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Storie | 13 ottobre 2021, 17:00

La ragazza con lo zaino verde: così nonno Pietro ha ispirato un romanzo per spiegare Fascismo e Resistenza

Elisa Castiglioni, nata a Busto Arsizio e residente a Varese, ha pubblicato un appassionante libro per ragazzi: «Quando mio nonno è mancato, e la sua mancanza si sente ancora adesso, la sua voce mi parlava ed è stata un nutrimento durante la pandemia»

Elisa Castiglioni e il suo romanzo

Elisa Castiglioni e il suo romanzo

È sempre questione di amore. Le vicende umane sono cucite sull’amore che c’è, che manca, che si insegue, per il quale si lotta. Elisa Castiglioni, nata a Busto Arsizio e residente a Varese, lo sa ed è proprio per l’amore verso il nonno che ha scritto un libro per spiegare ai ragazzi cos’è stato il Fascismo e cosa la Resistenza di cui il nonno Pietro Castiglioni, nome di battaglia Lupo, è stato protagonista sulle montagne lombarde per amore della libertà nella battaglia di San Martino, 1943, tra la Valcuvia e il lago Maggiore.

Elisa ha avuto con il nonno un legame speciale e, solo dopo tanti anni, ha deciso di leggerne i diari e costruire una storia raccontata, però, attraverso la vita di una ragazza di 14 anni, Alida, che piano piano capisce cosa significa vivere durante il regime, senza la libertà che il nonno dell’autrice ha inseguito. Nella storia un ruolo importante ce l’ha uno zaino, verde, che dà il titolo al romanzo, pubblicato dalla casa editrice Il Castoro.

Elisa, cos’è lo zaino verde che dà il nome alla storia?

Per me è un elemento molto importante che sta dentro alla storia. Lo zaino verde esiste davvero, è appeso a casa mia, ed è quello con cui mio nonno andava a passeggiare nei boschi del lago Maggiore e che ho trovato mentre stavo scrivendo il libro; sapevo che c’era, ma quando l’ho trovato la mia storia ha cominciato a vivere. Quando mio nonno è mancato, e la sua mancanza si sente ancora adesso, la sua voce mi parlava ed è stata per un nutrimento durante la pandemia, quando ho terminato il libro che nasce da documenti e foto che ho trovato in mansarda e nel suo studio e che mi hanno fatto scoprire il suo forte amore per la lettura.

Il nonno e il suo zaino sono i protagonisti del libro, ma anche della sua vena letteraria?

Sì, a 10 anni mio nonno mi regalò una macchina da scrivere che non avevo chiesto, ma lui sapeva, prima che lo sapessi io, che volevo scrivere. Per questo libro ho aperto i cassetti del nonno e i bauli e ho trovato il suo diario di cui non mi aveva mai parlato; era fatto da fogli volanti, appunti di quando incontrava i ragazzi nelle scuole e per i quali scriveva: «Vi parlo del nazismo, ma quando incontrate un tedesco non pensate che sia nazista, loro, i tedeschi, sono stati le prime vittime». Leggere questo mi ha confermato chi era mio nonno, lui cercava di usare parole gentili anche verso chi non la pensava come lui. Diceva che per la libertà di combatte ogni giorno e l’ha fatto con la sua testimonianza e lo zaino sulle sue spalle. Era un partigiano pacifista che portava l’arma scarica, anche quando, per due volte, ha incontrato il nemico sul monte San Martino o quando, da solo, ha portato 200 coperte sulla bicicletta per chi ne aveva bisogno. Mio nonno è stato partigiano a 18 anni, con il suo amico che ne aveva 15, e mi ha trasmesso l’idea che la nostra eredità sono le nostre radici.

Però il protagonista della sua storia non è il nonno, ma Alida, una ragazza, perché?

Sì, non ho scritto la storia di mio nonno, anche se un po’ sì, perché il personaggio Pietro è lui, ma ho scelto una protagonista di finzione perché per raccontare la verità devi esserne distante. Io con mio nonno torno l’Elisa di 10 anni per cui ho dovuto mettere la giusta distanza tra me e lui e la storia. Entrare nei panni di una giovane fascista è stato complicatissimo; all’inizio ho buttato tutto quello che avevo cominciato a scrivere perché sentivo di avere una voce giudicante e prendevo le distanze da Alida, poi ho capito che era sbagliato e mi sono letta i diari del nonno, che è del 1924, i libri di scuola del tempo e mi sono immersa nella musica fascista, mi sono esposta alle immagini di Mussolini e questo mi ha portato ad essere Alida che vive un momento difficile. Ho cercato in lei anche il canale emotivo facendola innamorare di Alfio, il ragazzo sbagliato: chi non si è mai innamorata del ragazzo sbagliato?

Nei diari del nonno c’è però la chiave della storia di Alida?

Il nonno nei suoi diari dice che “il dilemma di noi giovanissimi cresciuti col Fascismo è capire quale è la vera patria, quella di Mussolini o quella di Gramsci?”. Lui a 17 anni vive la prima incrinatura rispetto al Fascismo attraverso i libri e l’incontro con il sacerdote partigiano don Giuseppe Oldrati. Per mio nonno scrivere era terapeutico e ho trovato liste di nomi che ho scoperto essere preti e compagni morti durante la battaglia di san Martino. Del suo diario mi impressiona anche il fatto che fu un partigiano cattolico e faceva il giuramento di ribellarsi “facendo il minor danno possibile”. Si definiva “ribelle per amore” come i partigiani cattolici.

Il materiale che aveva a disposizione è tanto, come si arriva a trasformarlo in romanzo?

Non bisogna iniziare subito a scrivere il romanzo, prima di scrivere c’è una fase lunghissima di pre-scrittura, che può durare anche più di un anno, in cui si buttano giù le idee sulla carta e per me il lavoro grosso da fare è sul personaggio che va conosciuto meglio di noi stessi facendo una mappa, una scheda per approfondire chi è; dobbiamo sapere tutto di lui, dal piatto preferito a cosa ama leggere. Prima di scrivere la storia, bisogna fare il casting dei personaggi partendo dal personaggio principale e poi buttare giù i fatti e vedere se c’è sempre il rapporto causa-effetto. Se poi mi viene da scrivere una emozione lo faccio, ma la lascio lì e mi dedico a fare una story-line, con singole tacche per la storia con S maiuscola e quella con la s minuscola, del personaggio. Io le scrivo su fogli separati come fosse un gioco di carte. E poi bisogna imparare a eliminare, se una cosa ti piace troppo è perché piace solo a te, questo va insegnato ai ragazzi, ma senza privarli della gioia di scrivere e di trasmettere emozioni. 

INFO

LA RAGAZZA CON LO ZAINO VERDE di Elisa Castiglioni - Il Castoro, 194 pagine, 13,50 euro

Carla Colmegna

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