Ieri... oggi, è già domani | 01 novembre 2021, 06:00

Fenomeni fonologici

In vacanza, quest'anno, l'amico Nino ha desiderato tanto esaudire una volontà di suo padre

Fenomeni fonologici

In vacanza, quest'anno, l'amico Nino ha desiderato tanto esaudire una volontà di suo padre. Mi ha donato il libro dal titolo "I fenomeni fonologici di accrescimento e di accorciamento delle parole" il cui Autore è l'Illustre e indimenticato amico, Giorgio Cortolillo, padre di Nino.

Ebbene, pubblico volentieri alcuni brani di questo libro, col desiderio di fare cosa gradita a un uomo di Cultura che ho sempre ammirato e che, per me ha sempre avuto una grandiosa stima che contraccambio col suore, ben sapendo che non tutti apprezzeranno questo immane lavoro, ma che io desidero esternare per riconoscenza al Prof. Giorgio Cortolillo.

Cominciamo, dunque. Lo faccio con la Presentazione dell'Autore, scritta sul libro Edito da VIDEO COMP - Cosenza il 10 gennaio 1994 - "Cari Lettori, frutto di studio linguistico, di riflessione grammaticale e di esperienza didattica è il libro di fonologia della Lingua Italiana che vi presento. E' un libro in cui tratto "i fenomeni fonologici di accrescimento e di accorciamento delle parole", sia quelli inusitati (epèntesi, afèresi e sìincope) che facilitano la comprensione delle opere letterarie del passato, sia quelli usitati (pròtesi, paragòge, apòcope, elisione, troncamento e abbreviatura), il cui corretto impiego serve a perfezionare l'uso espressivo del presente. Il libro, articolato in nove capitoli e arricchito da molteplici aggiunte completive, come i Marginalia, le Curiosità e l'Eserciziario, esplica una Cultura fonologica tradizional-moderna scevra di rigorismo e soprattutto d'improvvisazione.

Ebbene? Io non so se sia riuscito nell'intento di realizzare un buon libro, cioè un libro chiaro ed efficace: sta a Voi dirlo, a me sperarlo! -  Sant'Angelo di Brolo Giorgio Cortolillo

INTRODUZIONE - DISCORSO SULLA LINGUA ITALIANA

La "Lingia Italiana" costituita dal volgare fiorentino e dal contributo lessicale dei parlanti di tutte le etnie della nostra Penisola, istituzionalizzata nella seconda metà dell'Ottocento, quando l'Italia diviene "una d'arme, di lingua, d'altare, di memorie, di sangue e di cor" e riconosciuta come una delle più belle e delle più importanti lingue del mondo, perchè legata a opere di di Cultura Universale, quali "La Divina Commedia", "Il Principe" e "I Promessi Sposi" è una lingua che cambia nel corso del tempo, sotto la spinta del progresso sociopolitico, culturale e civile degli italiani. Infatti essa: si amplia: usando parole latine come referendum e video - derivando parole dai Greci, come: atomo e geo, dai Germani, come: borgo e guerra, dagli Arabi, come almanacco e nadir, dai Bizantini, come: falò e galea. Inglobando parole dialettali, come: balera (locale popolare da ballo) e scippo (furto con strappo); impiegando parole straniere , soprattutto inglesi, come : computer e sport, e francesi, come: frac e champagne. - si innova operando mutazioni sia grammaticali che operano a dire per esempio, "lo zero" anzichè "il zero", sia semantiche , che danno significato moderno a parole antiche, come ad esempio a: "penna" (un tempo penna di ala), oggi anche "penna con cui si scrive" - abbandonando vocaboli vecchi (o arcaismi), come: offensione (per offesa) e virtude (per virtù) - accreditando vocaboli nuovi (o neologismi) tratti dall'idioma parlato, come: auto e foto o desunti dall'attualità tecnica  e scientifica, come : tracimazione e radioattività - si trasforma: ammettendo interventi fonetici e grafici che sono fatti all'inizio, nel mezzo e alla fine delle parole e sono detti "fenomeni fonologici di accrescimento" (pròtesi, epèntesi e paragòge) e di accorciamento (afèresi, sìncope, apòcope, elisione, troncamento e abbreviatura), di cui si tratta nel prosieguo di questo libro.

(anche noi ci fermiamo qui - forse tre o due Lettori avranno la bontà di leggerci e di continuare a leggerci - di certo, colo che lo faranno, avranno dal prof. Cortolillo una spiegazione logica, esauriente e corretta di quanto è bella la Lingua Italiana - Capitolo UNO).

Gianluigi Marcora

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