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Sport | 18 ottobre 2021, 08:48

Cambio in panchina per la Castellanzese: Corrado Cotta è il nuovo allenatore

Dopo quattro sconfitte consecutive e l’ultima posizione in classifica, arriva l’esonero di mister Ardito. Il presidente Affetti: «Lavoro affinché entrino nuove forze a supportare l'azione societaria, la Lega Pro resta uno dei nostri obiettivi futuri»

Mister Cotta (a sinistra) con il direttore Asmini

Mister Cotta (a sinistra) con il direttore Asmini

Corrado Cotta è il nuovo allenatore della Castellanzese.
Dopo quattro sconfitte consecutive e l’ultima posizione in classifica, la società ha deciso di esonerare Andrea Ardito e di affidarsi a un tecnico di grande esperienza in Serie D (Verbania, Inveruno, Novese, Caronnese e Castelletto, fra le altre) e Serie C (Como, Pro Sesto).

Il nuovo allenatore ha vissuto esperienze praticamente in tutta l'Italia, non solo con prime squadre ma occupandosi anche di settore giovanile. Grazie alla collaborazione che lo legava al Milan come coordinatore tecnico e supervisore ha avuto modo di vivere esperienze all'estero; con i giovani ha lavorato anche al Bari e alla Fidelis Andria nel ruolo di responsabile del settore giovanile. Nell'ultima stagione ha guidato l'Ostuni.
Nel 2018/19 il tecnico era alla guida del Verbano e ha affrontato la Castellanzese nell'anno della vittoria del campionato di Eccellenza.

«Sono uno di sostanza, non mi piacciono tanto le chiacchiere – le prime parole del neo-allenatore –. C'è un campo che ogni domenica dovrà dare il verdetto. La situazione mi intriga perché è una bella scommessa, che ovviamente vorrei vincere. Entrare in corsa non è mai semplice, ma la società si sa che è seria: pochi voli pindarici e sicuramente ci aiuterà a soffrire tutti insieme. Io ho bisogno di stimoli, le cose piatte non fanno parte del mio modo di vedere il calcio; cercherò subito collaborazione con i ragazzi che sono i veri protagonisti durante la partita, perché nessun allenatore ha la bacchetta magica. I giocatori vanno motivati e responsabilizzati per avere un pensiero comune, mi aspetto molto da tutti loro».

«Il direttore Asmini – prosegue – lo conosco da tantissimi anni e non ho bisogno di dire quanto sia grande conoscitore di calcio. Ritorno a casa dopo qualche anno al Sud, vorrei ritrovare il divertimento di allenare. So di essere in una società dove non ci sono grandi pressioni, ma questo non significa non prenderci responsabilità, soprattutto in questo momento. Qualche giocatore lo conosco, qualcuno ho avuto modo di vederlo lo scorso anno; non fermiamoci ai complimenti della passata stagione, ora dobbiamo pensare a questa nuova annata. Il valore della squadra è assolutamente diverso da quello che dice la classifica, c'è tempo per cambiare, rimediare e invertire questo trend negativo. Il girone? Una grandissima favorita non c'è, ma ci sono tantissime squadre navigate in questa categoria; bresciane e bergamasche hanno un'identità ben precisa e si identificano come amanti del proprio territorio, affrontarle non è mai semplice. Il calendario è questo, e il fatto di giocare subito mercoledì forse per la squadra può essere un vantaggio, io cercherò di capire dal primo momento le caratteristiche di ogni singolo giocatore: uno ostacolo alla volta cercheremo di risollevarci sudando sul campo indipendentemente dall'avversario. Spero che nel più breve possibile la squadra riuscirà a ritrovare la serenità e l'identità che l'ha contraddistinta negli anni».

La società tiene a ringraziare Andrea Ardito per il lavoro svolto in questi mesi, augurandogli le migliori fortune per il futuro.
Il presidente neroverde Alberto Affetti ha tenuto a sottolineare diversi aspetti: «La scelta di esonerare Ardito è stata presa con tanto dispiacere perché è una persona che stimo, e nel calcio ci sono veramente poche persone come lui: fini, intellettuali e che di calcio ne sanno tanto. Purtroppo questo sport è fatto anche di numeri; il suo esonero arriva per dare una svolta alla squadra e a questo momento. Attualmente abbiamo fatto una scelta, non abbiamo la certezza che questa scelta sia risolutiva, ma vogliamo risorgere. Vedere la Castellanzese in ultima posizione fa male in primis a me e a tutti quelli che lavorano per la società. Sono sicuro che con lavoro e umiltà arriveranno i risultati. In questo momento sto lavorando affinché entrino nuove forze a supportare l'azione societaria, questo perché la Castellanzese ha ancora intenzione di andare avanti e di guardare alla Lega Pro: non sarà quest'anno, ma resta uno dei nostri obiettivi futuri. Nessuno lascia ma si raddoppia, vorrei che questo fosse chiaro».

Redazione


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