Sport - 04 novembre 2021, 07:00

“Marcone” Colombo da Solbiate Olona, neo campione d'Europa: il percorso, le amicizie, i tatuaggi

Dopo 34 anni dall'ultima volta, l'Italia del football americano ha vinto i campionati europei. E tra gli “angeli custodi” del quarterback della nazionale, c'è un ragazzone di Solbiate Olona, trentenne, offensive lineman degli azzurri trionfatori. Domenica scorsa ha condiviso una gioia unica, nella vittoria in finale sulla Svezia superfavorita. Ma tutto il percorso, lungo due anni, è un libro carico di emozioni, da raccontare e condividere

“Marcone” Colombo, con la medaglia al collo di campione europeo

“Marcone” Colombo, con la medaglia al collo di campione europeo

È successo per davvero. Dopo 34 anni dall'ultima volta, l'Italia del football americano ha vinto i campionati europei. E tra gli “angeli custodi” del quarterback della nazionale, c'è un ragazzone di Solbiate Olona, trentenne, “Marcone” Colombo, offensive lineman degli azzurri. Con gli altri quaranta compagni d'avventura ha condiviso una gioia unica domenica scorsa, nella vittoria in finale sulla Svezia superfavorita. Ma tutto il percorso, dalle qualificazioni al titolo, è un libro carico di emozioni, da raccontare e condividere.

L'abbiamo fatto con il campione solbiatese. Davanti agli occhi proprio quella medaglia frutto di passione, tenacia, lavoro, amicizie e che racchiude idealmente la realizzazione di un sogno. Con un posto unico nel cuore e, a breve, anche un segno indelebile sul corpo, tra gli altri tatuaggi speciali di Marco Colombo.

IL PERCORSO

Un cammino lungo due anni, perché la fase finale, inizialmente prevista per il 2020 è stata rimandata al 2021. Un percorso partito dal girone di qualificazione, con le vittorie sull'Austria (detentrice del titolo) e sulla Svizzera. Poi la semifinale, decisa a tavolino, con la Francia, per la positività al Covid di diversi giocatori transalpini la mattina dell'evento (il 7 agosto scorso, a Piacenza).

«Quella partita non si è disputata ma eravamo pronti e carichi al duecento per cento dopo una settimana di raduno in caserma a La Spezia, tra sveglie alle 6 del mattino, doppi allenamenti e bagni di ghiaccio. Tutto rigoroso e perfetto, per prenderci la vittoria sul campo». Dulcis in fundo la finale, a Malmoe, in casa degli svedesi superfavoriti e che si pensavano superiori anche per quella vittoria dell'Italia a tavolino. «Invece li abbiamo surclassati, fin dal primo minuto». Marcone Colombo usa un'espressione più colorita per farci intendere i gradi di agonismo e determinazione messi in campo dagli azzurri, per coronare un'impresa storica. È successo per davvero, col punteggio finale di 41-14 (34-0 dopo il primo tempo).

LA STORIA IN NAZIONALE DI MARCONE

La passione è il motore di tutto. Che ti spinge a sopportare le “botte” e i postumi di partite e allenamenti la mattina dopo «quando ti devi alzare e andare a lavorare. In Italia non si vive di football americano, è una grande passione che porti avanti finché riesci a starci dietro col fisico e la voglia. Io lavoro da sempre, non sono un professionista. Se l'avessi fatto per soldi - racconta il neo campione europeo - avrei già smesso di giocare da un pezzo». Per sua (e nostra) fortuna, “Marcone” non l'ha fatto, alimentato dal “fuoco della passione”. Che supera (e vale) tutto.

Anzi, il suo percorso nel football americano l'ha portato in nazionale e al titolo continentale, grazie alle insistenze di un amico, Domenico Caroli (nelle foto sotto col numero 78), che l'ha convinto a dichiararsi eleggibile per un raduno della nazionale a Modena, nel 2018. «Non ci volevo andare perché mi sentivo inferiore agli altri, è stato lui a convincermi. L'ho ascoltato ed effettivamente mi sono guadagnato il posto. Ho giocato le mie partite da titolare in questo campionato europeo, contro Austria e Svizzera pure insieme a Domenico. Anche in finale ho dato il mio contributo». Un'amicizia nata sul campo da football, nell'esperienza comune ai Seamen Milano fino all'anno scorso, giorno dopo giorno, partita dopo partita.

«All'inizio nemmeno ci sopportavamo, poi è diventato il mio miglior amico. Adesso - prosegue Marcone Colombo da Solbiate Olona - voglio puntare ai mondiali del 2023, in Australia. Poi si vedrà».

GLI AMICI

Le amicizie, dicevamo. Che si alimentano nei momenti conviviali, durante i raduni. E che ti rendono migliore, più forte in campo. «Questo campionato europeo l'abbiamo vinto di squadra, come gruppo siamo stati superiori a tutti. E questo si è visto anche in finale contro la Svezia. Personalmente, durante questo percorso, mi sono arricchito pure umanamente. La nazionale crea un gruppo di amici, e conosci da “dentro” le persone che sono avversari sul campo, durante il campionato. Così è stato per me. Ho scoperto due amici veri, uno di Roma e l'altro di Parma. Abbiamo creato un rapporto talmente forte durante il raduno di La Spezia che ho deciso di tatuarmi la nostra amicizia sul polpaccio appena tornati a casa».

I TATUAGGI

«Questa vittoria qua non posso non tatuarmela - riprende Marco Colombo riferendosi al titolo europeo - perché sarà una “cosa mia”. Per sempre. Come i quattro campionati vinti con i Seamen Milano nel 2015 e poi dal 2017 al 2019».

Emozioni grandissime che si sprigionano direttamente dal cuore. Valori affettivi che superano quelli apparenti della medaglia o qualsiasi riconoscimento economico. Perché la passione è il motore di tutto. E quand'è così, l'orgoglio personale ed anche quello di un piccolo paese della Valle Olona, che ha tra i suoi residenti un neo campione europeo partito proprio dal territorio (dai Blue Storms Gorla Minore - ora Busto Arsizio - per toccare i vertici con la nazionale), sono ancora più grandi. E reali. Come le amicizie e le vittorie sul campo. Perché è successo per davvero. Dopo 34 anni dall'ultima volta.

Alessio Murace

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