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Sport | 23 ottobre 2021, 19:15

Essere lucidi e fare cose semplici: Prina detta le linee contro la Pro Vercelli

L'allenatore della Pro Patria sulla gara in programma domenica allo Speroni: «La terza gara in una settimana è la più difficile, ma stiamo crescendo. Dai miei tigrotti ho imparato».

L'allenatore Prina alla vigilia della partita contro la Pro Vercelli

L'allenatore Prina alla vigilia della partita contro la Pro Vercelli

Lucidità e semplicità sono due ingredienti citati da Luca Prina per la partita contro la Pro Vercelli. Con una consapevolezza duplice: che la terza gara in una settimana è la più difficile, ma che si è anche compiuto un percorso importante insieme. Non da legare ai numeri, troppo precoci.

Piuttosto, è avvenuto e sta avvenendo uno scambio di energie e punti di vista che alimenta la crescita di questa Pro Patria.

Prima, però, alcune note sulla squadra che scenderà in campo contro i piemontesi domenica 24 ottobre alle 17.30 allo Speroni. Rientra Nicco dalla squalifica, mentre sono sempre fuori Lombardoni, Vaghi e Castelli. Diffidati sono Saporetti e Molinari.

La terza gara

«La terza gara è sempre la più difficile e pericolosa, soprattutto ai nostri livelli, con squadre formate da molti giovani - ammonisce l’allenatore tigrotto – Ho cercato di distribuire le forze all’interno della settimana. Non è facile, per cui ci sono giocatori chiamati a un terzo impegno particolare. Bisogna essere lucidi e fare cose semplici».

Guardarsi indietro, per consolidare la fiducia: «Pensare a qualche risultato buono fatto, ma per continuare a crescere. Non vuole essere un punto di arrivo».

A Legnago l’aspetto tecnico è andato a braccetto con quello caratteriale, assicura, dopo trasferte che avevano rischiato di minare l’autostima. Sì, c’è quel blackout di quasi quindici minuti, ma non solo senza gravi conseguenze: analizzato senza ansia, perché in quel match si è sempre respirata un’energia che ha proibito di avere paura sull’esito della partita.

Imparare da tutti

Mentre allora scrutiamo ancora il cartello “Lavori in corso”, peschiamo un’intervista di qualche anno fa, in cui Prina raccontò di essersi fermato a osservare una partita amatoriale, perché ama prendere spunti, idee in ogni circostanza. Allora, lui ha detto in parte cos’ha “insegnato”, trasmesso ai tigrotti: anche da loro ha imparato?

«Tantissimo – assicura – Una delle bellezze del calcio è conoscere moltissime persone, di tutte le età. Se uno vuole, c’è l’opportunità di assorbire, capire le cose da un punto di vista differente, elaborarla e migliorarla. Lo faccio con i miei collaboratori, ascolto moltissimo. Lo faccio con i calciatori, che hanno un punto di vista diverso da quello della panchina. Ci stiamo trasmettendo molto, proprio perché non c’è un lavoro di mantenimento ma di crescita».

Ma. Lu.


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