Busto Arsizio - 02 novembre 2021, 16:59

Giavini e il canto dei defunti: «Vegliate sul nuovo consiglio, sulle imprese, sullo sport, sulla cultura di Busto»

Lo storico e cittadino benemerito: «Nell'angolo di preghiera ci sarà anche il piattino con le castagne e il bicchiere d'acqua e davanti anche una sedia vuota per "loro" che verranno a trovarci. Un pensiero per Pá Carlö, Angioletto Castiglioni, Aldo e Mario Ferrazzi, Miglierina e Fusetti, il presidentissimo Cerana, Attilio Tronconi e molti altri»

Giavini e il canto dei defunti: «Vegliate sul nuovo consiglio, sulle imprese, sullo sport, sulla cultura di Busto»

«2 novembre. Giorno del ricordo...». Così Luigi Giavini, storico, scrittore e cittadino benemerito di Busto Arsizio, inizia il suo viaggio in questa giornata speciale, vissuta nel segno della fede e della tradizione. E anche dei tanti incontri di vita, che fanno combattere la malinconia con un sorriso: sì, si può anche sorridere, per ciò che hanno lasciato le persone solo apparentemente scomparso. In uno scritto che viaggia su Whatsapp e - potere della tecnologia - diventa una preghiera affidata a tanti bustocchi. Con ogni persona che ha terminato il suo viaggio qui, invocata per proteggere e incoraggiare: dalle istituzioni ai media, dall'impresa allo sport.

«Ho pronto il mio angolo di preghiera - racconta - dove in legame con le famiglie di antico ceppo bustocco reciteremo questa sera il rosario. Nell'angolo ci sarà anche il piattino con le castagne e il bicchiere d'acqua e davanti anche una sedia vuota per "loro" che verranno a trovarci: "Bonanòci durmianti / bonanòci tüci quanti / a si stèi tème nióll / e dientaèm tème vióll." Questo tenerissimo saluto, mi fa pensare ai tanti volti incontrati nella vita e sono sicuro che invocandoli daranno la loro protezione.  Perché non invocarli?».

In effetti lo fa, Luigi Giavini, partendo da quello che è stato un sindaco e molto di più: «Che bello il ricordo, e comincio dall'indimenticabile sindaco Carlo Azimonti. Pá Carlö, sai quanto ti hanno voluto bene i bustocchi e allora dà una mano con tutti i sindaci "andati avanti" al nuovo sindaco e alla nuova giunta all'inizio del loro cammino... Angioletto Castiglioni, tu che non mancavi mai ai consigli comunali, illumina i nuovi consiglieri e proteggi il "tuo" Tempio Civico».

E ancora, «Aldo e Mario Ferrazzi, con il valore morale delle vostre alpine Penne Bianche, proteggete tutte le istituzioni». Rivolgendosi a un'altra categoria poi:  «Professor Miglierina e Gianni Fusetti, state vicino ai giornalisti nel diffondere la verità. Don Isidoro, porta su  Busto lo Spirito Santo perché illumini i giovani e susciti tante vocazioni. Ne abbiamo bisogno! Professor Roggia e professor Campagna abbiate a cuore le scuole e la cultura!  Attilio Tronconi e tu, Milòtu Garavaglia, ravvivate il fuoco della passione per l'impresa! E tì, ul Scerana, daghi un ögiu aa tó PuPatria, e tì, Piantanida, dà un occhio alle istituzioni sportive».

Una serie di ricordi, che si uniscono dunque in una preghiera, si sciolgono in un canto: «È sera, la lunga serie di volti non finisce mai. Si affacciano anche gli amici, vogliono un brindisi come si usava in tempi antichi. Lo faccio con gioia con il genepy del mio amico alpino Luigión. Assa! A sa édam! Assa e sempar alégher! Come scrisse il grande Delio Tessa: "L'é  'l dì di mort, alégher! ". Bona nòci durmianti / bòna nòci a tüci quanti / A si stêi tème nióll / a dientaèm tème violl"».

Ma. Lu.

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