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Busto Arsizio | 22 ottobre 2021, 17:25

Ciao Maestro. Dentro una tela di emozioni: «Amore tra padre e figlio nell'arte»

In basilica San Giovanni, l'ultimo saluto all'artista Matteo Piccaia. Nelle parole del figlio Giorgio, il percorso condiviso nella vita e nel mestiere: «I tuoi insegnamenti rimarranno sempre in me. Dicevi che l'arte è il riflesso che muove la totalità del nostro rapporto». Poi l'invito agli amministratori: «Dedicategli un luogo pubblico e un museo»

Ciao Maestro. Dentro una tela di emozioni: «Amore tra padre e figlio nell'arte»

Le parole hanno dipinto una tela di emozioni. Così come i ricordi, stretti nel dialogo tra padre e figlio. Intensi nel giorno dell'ultimo saluto terreno al maestro Matteo Piccaia, scomparso martedì scorso all'età di 98 anni. Lui, veneto d'origine, a Busto ha trovato dimora d'ispirazione, in un connubio d'arte perfetto col figlio Giorgio.

Un dolore composto al funerale in Basilica, questo pomeriggio, reso ancor più intimo, vicino al cuore e all'anima, dalla solennità delle parole di monsignor Alberto Rocca. «Il buio è un'assenza di luce, una situazione che ci mette profondamente a disagio. Come la morte - ha sottolineato il monsignore - Tuttavia, se noi uscissimo da questo modo di pensare e leggessimo le Scritture, noteremmo che tutte le cose gloriose di Dio si compiono di notte: dalla Creazione in poi. Il buio che non rappresenta una privazione, ma lo spazio dove il tutto si può manifestare. Soltanto così possiamo accettare questa visione oscura della morte».

Alla funzione funebre hanno partecipato il sindaco Emanuele Antonelli e la vice, Manuela Maffioli. Ed è stato proprio il figlio, Giorgio Piccaia, a rivolgersi agli amministratori cittadini nell'ultimo “ciao” pubblico al padre. Con un invito schietto, diretto, dal cuore. «Sarebbe bello che il comune gli dedicasse un luogo pubblico. E un museo con le sue opere». Poi l'emozione di Giorgio, con Melania, Elena e i nipoti, si è fatta difficile da gestire nel raccontare un percorso condiviso nella vita (tra padre e figlio) e nell'arte (dal maestro all'allievo). «I tuoi insegnamenti rimarranno sempre in me. Dicevi che l'arte è il riflesso che muove la totalità del nostro rapporto. Sapevi essere ironico anche con l'amore della sapienza. Le nostre chiacchierate erano settimanali e partivano sempre da un tuo aforisma. Ci rincorrevamo nei nostri ragionamenti, a volte surreali ma mai banali». Come non banale è la pittura: «Dipingere è come tentare un racconto, e per raccontare serve una grammatica perfetta». Un dono che Matteo e Giorgio Piccaia hanno custodito dentro un legame indissolubile: «Un intenso amore tra padre e figlio nell'arte». Che rimarrà tale. Intimamente. Dentro una tela di emozioni.

Alessio Murace

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