Ieri... oggi, è già domani | 22 novembre 2021, 06:00

Epèntesi a cura del prof. Giorgio Cortolillo

Similemente - "il mal seme d'Adamo / gittansi di quel lito ad una ad una / per cenni, come augel per suo richiamo (Dante Alighieri)

Epèntesi a cura del prof. Giorgio Cortolillo

Similemente - "il mal seme d'Adamo / gittansi di quel lito ad una ad una  / per cenni, come augel per suo richiamo (Dante Alighieri).

L'avverbio similmente preferito dai poeti d'altro tempo a similmente, contiene fra le consonanti "elle" ed "emme", l'aggiunta della vocale "e" per epèntesi. E si arguisce che, l'epèntesi dal latino epenthesis - is è l'aggiunta di una lettera all'interno di una parola per ragione di stile.

L'epèntesi, diffusa nella poesia antica ha il valore di licenza poetica. L'epèntesi è un fenomeno fonologico facoltativo che accresce la forma di una parola per addizione di una vocale o di una consonante intermedia "non etimologica" (estranea all'etimologia della parola che subisce l'epèntesi), detta  "epentètica" perchè costituisce l'epèntesi.

Ebbene?

L'epèntesi è chiamata: a) vocalica quando la lettera epentètica è una vocale (e - i) come per esempio in "umil(e)mente" e "d(i)reto" - b) consonantica, quando la lettera epentètica è una consonante (l-r) come per esempio "Annibal(l)e" ed "Ettor(r)e".

L'epèntesi vocalica è conosciuta anche con il nome di "anaptissi" dal greco "anàptyksis" che vuol dire "svolgimento", "soluzione".  Essa serve a modificare eufonicamente la forma di una parola, perchè interrompe una successione di consonanti e crea una nuova sillaba. Esempio: "icchs" (monosillabo), grazie all'anaptissi, diviene "ic/ch(e)s" (bisillabo).

Lo stile definito in modo semplice è il particolare mezzo espressivo scelto o inventato da chi vuole caratterizzare ciò che crea secondo le proprie occorrenze artistiche. La licenza poetica è la facoltà riconosciuta al poeta di deviare da una norma linguistica, grammaticale o metrica per esigenza artistica o contingente.

CAMPIONARIO DELL'EPENTESI:

Anderà per andrà - "ei diritto anderà; tale io diviso" (A.Manzoni)

Ettorre per Ettore - "mirabil opra! che dal fiero Ettorre nol fa sicuro ancor"  (V.Monti) - icchese per icchse "il somaro dalle gambe a icchese aveva gettato a Pennino e ad Alpe il suo raglio" (C.E. Gadda). - Similemente per similmente - "similemente a colui che venire, sente il porco e la caccia alla sua posta" (Dante Alighieri). - Umilemente per umilmente - "O santa Fede, al tuo nume divino, cantor devoto umilemente inchino" (T.Tasso).

CURIOSITA'

Il comunissimo sostantivo maschile "mercoledì" deriva da "mercoldì" per epèntesi della vocale "e". - Si legge : a) in uno scritto del passato : "tre o quattro colonne dell'Ariosto furono spedite martedì sì che tu avresti dovuto riceverle in Roma la mattina di mercoldì (G. Carducci). - b) in uno scritto del presente: "era la sera del mercoledì: la sua felicità era durata due giorni" (C. Cassola).

Giunti a questo punto, sia il Lettore (in primis) sia il sottoscritto che ha trascritto l'acuta lezione del prof. Giorgio Cortolillo, autore dei "fenomeni fonologici" meritano una riflessione e una considerazione ....stupendo l'evolversi della "parlata italiana". Da apprendere.

Nota dell'autore - per i due o tre Lettori che seguono il "travaglio" dello studio della Lingua Italiana, si sappia che ....non ci fermiamo qui. Andiamo avanti: il prof. Cortolillo va onorato.

Gianluigi Marcora

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