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In Breve

| 10 novembre 2021, 13:43

“Essence” alle Bertacchi di Busto

L’istituto guidato da Fabiana Ginesi impegnato in un progetto valutativo e didattico con Politecnico e Università degli Studi di Milano e dell’Insubria. Strumenti: tablet e penne sensorizzate. I bambini? Consapevoli ed entusiasti

“Essence” alle Bertacchi di Busto

Alunni che giocano con la tecnologia. Così da imparare, praticare e  fornire indicazioni utili agli insegnanti. È il progetto “Essence”, piattaforma empatica per monitorare, stimolare, arricchire e assistere personalmente anziani e bambini nel loro ambiente.

Oggi, 10 novembre, chi avesse visitato la primaria Bertacchi di Busto avrebbe scoperto un’aula “3.0”. Un bambino, un ricercatore. Gomito a gomito. Concentratissimi… nel gioco. Un gioco costruttivo che passa da tablet, palline e penne sensorizzate. Per esercitare e valutare lettura, logica, matematica. Perfino la forza e la coordinazione.

«“Essence” – riassume Simona Ferrante, Politecnico di Milano, impegnata sul campo nel secondo step all’istituto diretto da Fabiana Ginesi – è un progetto finanziato dall’Unione Europea che studia l’utilizzo delle tecnologie nella vita di bambini e anziani. E che prova a utilizzare nuovi strumenti per potenziare capacità come calcolo o lettura. Oppure per individuare precocemente eventuali fragilità. Nel caso degli anziani, anche segni di decadimento». All’iniziativa, oltre al Politecnico, partecipano le Università degli Studi di Milano e dell’Insubria.

Tra Busto e Gavirate, 66 i bambini coinvolti. Chiamati a esercitare testa e corpo. Perché non si punta solo alla valutazione e allo sviluppo della didattica tradizionalmente intesa. Il progetto include esercizi di respirazione, rilassamento, coordinazione, tecniche che favoriscono l’approccio alle attività più varie, a partire da quelle scolastiche. «Raccogliamo informazioni – fa presente Simona Ferrante – utili a insegnanti e famiglie. Nei casi complicati, ai clinici».

Resistenze riscontrate? «Ci aspettavamo un po’ di diffidenza da parte di qualche insegnante ma in realtà il Covid ci ha facilitato, ha fatto comprendere come la tecnologia, che possiamo avere in casa, sia un’arma da sfruttare, una potenzialità. Alla fine abbiamo avuto ottimi riscontri. Obiettivo? Creare una app che faciliti l’assistenza e la scuola a domicilio, oltre ciò che abbiamo conosciuto come didattica a distanza».

E i bambini? Consapevoli e disponibili. Terza C. Il progetto può essere presentato nelle linee generali da Alessia, approfondito da Lorenza e Mattia. Poi ci sono le recensioni di Giorgia sui ricercatori («…ho pensato che erano bravissimi») e di Lorenzo sulle attività («divertentissime e facilissime»). Il riassunto di Amelie: «Ci siamo divertiti». Mentre espongono le loro valutazioni, a pochi metri, in uno spazio separato, alcuni bambini inspirano ed espirano a ritmo rilassato, comodamente sistemati su un materassino. In un’altra aula ci sono delle coppie, ricercatori e alunni davanti a tablet. Dita che scorrono sullo schermo. Bisogna, fra l'altro, calcolare quanti sassi servono per rimettere in equilibrio un’altalena. È un gioco, un problema da risolvere. Che unisce matematica e fisica.

L’insegnamento passa anche dal su e giù delle altalene.

Stefano Tosi

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