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Busto Arsizio | 23 ottobre 2021, 20:00

La favola di Natale gridata da un bambino (e non solo)

Gli operai che sistemano le luminarie a Busto e le reazioni di un ragazzino e di un anziano, ci riportano a ciò di cui abbiamo bisogno

Operai al lavoro in via Carducci

Operai al lavoro in via Carducci

«Uuh». Non ci sarebbe bisogno neanche di altre parole: è l'esclamazione di un bambino di fronte agli operai che vengono elevati dal camion per sistemare le luminarie a dire tutto.

Ancora, Natale. Una festa che tutti speriamo diversa rispetto all'ultima trascorsa, ancora rinchiusi, blindati con i nostri pensieri: i preparativi si sono innescati a Busto Arsizio.

In via Carducci gli addetti piazzano le luci natalizie con un occhio all'opera in sé, un altro al traffico incombente. È sabato, tutti hanno meno fretta a rigor di logica, eppure nessuno può aspettare.

Non pronuncia neanche quella sillaba prolungata quel signore che arriva nella via, con la stampella e il più saldo braccio della moglie. Ma nel suo sguardo silenzioso che si alza a inseguire le luminarie sollevate contro il cielo, c'è tutto quello che il bambino ha detto, e forse persino di più. Ci sono le festività natalizie, anche quelle rabbuiate dalla guerra, ma riscaldate da un abbraccio che adesso non si può più dare.

Allora in queste settimane, si sentirà di tutto e di più. Anche di molto ragionevole. Si sentirà del Natale che non ci possiamo permettere, delle luci che non possiamo "urlare", dei costi che non possiamo sostenere, delle altre priorità da sostenere.

Tutto vero, e qualcosa ancora di più. Non sappiamo come dirla, questa favola di Natale. Forse possiamo solo "esclamarla" come farebbe un bambino.  Come ha fatto un bambino, per essere precisi e fare cronaca, proprio sotto i nostri occhi, inchiodandoci alla realtà. Uuh, come una sillaba prolungata, una dichiarazione di incredulità che diventa speranza.

Allora, sarà vera anche la speranza che di fronte a una luce in più, pagata dalla collettività o da un gruppo di coraggiosi, si sia più pronti ad aiutare gli altri, coloro che si troveranno al buio dei cuori e delle mura. Che non sia tutto un luccicare.

Non abbiamo bisogno di luminarie per ricordarcelo. O forse, anche.

 

 

 

Marilena Lualdi

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