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Busto Arsizio | 16 novembre 2021, 16:51

Sanità, Maggioni d’accordo con Farioli: serve una commissione

Anche l’esponente del Partito Democratico di Busto, a sua volta capogruppo e già candidato sindaco, chiede di istituire una commissione consiliare dedicata ai temi della riforma sanitaria

Maurizio Maggioni

Maurizio Maggioni

Dopo Gigi Farioli (Popolo, Riforme e Libertà), un altro capogruppo consiliare e già candidato sindaco chiede di istituire la commissione per la salute e la sanità (leggi qui). Un tema di cui si discute molto anche a livello cittadino soprattutto per via del progetto dell'ospedale nuovo Busto-Gallarate.

Maurizio Maggioni del Partito Democratico aggiunge le sue valutazioni, «concordanti» con quelle del collega della minoranza, e la «convergente richiesta formulata alla presidente del Consiglio» Laura Rogora.

«La richiesta di rinnovare l’istituzione della commissione non nasce perché in continuità con il medesimo organo già operante nel precedente mandato – precisa il capogruppo dem –. L’ulteriore operatività di una commissione consiliare “Riforma sanitaria” è richiesta in questa fase e nel prossimo mandato, almeno finché siano in atto l’applicazione e la realizzazione delle iniziative previste dalla riforma regionale, che nel breve colloca impegni fino al 2026 (Pnrr) e nel medio (otto-nove anni) definisce l’arco temporale delle nuove realizzazioni ospedaliere connesse all’implementazione dei servizi socio-sanitari.

Dunque, secondo Maggioni, «una commissione con queste prerogative è, in primo luogo, uno strumento importante perché il Comune informi con un programma di azioni diffuse e partecipate dai medici e dal personale sanitario sui cambiamenti e sulle innovazioni  prospettate nella sanità e nei servizi, destinate a modificare i rapporti con i medici di base e con le strutture ambulatoriali ed ospedaliere.
Ugualmente il Comune deve poter ascoltare le esigenze dei cittadini che lamentano ritardi e costi significativi nel dover affrontare un percorso di diagnosi e cura, facendosi poi interprete di risposte che in parte coinvolgono anche la diretta responsabilità dell’ente locale».

«Inoltre – prosegue – i Comuni, sia Busto sia gli altri più vicini, avranno l’onere di svolgere un ruolo di programmazione territoriale dei servizi, compito al quale Regione Lombardia non potrà mai adempiere, poiché in linea diretta ed esclusiva riguarda l’inserimento territoriale dei servizi socio-sanitari di diverso livello, che è di competenza comunale. Queste decisioni che spettano all’ente locale, per essere corrette ed efficaci, devono mettere in coerenza gli aspetti funzionali e di rete, propriamente sanitari, con l’assetto urbanistico della conurbazione del sud della Provincia e dell’Alto Milanese, insieme con l’organizzazione degli altri servizi».

«Poiché questo processo rappresenta una rilevante trasformazione per la città, per l’intera zona e per la vita dei cittadini – conclude Maggioni – occorre sia posto in capo all’organo di indirizzo e programmazione, il Consiglio comunale, entro il quale ovviamente si manifesteranno gli orientamenti di maggioranza e minoranze».

Redazione

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