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Busto Arsizio | 13 ottobre 2021, 15:46

Post ironico di Sabba dopo l’assalto alla Cgil. La Sinistra Chiara scrive al sindaco: «Via da qualsiasi incarico pubblico»

Il movimento che ha sostenuto alle elezioni Chiara Guzzo interviene sul post condiviso su Facebook dal presidente del Distretto urbano del commercio di Busto e primo dei non eletti in consiglio comunale per la lista civica per Antonelli sindaco

Matteo Sabba

Matteo Sabba

Dopo l’assalto alla Cgil, Matteo Sabba, presidente del Distretto urbano del commercio di Busto Arsizio e primo dei non eletti in consiglio comunale per la lista civica per Antonelli sindaco, ha condiviso sulla sua bacheca Facebook un post che girava online che dice: «La Cgil ancora scossa dopo l’assalto di ieri: “Non avevamo mai visto i lavoratori così da vicino”».

L’ironia non è piaciuta alla Sinistra Chiara - movimento che alle recenti elezioni sosteneva la candidata Chiara Guzzo - che in una lettera aperta al sindaco Emanuele Antonelli chiede di sollevare Sabba da «qualsiasi incarico pubblico».

Lettera pubblica de La Sinistra Chiara per Busto al sindaco della nostra (di tutti e tutte i cittadini e le cittadine) città

Ci siamo costituiti a marzo di quest'anno scegliendo un nome preciso: “La Sinistra Chiara per Busto”, ed animati da idee e passioni precise come le proposte del nostro programma ci siamo presentati alle appena trascorse elezioni amministrative, non ottenendo posti in Consiglio Comunale, ma raccogliendo oltre settecento voti, di cittadine e cittadini che si sono riconosciuti in LSC e nelle persone in lista. A nome nostro, di questi cittadini e della Sinistra a cui ci ispiriamo, forza ideale e politica che si muove per il popolo, il lavoro e la salute, per la tolleranza, per le periferie, per i giovani, per l’ambiente facciamo questo appello a Lei che ha raccolto la netta maggioranza dei consensi tra chi ha scelto di andare a votare. La città è organismo complesso, molteplice, e sfaccettato, a Lei, Sindaco Antonelli, è stata affidata dal voto la massima carica, tocca a Lei quindi il ruolo di rappresentare la città nella sua interezza, compreso chi da Lei non si sente rappresentato.

Con questa doverosa premessa, chiediamo a Lei Antonelli, Sindaco della città di Busto, di sollevare il sig. Matteo Sabba da qualsiasi incarico pubblico, poiché deridendo pubblicamente la devastazione della sede della CGIL di Roma operata da gruppi che afferiscono all'area neofascista, mostra con evidenza spregio nei confronti di organi di rappresentanza che costituiscono le colonne della nostra democrazia. Purtroppo Sig. Sindaco Antonelli, Le ricordiamo che durante il suo precedente mandato il Sig. Matteo Sabba, fu protagonista di una iniziativa pubblica in piazza nel 2 maggio 2020, vigenti le limitazioni della "zona rossa" a contrasto dell'epidemia Covid-19, che vietava assembramenti ed imponeva distanziamento sociale. 

Le azioni di un singolo cittadino che riveste cariche pubbliche, e Matteo Sabba è attualmente Presidente del Distretto Urbano del Commercio e potrà essere presto consigliere comunale, hanno un raggio d'azione e una ricaduta ben maggiori rispetto alle, per quanto deplorevoli, chiacchiere da bar in cui chiunque può incorrere ogni giorno. Chi porta su di sé l'onere e l'onore di un ruolo pubblico ha il dovere di rappresentare tutti e non solo i molti, di caratterizzarsi per etica, correttezza e rispetto delle leggi e della Legge oltre che delle regole del vivere civile.

Riteniamo quindi che il sig. Matteo Sabba, pur libero di interpretare ed esplicitare la propria opinabile e personalissima opinione, nel ruolo di interesse pubblico ricoperto non tuteli la Costituzione su cui il nostro Paese si fonda.

Riteniamo necessario che Lei Sig. Sindaco prenda una posizione netta nel senso che abbiamo descritto e garantiamo a Lei e a tutti che il ruolo di chiarezza che ci siamo assunti nel mese di marzo, continueremo a interpretarlo per tutta la durata di questo Governo comunale.

«Questa mi sembra la sinistra “chiarlatana”. Faccio solo questa battuta senza aggiungere altro, perché una battuta da Zelig non merita tutta questa attenzione», è la replica di Matteo Sabba.

Redazione

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