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Busto Arsizio | 18 novembre 2021, 11:37

Passa da Busto la nuova vita dell'opera. E canta anche l'economia

Non solo il bis della Traviata il 12 dicembre: la lirica sarà sempre più protagonista con una produzione stabile e darà lavoro. Prova del nove oggi le audizioni di 114 giovani da 22 Paesi. I VIDEO

Il via alle audizioni in teatro. Sotto Maffioli e Galli, Oliva e Romanini

Il via alle audizioni in teatro. Sotto Maffioli e Galli, Oliva e Romanini

Le imprese che si muovevano per dare voce e palco alla lirica 130 anni fa a Busto Arsizio. I talenti di 22 Paesi del mondo che oggi sono qui per partecipare alle audizioni. È l'opera, quella che vuole ritrovare spazio e darlo. Offrire gioia ma anche lavoro.

Del resto, si sorride durante la conferenza stampa al Teatro Sociale "Delia Cajelli", tra Busseto e Busto la differenza di lettere è minima. 

Dunque si presenta il bis della Traviata, certo, domenica 12 dicembre alle 16 (prenotazioni su Vivaticket.com). Ma anche la vocazione sempre più ritrovata dal punto di vista della lirica al Teatro Sociale “Delia Cajelli”. E opportunità professionali in questo campo.

È una chiamata all’opera, quella di stamattina nella storica struttura di via Dante a Busto, proprio mentre 114 giovani partecipavano alle audizioni delle prossime opere, a partire dal Trovatore. Vengono dall'Asia, dall'America, dalla Russia. Quando sentono "Busseto", si illuminano, ma ora Adads punta sulla nostra città e anche il suo nome si ricaverà il proprio spazio. Con tutte le ripercussioni positive del caso.

«Vogliamo attivare una produzione stabile di opere anche per il futuro - spiega il presidente Luca Galli - con Adads vogliamo aprire una sede che preveda corsi di perfezionamento e canto lirico. In più mi piacerebbe che il teatro divenisse un'opportunità». Questo coinvolgendo Busto ma anche un territorio sempre più ampio. 

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«Che situazioni come queste possano diventare una straordinaria normalità» ha auspicato la vicesindaco Manuela Maffioli, riferendosi al valore dello spettacolo e della cultura, anche nella prospettiva economica: «Perché è lavoro, dà lavoro… Offre una crescita dell’individuo, come pure un fattore di sviluppo economico. Spero che il pubblico colga questa grande occasione e vorremmo che il teatro potesse esplodere di entusiasmo. Un grande patto che va stretto con il pubblico, la città e non solo Busto».

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Un patto anche economico. Con la produzione e la formazione, sempre più persone verranno qui e i benefici per i negozi saranno indubbi. Ci sarà bisogno anche di strutture ricettive. 

C'è fermento di musica, talento e speranze con il maestro Marco Beretta che ascolta e valuta e voci dei giovani, mentre parla per l'Accademia Adads Maria Cristina Romanini.

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Accanto, l'architetto Daniele Geltrudi (Educarte) E il regista Alberto Oliva che sottolinea: «Vengono in Italia per studiare l'opera dove è nata. Tra l'altro nel libro sulle botteghe storiche della Lombardia, 9 su 40 sono di Busto». Chi verrà qui a crearsi un futuro artistico o a godersi un'opera, scoprirà perché questa città non ha da invidiare niente a nessuno, sia guardando al suo passato sia al suo futuro.

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Marilena Lualdi

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