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Economia | 23 novembre 2021, 17:18

Fiori (Coldiretti Varese): «Bene lo stop a NutriScore che rischia di penalizzare il made in Varese»

Secondo il presidente dell'associazione «l'etichetta a colori "boccia" ingiustamente l'85% dei prodotti made in Italy e rischia di danneggiare l'agroalimentare di qualità prodotto anche nella nostra provincia»

Fiori (Coldiretti Varese): «Bene lo stop a NutriScore che rischia di penalizzare il made in Varese»

«L’istruttoria avviata dall’Antitrust sul Nutriscore è importante per fare chiarezza su un sistema di etichettatura che boccia ingiustamente l’85% del Made in Italy a tavola». 

Così il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori commenta l’intervento dell’Autorità Garante della concorrenza che ha promosso 5 istruttorie sull'uso del sistema di bollinatura fronte pacco denominato NutriScore da parte di alcune società in diversi Paesi europei, Italia compresa.                                                                                                                                                                                                                                 Secondo l’Antitrust il sistema a colori dell'etichetta NutriScore – evidenzia Coldiretti - potrebbe indurre in valutazioni errate sulla salubrità di un determinato prodotto, prescindendo dalle esigenze complessive di un individuo (dieta e stile di vita), dalla quantità e dalla frequenza di assunzione all'interno di un regime alimentare variegato ed equilibrato.    

«Le etichette a colori – sottolinea il presidente della Coldiretti provinciale – si concentrano esclusivamente su un numero molto limitato di sostanze nutritive (ad esempio zucchero, grassi e sale) e sull’assunzione di energia senza tenere conto delle porzioni escludendo paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta».  

L’equilibrio nutrizionale non va ricercato nel singolo prodotto «ma nell’equilibrio tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e per questo non sono accettabili etichette semplicistiche che allarmano o scoraggiano il consumo di uno specifico prodotto. In questo modo si finisce paradossalmente per escludere eccellenze della dieta mediterranea, dall’olio extravergine d’oliva al Parmigiano Reggiano, ed anche formaggi prodotti con il latte munto nelle nostre stalle».         

L’Italia si sta muovendo con intelligenza per rafforzare ulteriormente una coalizione a supporto di un sistema armonizzato, che sia diverso dal Nutriscore e che vada a rivedere alcuni dei principi e idee alla base del sistema francese, supportata anche formalmente al momento da Repubblica Ceca, Romania, Cipro, Grecia e Ungheria.

Ora la battaglia si sposta in Europa «per evitare un grave danno per il sistema agroalimentare italiano proprio in un momento in cui potrebbe essere l’elemento di traino di un piano strategico di internazionalizzazione per far crescere la presenza del Made in Italy sui mercati stranieri».

Redazione

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