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Busto Arsizio | 07 novembre 2021, 15:57

«Quel soldato sconosciuto diventa cittadino di Busto Arsizio»

In sala Consiglio la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. Come altri 3.500 comuni italiani, la città ha «riconosciuto con orgoglio la “paternità” di quel Caduto. Un soldato di nessuno, poi soldato di tutti, diventa figlio delle nostre città». Le parole del sindaco Emanuele Antonelli, oltre al sentito ringraziamento per le forze armate e dell'ordine nelle celebrazioni del 4 Novembre

«Quel soldato sconosciuto diventa cittadino di Busto Arsizio»

È stata celebrata oggi la giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate: nelle foto l'omaggio ai Caduti in piazza Trento Trieste da parte del sindaco Emanuele Antonelli affiancato dalla vicesindaco Manuela Maffioli e dagli assessori Daniela Cerana, Salvatore Loschiavo, Maurizio Artusa, Mario Cislaghi, da alcuni consiglieri comunali, da monsignor Severino Pagani, dai rappresentanti delle Forze armate e delle Forse dell’ordine del territorio e dalle tante associazioni che si dedicano alla valorizzazione della memoria.

In sala Consiglio la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

«Quel soldato sconosciuto diventa cittadino di Busto Arsizio, come sta diventando cittadino d’Italia. Al momento, le cittadinanze onorarie conferitegli dai Comuni italiani sono circa 3.500 e numerose sono le deliberazioni già preannunciate per le prossime settimane - ha detto il sindaco -. Oggi, riconosciamo con orgoglio la “paternità” di quel Caduto. Un soldato di nessuno, poi soldato di tutti, diventa figlio delle nostre città. Lo abbiamo perso cento anni fa, ma non lo dimentichiamo, anzi lo ringraziamo per l’esempio che rappresenta, per i valori che incarna.

Sono passati più di cento anni dalla sua morte, ma oggi, nel suo ricordo, sentiamo ancora più forte il senso di appartenenza alla Patria e ci sentiamo uniti come le migliaia di persone che si inginocchiarono al passaggio del treno nel novembre del 1921».

Il sindaco ha anche accennato alla serata organizzata dal tavolo delle scuole superiori venerdì al teatro Fratello Sole: «I ragazzi hanno pronunciato i nomi dei circa 300 bustesi che hanno perso la vita nella grande guerra, l’inutile strage.

Li ringrazio ancora, insieme ai loro docenti, per aver permesso a tutti noi di compiere un’ulteriore riflessione sul sacrificio del Milite Ignoto: egli non solo ha perso la vita, ma perdendo il suo nome, ha perso anche l’identità, ciò che lo distingueva da tutti gli altri, ciò che lo rendeva unico e irripetibile.

L’ennesima atrocità imposta dalla guerra, che non si deve ripetere più, che non deve più capitare a nessun essere umano».

Non è mancato un grazie sentito alle Forze armate e alle Forze dell’ordine che contribuiscono ogni giorno a mantenere la pace, a difendere le istituzioni e a garantire la sicurezza, la Croce rossa e le associazioni di protezione civile che vigilano senza sosta sul territorio, oltre alle associazioni che continuano a promuovere la cultura della memoria.

Redazione

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