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Gallarate | 21 novembre 2021, 22:41

Gallarate, il Palio della Rama di Pomm si tinge di giallo. Vincono i Privilegiaà dal Campanin

Terzo successo consecutivo, davanti a Paisaan Quadar, Cittaditt da la campagna e Drizuni dal Tirasegn. Il sindaco Cassani: «Bello vedere tanta gente in piazza che festeggia, le tradizioni sono importanti»

Gallarate, il Palio della Rama di Pomm si tinge di giallo. Vincono i Privilegiaà dal Campanin

La 73esima edizione del Palio della Rama di Pomm si tinge di giallo. Per il terzo anno consecutivo sono i Privilegiaà dal Campanin a conquistare il primo posto e a portarsi a casa lo stendardo. Sul secondo gradino del podio i Paisaan Quadar, terzi i Cittaditt da la campagna e quarti i Drizuni dal Tirasegn.

Le gare

Domenica pomeriggio, sul campo di gara di via Pacinotti a Madonna in Campagna è andata in scena l'edizione numero 73 della festa patronale. Come da tradizione le quattro contrade si sono sfidate punto su punto per vincere il Palio. Gialli, Rossi, Verdi e Blu, dopo la sfilata, hanno deposto i gaglierdetti e sono iniziate le gare: la corsa in bicicletta per bambini (vinta dai Rossi), il tiro alla fune maschile e femminile (entrambi conquistati dai Gialli), la staffetta 4×100 mista (dove a trionfare sono stati i Rossi), il gioco delle mele (vinto dai Verdi), la corsa podistica all’americana (sul gradino più alto sono arrivati i Rossi) e la corsa con gli asini (conquistata dai Blu).

Il Palio più bello

«È bello vedere tanta gente in piazza che festeggia, nel rispetto delle norme, perché fa capire che le tradizioni sono importanti» ha dichiarato il sindaco Andrea Cassani dal palco allestito in via Pacinotti. «Il Palio, in tutte le sue fasi, è sempre molto vissuto e questo è un bel segnale».

Presenti, al fianco del primo cittadino, anche gli esponenti della giunta ed il presidente del consiglio comunale Giuseppe De Bernardi Martignoni. «La Rama di Pomm è il Palio più bello e sentito della provincia di Varese e forse non solo - ha sottolineato Martignoni - questo grazie all'impegno di persone come Mario Garavaglia, Franco Lamonica e Giuseppe Santomassimo detto Pino, che si sono impegnati tanto per il palio ma che oggi non ci sono più. Grazie anche a Giancarlo Bettinelli che quest’anno si è speso tanto per organizzare questa nuova edizione».

E, gara dopo gara, non è mancato il tifo da parte degli altri contradaioli e del pubblico presente. Spazio anche ad un momento di commozione quando, nelle fasi finali del tiro alla fune maschile dei Blu, prima dell'ultimo tiro un forte e sentito applauso ha accompagno un «ciao Franco» per ricordare l'ex caposettore scomparso proprio quest'anno e che, fino all'ultimo, ha partecipato al Palio e a questa gara.

«È stato davvero un bel Palio – ha commentato il presidente dell'associazione di promozione culturale rama di Pomm Daniele Mazzetti –. Ci siamo impegnati al massimo per fare del nostro meglio ed il risultato è stato bello. Abbiamo visto sorrisi, abbracci, voglia di vincere ma anche di portare avanti, nonostante le difficoltà, una tradizione che resta sempre viva nei cuori dei contradaioli, del rione e della città». E, proprio per testimoniare l'attaccamento al Palio, il comitato ha inserito un premio per il contradaiolo più anziano che ha gareggiato, un trofeo consegnato nelle mani di Antonino Turrisi, classe ’57, dei Gialli.

I momenti religiosi

Come da tradizione non sono mancati anche i momenti religiosi, sempre molto partecipati dai contradaioli e non solo. Da lunedì a giovedì Privilegiaà dal Campanin, Paisaan Quadar, Cittaditt da la campagna e Drizuni dal Tirasegn hanno animato i momenti di preghiera.

Sabato, in occasione della festa della presentazione di Maria al tempio, al Santuario di Madonna in Campagna sono stati tanti i piccoli con le loro famiglie che hanno preso parte alla "Benedizione dei bambini". Questa mattina invece, il Santuario ha ospitato la messa solenne, celebrata dal prevosto monsignor Riccardo Festa accompagnato dalla Corale della comunità pastorale Maria Regina della famiglia.

Inoltre, come da programma, le autorità cittadine fanno la tradizionale "Offerta della cera". «Questo è un santuario a me caro - ha affermato monsignor Festa - grazie ai residenti di Madonna in Campagna che continuano a tenere vivo un voto fatto quattrocento anni fa, alle autorità che hanno rinnovato la loro offerta, a don Carlo e a tutte le persone che si sono spese per organizzare questa celebrazione».

Redazione

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