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Varese | 15 ottobre 2021, 21:25

FOTO e VIDEO. Matteo Bianchi da piazza Podestà: «Adottate tre indecisi. Cinque minuti domenica valgono cinque anni»

Il candidato sindaco del centrodestra ha chiuso la campagna elettorale tra la gente, sotto la storica sede della Lega con Giancarlo Giorgetti, Attilio Fontana, Massimo Lupi, Andrea Pellicini, Massimiliano Salini e Matteo Salvini: «A Bianchi chiedo un impegno: appena eletto nomini un assessore alla disabilità»

Bianchi, Giorgetti e Salvini, insieme agli alleati di centrodestra, hanno parlato in mezzo alla gente, da una panchina di Piazza Podestà

Bianchi, Giorgetti e Salvini, insieme agli alleati di centrodestra, hanno parlato in mezzo alla gente, da una panchina di Piazza Podestà

Una campagna elettorale «entusiasmante» l’ha definita Matteo Bianchi. In realtà un tour de force per farsi conoscere e presentare la sua idea di Varese in tempi ridottissimi. Novanta giorni, più il ballottaggio, per presentare la sua visione della Varese dei prossimi cinque anni (clicca QUI per leggere il programma completo) che questa sera, da piazza del Podestà, ha sintetizzato così.

«Abbiamo portato entusiasmo, testa e cuore in città e lo stesso ci avete trasmesso voi. Questo ti accresce – ha detto Bianchi in piedi su una panchina sotto la sede della Lega - Ho parlato con tante persone che mi hanno lasciato molto nel cuore. Noi oggi abbiano la possibilità di cambiare la nostra città e credere che possa tornare ad esprimere le potenzialità che in questi cinque anni sono state mortificate. Noi vogliamo essere una giunta e un sindaco che stanno tra la gente, ma non a tre settimane dal voto. Il centrodestra è unito, con coesione di valori, e questo potrà permetterci di dedicarci ai problemi reali della gente». Poi l’appello di suoi - «Adottate tre indecisi a testa e convinceteli ad andare a votare» - e un ringraziamento a chi oggi ha permesso alla Lega di essere in piazza: «Per primo Umberto Bossi, poi un altro uomo importante di Varese, Roberto Maroni, Attilio Fontana e Giancarlo Giorgetti».

Dalla panchina di piazza Podestà («Gli altri hanno soldi, palchi e piazze, noi chiudiamo in mezzo alla gente»), hanno poi parlato i leader delle altre forze di coalizione.

«Matteo Bianchi ci ha guidato in questa campagna elettorale perché c'è una Varese di cose da fare – ha detto Maurizio Lupi, segretario nazionale di Noi con l’ItaliaQui abbiamo bisogno di parole che agiscono e non che blaterano, e tutto questo è possibile solo attraverso una persona che ha a cuore i cittadini e Varese come Bianchi. Abbiamo dato un contributo importante perché siamo una coalizione guidata dalla volontà di cambiare le cose e non perché gli altri sono il male assoluto. Abbiamo portato punti programmatici concreti: Varese merita di più».

A motivare Fratelli d’Italia è stato Andrea Pellicini: «E’ stato splendido. Abbiamo lottato e dimostrato di essere una grande coalizione. Bianchi è un ragazzo preparato e lungimirante. Abbiamo vinto a Busto a Gallarate e ora lottiamo fino alla fine per vincere anche a Varese».

L'eurodeputato e presidente regionale di Forza Italia Massimiliano Salini si è appellato alla laboriosità dei varesini: «Essere lombardi comporta una grande responsabilità perché il ritmo della ripartenza del Paese è dato dal nostro ritmo. Per guidare una città lombarda non ci si può quindi accontentare di governare con pigrizia e con la paura di sbagliare. Qui bisogna dare l’anima tutti i giorni e avere il coraggio di rischiare, come ha fatto Bianchi nella conduzione di questa campagna elettorale».

E poi è stata la volta del ministro Giancarlo Giorgetti, arrivato direttamente da Roma: «Non potevo mancare per dare un'ultima spinta a Matteo. Ha portato uno spirito nuovo e tanto entusiasmo a Varese - ha detto prima di spiegare il suo ritardo - Vedo siti che parlano dello scontro in consiglio dei ministri sul reddito di cittadinanza: quello che alla Lega è sembrato inaccettabile è che la copertura finanziaria fosse fatta con 40 milioni destinati ai pensionamenti dei lavoratori precoci, quelli che hanno fatto lavori faticosi e usuranti. Utilizzare queste risorse è provocatorio: li prendano altrove per queste finalità».

A chiudere il comizio Matteo Salvini, per la quarta volta a Varese dall’inizio di questa campagna elettorale, preferendola a Roma dove contemporaneamente si sta chiudendo anche la campagna elettorale di Enrico Michetti contro Roberto Gualtieri. «Sono qui per piacere e non per dovere - ha detto il segretario leghista - perché ho visto in Matteo una persona che andava per quartieri, parlando di futuro. Sono anche orgoglioso di come qui a Varese sia stata condotta la campagna elettorale: i candidati qui non hanno chiesto un voto contro gli altri nel nome dell'odio, della rabbia e del rancore, per evitare un ritorno della Lega, come invece ha fatto qualcuno che così dimostra solo di non avere uno straccio di idea sul futuro. La divisione per i cittadini non è tra destra e sinistra, ma tra chi ha e chi non ha. Lascio volentieri ai Galimberti di turno questo derby. Votate Bianchi perché invece si è occupato di lavoro e sicurezza».

Poi la richiesta al candidato del centrodestra. «Chiedo un impegno a Bianchi: quando sarai sindaco dovrai individuare un assessore, un ufficio e un tecnico che si occupi di persone con disabilità». E, prima dei saluti, l’appello finale: «Si gioca voto su voto. Cinque minuti di domenica valgono cinque anni a venire».

Rivedi qui la diretta della chiusura della campagna elettorale di Matteo Bianchi davanti al Garibaldino di Piazza Podestà.

Valentina Fumagalli

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