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Storie | 22 ottobre 2021, 06:00

All'ospedale di Busto c'è la reliquia del beato Carlo I d'Asburgo

Giovedì 21 ottobre la Cappellania ospedaliera l'ha ricordato con una messa. Un suo quadro nella chiesa dell’Annunciazione e all’Hospice ed è stata donata una sua reliquia. Cercò in tutti i modi di porre fine alla prima guerra mondiale

All'ospedale di Busto c'è la reliquia del beato Carlo I d'Asburgo

L'ospedale di Busto Arsizio conserva la reliquia di un beato. Che oggi è stato ricordato con una preghiera e a messa.

Si tratta di Carlo I d’Asburgo, beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 03/10/2004.Don Fabrizio e Don Peppino, sacerdoti della Cappellania dell’Ospedale di Busto Arsizio,  hanno raccontato all'Asst Valle Olona chi era Carlo I e perché il pontefice lo ha dichiarato beato: «Il 31 dicembre 1918 l’imperatore Carlo I d’Asburgo chiese che nella cattedrale di Vienna, venisse cantato il Te Deum di ringraziamento per la fine della Prima Guerra Mondiale e a chi gli faceva notare che l’Austria aveva perso, rispondeva che era contento che il conflitto fosse finalmente terminato. Egli aveva cercato in tutti i modi di far finire la guerra, iniziata prima della sua elezione ma l’opposizione di quelle nazioni europee che volevano porre termine all’ultimo impero in Europa, l’avevano impedito».

Carlo era fondamentalmente un soldato - spiega ancora l'azienda - per una serie di avvenimenti, si trovò a succedere  all’imperatore Francesco Giuseppe. Uomo di grande fede e profonda spiritualità si sposò con l’italiana Zita di Borbone, di animo sensibile, visse il suo legame di coppia con amore e donazione ammirevole, amò la sua famiglia e i suoi figli. Verso i suoi sudditi fu capace di riforme sociali e di attenzioni ai più deboli; ai suoi soldati chiese di evitare inutili azioni belliche a danno dei civili. Ingannato dai suoi collaboratori, sconfitto, dopo aver rinunciato al trono fu esiliato sull’isola di Madera in Portogallo in condizioni di miseria insieme alla sua famiglia. Lì morirà poco dopo senza mai aver pronunciato parole di condanna e risentimento per chi gli aveva fatto del male, affidando la sua vita alle mani di Gesù che egli aveva tanto amato e cercato di imitare.

Papa Giovanni Paolo II il 03/10/2004 lo ha dichiarato beato. Suo papà era un ufficiale dell’esercito austro-ungarico e aveva chiamato il figlio Karol in onore dell’imperatore. Nell’ospedale di Busto vi è un suo quadro nella chiesa dell’Annunciazione e all’Hospice ed è stata donata una sua reliquia“.

Redazione

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