rientro a domicilio dopo degenze ospedaliere prolungate.

Slogan riportato nel pieghevole che presenta Se.Re.Ne: “Ogni volta in cui nasce un bambino, nascono anche i suoi genitori”.

Franco Castiglioni, presidente Aias, ha introdotto la presentazione del progetto sottolineando il contributo di Fondazione Deloitte e l’intraprendenza del Centro: «Ci fa piacere vedere che si investe su una realtà come Busto. Di periferia, sebbene cresciuta. Per quanto ci riguarda vogliamo proseguire su questa strada. Quella per cui non ci affidiamo alle sole risorse che ci sostengono regolarmente, di Ats e Regione Lombardia. Vedendo che i bisogni non possono essere soddisfatti solo con queste fonti, cerchiamo anche altrove. Per fornire risposte, soprattutto ai piccoli. Sono il nostro “core business”?. Sono il nostro “coree basta».

Il direttore Aias, Alessandro Valtolina: «Questa è una delle iniziative che abbiamo dovuto ritardare, avevamo iniziato nel 2019. E abbiamo cambiato in corsa, per esempio pensando anche a supporti a distanza. Il progetto accomuna tante situazioni nella difficoltà, fisiologiche o complesse. E ci permette di essere attenti alla diversità. Inoltre è un esempio della di vocazione Aias: quella di collaborare con il territorio. Fondazione Deloitte. Ma anche consultori e pediatri di libera scelta».

Sul campo, operativo, qualificate professioniste. Sabrina Menini (neuropsichiatra e responsabile medico del progetto), Alice Pagani e Michela Galimberti, entrambe terapiste della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. La dottoressa Pagani ha tratteggiato il perimetro di Se.Re.Ne, specificando: «Abbiamo visto emergere un bisogno trasversale. In un contesto, quello della nascita, che trasforma sempre gli equilibri. Non vogliamo fornire un manuale per essere “genitori perfetti”. Ma accompagnare. Per un pezzo di strada che, se necessario e comunque entro le fasce di età contemplate dal progetto, potrà essere ripetuto». Obiettivo sintetizzato e ribadito dalla dottoressa Menini: «Cerchiamo di evitare la medicalizzazione. Del bimbo come della famiglia».

Aldo Castoldi per Deloitte: «La Fondazione ha all’attivo il sostegno a 40 progetti e 20 iniziative. Negli ambiti della cultura, della ricerca, dell’educazione, della formazione, delle emergenze nazionali, incluso il Covid. Non vogliamo sostenere iniziative necessariamente faraoniche o che si fanno notare, vogliamo essere attenti ai territori. Per noi Se.Re.Ne è un progetto nuovo e importante allo stesso tempo. Tanto più in una Italia che parla spesso di famiglia ma non sempre sostiene la famiglia». Al suo fianco, Andrea Ardo: «Sono varesino e so quanto faccia il volontariato da queste parti. Con l’iniziativa di Aias si propone qualcosa di nuovo, qualcosa che si aggiunge all’aspetto medico».

Tutto bello, ma quando si inizia? Parola alle dottoresse: «Primi colloqui martedì prossimo, stiamo già raccogliendo l’interesse delle famiglie». Per info: serene@aias-busto.it

Stefano Tosi

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