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Busto Arsizio | 23 novembre 2021, 21:20

«Vergognati tu, truffatore». I giovani in campo per i loro nonni: anzi, i nostri saggi

Il bilancio del progetto Struffàti a Busto Arsizio sancisce anche una bellissima alleanza tra le generazioni, oltre che tra cittadini e forze dell'ordine. In Lombardia 40 raggiri ogni 100mila abitanti: per il 34% falsi addetti, poi phishing e falso incidente dello specchietto. I VIDEO

«Vergognati tu, truffatore». I giovani in campo per i loro nonni: anzi, i nostri saggi

Giù le mani dai nostri nonni, tanto più dopo quello che hanno passato con l'emergenza Covid. È uno dei bellissimi messaggi che viene dal convegno finale di "Struffàti", un'alleanza tra generazioni a Busto Arsizio. Che poi più che di fine, si può parlare di un nuovo inizio.

Un forte senso di squadra emerge, un lavoro accurato che viene anche messo nero su bianco (e presto online) con un vademecum per aiutare a sconfiggere e prevenire il fenomeno dei raggiri. Uno stillicidio, come ha confermato oggi il comandante della polizia locale Claudio Veggetti citando l'ultimo caso di poche ore fa (LEGGI QUI). Di qui l'importanza di lottare insieme, cittadini e forze dell'ordine, comunità intera.

Il progetto promosso dall’Assessorato alla Sicurezza, è stato realizzato dal Comando di Polizia Locale in collaborazione con la Cooperativa Sociale Davide Onlus, grazie al contributo di Regione Lombardia nell’ambito della Legge Regionale 17/2015. Grazie al digitale, il team di esperti ha incontrato più di 200 cittadini accogliendo timori e difficoltà oltre che consigli. 

Oggi, oltre a Veggetti, è intervenuto l'assessore Salvatore Loschiavo, come è stato ringraziato l'assessore Mario Cislaghi per il suo impegno precedente e costante a favore del progetto. Un grazie al commissario capo Daniela Bettin e ha parlato sempre per la polizia locale Cristina Fossati. Loschiavo ha ricordato che in Lombardia ci sono 40 raggiri ogni 100mila abitanti.

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Dal percorso è emerso che il 34% delle truffe vede protagonisti falsi addetti, poi phishing e il classico falso incidente dello specchietto.

La formatrice digitale Sabrina Bosello è intervenuta accanto ad altre figure chiave nel progetto. Il direttore scientifico della Cooperativa Davide Beatrice Masci ha sottolineato la peculiarità di essere scesi in campo, quando ci si occupava originariamente di maltrattamenti ai danni dei minori. Ma questo è il punto: «La truffa è un maltrattamento, un far perdere fiducia». 

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Il coinvolgimento dei giovani è stato fondamentale, così come su loro si può e si deve lavorare per comunicare il rispetto verso i nonno, i saggi appunto: «Educare è la parola chiave».

Se questa è la semina per il futuro, intanto oggi bisogna denunciare sempre. Non ci si deve vergognare, perché quello che accade è per la capacità di persuasione del truffatore.

Chi si deve vergognare veramente, è proprio quest'ultimo.

Ma. Lu.

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