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Sport | 21 ottobre 2021, 07:00

L'OPINIONE. So... anzi sappiamo. Così si impara a «non avere paura di niente»

Anche le parole cambiano nel cammino della Pro Patria. Ciascun tigrotto simbolo e artefice della vittoria contro il Legnago e prima ancora contro la sfiducia. "Votiamo" Galli e Brignoli con il fuoco addosso e oltre a Colombo da segnalare Fietta che in pochi minuti ha fatto semplicemente le cose giuste e "servito" il gol del successo LE FOTO

Azioni ed emozioni di Legnago-Pro Patria (foto di Marco Giussani)

Azioni ed emozioni di Legnago-Pro Patria (foto di Marco Giussani)

Quattro risultati positivi, l'ultimo di una potenza speciale perché strappato a una parigrado con addosso una furia all'inizio ben visibile e poi sfaldatasi almeno nell'efficacia.

Il successo della Pro Patria contro il Legnago che era considerato giustamente così pericoloso (LEGGI QUI) è un caso di ritrovata armonia tra azioni e parole. I commenti dell'allenatore Luca Prina e del capitano Riccardo Colombo ci rivelano alcuni particolari importanti per leggere ciò che è stato "eseguito" in questi ultimi incontri.

Diamoci del noi

Dopo aver vissuto attimo per attimo questa partita con il cuore in gola (LEGGI QUI),  meditiamo dunque su quanto è stato detto.

L'allenatore Luca Prina è stato diretto: «Sono molto soddisfatto, abbiamo solcato un percorso che riteniamo quello giusto, i ragazzi ci credono molto».  Anche le sbavature fanno parte della crescita, come la rotazione significa coinvolgere tutti in questo moto perpetuo di prove di fiducia.

Attira l'attenzione un'espressione tutt'altro che ininfluente. Il problema assenze resta, ma lo si esamina anche da un'altra prospettiva: ci sono delle risorse che possono rientrare e alimentare questa carica. A questo proposito Prina coniuga così: «So... anzi sappiamo». Non è un correggere il tiro, bensì una dichiarazione di consapevolezza collettiva. Che si sta formando, non è magicamente sbocciata: le autoesaltazioni sono da sconsigliare in questo periodo.

Ma al di là delle convinzioni del mister pare che si stia delineando nei ragazzi. La naturale conseguenza è quel «non avere paura di niente», che si è materializzato mercoledì contro il Legnago e ha ben espresso capitano Colombo. Non è che non si soffrisse di fronte al "ribaltone" in pochi minuti, semplicemente non ci si è stracciati le vesti perché c'era coscienza di poterla, doverla ancora capovolgere, questa partita. 

In questo senso il pareggio prima dell'intervallo è stato provvidenziale. Il che significa anche e soprattutto fortemente voluto.

Le cose giuste

In questo scenario, torniamo alle azioni. Per la serie, il fuoco addosso: Galli, esplosivo come mai si era visto in questa stagione, e Brignoli. I tre gol sono tutti da leccarsi i baffi, ma il secondo sbatte in faccia le considerazioni di cui sopra: Stanzani ci riprova, viene respinto, Galli non ci sta e con ferocia la mette dentro. Un piccolo grande urlo di (sana) guerra.

Brignoli, quando il fuoco è uno scoppiettio continuo, tanto che a un certo punto ti abitui e poi divampa facendoti sobbalzare.

Di Stanzani, ci rallegriamo che sia stato premiato da questo gol in campionato: quello che voleva, che gli era troppo sfuggito e che ha bandito la paura fin dall'avvio di partita. Un "riconoscimento" che sprona anche Piu.

Ma tutti i tigrotti, anche quelli che non "gridano", vanno applauditi. La costanza silenziosa di Bertoni. La crescita in direzione ostinata e per niente contraria di Molinari. La presenza deliziosamente arcigna di Boffelli. Colombo che non si è risparmiato neanche un attimo, e c'era soprattutto al momento giusto. Anzi, questa espressione ci viene ancora di più da usarla con Fietta: entrato sul finale, ha fatto ciò che doveva con precisione e serenità. E quello che doveva, ha potuto iniettare una dose potente di fiducia alla Pro Patria.

La classifica

Lo sguardo alla classifica  - con dodici punti - a questo punto spingerebbe a canticchiare "Mi fai stare bene", tuttavia occorre stare molto attenti. Anzi, adesso è il momento di stare attenti.

Si è sempre soltanto all'inizio. Al netto delle squadre che devono ancora giocare, c'è molto da fare: è il futuro a lungo termine, non quello ravvicinato, che conta. Mister Prina non l'ha nascosto e tutti lo devono aver presente.

L'unica differenza è che non si dice: «Lo so». Piuttosto, «lo sappiamo». E nulla può renderci più forti di questa affermazione che sarebbe bello - e giusto - condividere con un numero crescente di sostenitori biancoblù sugli spalti.

Marilena Lualdi


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