Storie - 11 novembre 2021, 10:10

Quattro varesini e la “rivoluzione” del vino per ristoranti e privati

Dall’idea di alcuni giovani della nostra provincia è nata Drinkme, app che consente a gestori di locali e privati di superare i limiti finora conosciuti della distribuzione nell’ambito del beverage: consegne rapidissime, nessun minimo di ordine e prezzi bassi. Da Varese presto l’iniziativa sbarcherà a Milano e poi in altre città

Quattro varesini e la “rivoluzione” del vino per ristoranti e privati

Il concetto di cantina, delizia (ma anche croce, quando le bottiglie iniziano a scarseggiare…) di ogni buon ristorante che si rispetti? Arcaico. La consegne che devono attendere - almeno almeno - un paio di giorni? Idem. Gli obblighi insiti in ogni ordine, per quantità e a volte anche per qualità? Come sopra.

Quattro giovani e intraprendenti varesini hanno appena rivoluzionato il mondo dell’offerta beverage a servizio di locali e privati. Lo hanno fatto varando la start-up Drinkme, operativa da un paio di settimane sul territorio della provincia di Varese e pronta a espandersi a macchia d’olio. Perché l’idea funziona e piace, ai ristoratori in primis.

Tutto nasce dalla mente di Luca Brusa, Fabio Brusa Pasqué, Debora Frascoli e Andrea Marcella (c’è anche Charlotte Orsi Mazzucchelli, che si occupa di web design e grafica), età comprese tra i 30 e i 40 anni, studi ed esperienze variegate e arricchitesi all’estero e quello spirito di iniziativa che in taluni ragazzi di oggi si sposa in una fortunata combinazione con competenze, conoscenze tecnologiche e superamento del vecchio significato della parola limite.

Drinkme non è il “classico” wine delivery, già visto altrove e anche a Varese, sebbene lo stesso delivery faccia comunque parte dei servizi erogati dalla nuova iniziativa: consegna in 30 minuti di bevande e alcolici a temperatura di servizio, prezzi più bassi del mercato, ordini senza vincoli e ampio assortimento (tutto questo in un weekend “lungo” dal venerdì alla domenica, dalle 18 alle 2 di notte). L’obiettivo principale dei quattro ideatori è stato invece soprattutto quello di inventare una nuova strada di gestione del comparto bevande per il settore ho.re.ca.

Il primo muro abbattuto nella “distribution” sono i tempi di consegna. Due slot giornalieri: chi (ristorante, bar, ma anche privato) ordina - tramite il sito o l’app “costruita” ad hoc - entro le 10 del mattino, riceve la consegna entro le 12, chi lo fa dalle 10 alle 17, la riceve entro le 19. Rispetto ai 2-5 giorni dei normali distributori, un abisso.

Secondo vantaggio decisivo: quantità minime e minimi di spesa. Che in Drinkme non esistono: anche una sola bottiglia per volta può essere ordinata, scegliendo senza vincoli di sorta tra le etichette disponibili. E, anche in questo caso, i prezzi sono dichiarati concorrenziali.

Terzo (presto effettivo): la gestione del magazzino che il cliente può effettuare direttamente dal proprio profilo personale, con il sistema abilitato a riconoscere la ricorrenza di ogni acquisto, analizzarla e avvisare in tempo il gestore di potenziali “sotto scorte”. Basta, insomma, brutte sorprese (e figure) scoperte all’ultimo momento nel buio di una cantina e quindi commensali che restano con la gola secca. Una chicca in più, gratuita.

L’hub centrale è a Castellanza e da lì vuole partire il piano di conquista di Drinkme: dopo l’hub secondario che ha iniziato a rifornire Varese, eccone uno di prossima apertura a Milano (il 23 novembre) e quindi in altre città, di mese in mese. A gennaio, infine, un nuovo capitolo a complemento dell’idea: il marketplace. Dove ristoratori e privati potranno pubblicare le bottiglie che non vogliono tenere o non riescono a vendere e trovare così acquirenti. 

Anche grazie a questo, con Drinkme si prevedono tempi duri per la polvere nelle cantine.

Redazione

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