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Politica | 25 novembre 2021, 16:03

Bac sulle nomine dei presidenti di commissione: «Comportamento autoritario»

Il coordinamento di Busto al Centro lancia una doppia stilettata alla squadra del sindaco Emanuele Antonelli: «Sovranismo da paese. Oggi, in questo clima di inaccettabile chiusura anche dialettica, Bac si sente molto di più parte dell’opposizione»

Gianfranco Bottini

Gianfranco Bottini

Da minoranza a opposizione. Il coordinamento di Busto al Centro, lista che esprime il consigliere comunale Gianluca Castiglioni nell'assise pubblica, torna sulle nomine dei presidenti di commissione. Posizioni tutte occupate da rappresentanti della maggioranza. Con Bac che non le manda a dire alla squadra di Antonelli: «Oggi, in questo clima di inaccettabile chiusura anche dialettica, Busto al Centro si sente molto di più parte dell’opposizione».

Comportamento autoritario

«Con la costituzione delle Commissioni Consiliari si sono concluse le operazioni di avvio della nuova consiliatura; operazioni che abbiamo seguito con attenzione e rispetto.

Rispetto dovuto al frutto di scelte democratiche e attenzione perché da esse si poteva cogliere quello che sarà il clima nel quale il Consiglio comunale opererà nei prossimi mesi.

Confessiamo che di fronte al ridottissimo numero di votanti, e conseguentemente di quella parte di cittadini che ha espresso la maggioranza, ci aspettavamo che da questa sarebbe venuto il segnale di una nuova volontà di apertura al dialogo anche verso la minoranza, cosa che avrebbe dato al Consiglio un maggior peso di rappresentatività

Le parole del sindaco, al di là di quelle di forma, e soprattutto i comportamenti successivi, ci hanno nel tempo fatto comprendere come questa maggioranza consideri la città una cosa propria, da presidiare ed occupare con autorità più che con autorevolezza. Dimenticandosi anche di essere frutto solamente del 25% dei cittadini e che, nell’interesse comune, è importante evitare che l’astensionismo, maggioritario, possa nel futuro venire a galla, trasformandosi in scontento». L'esordio, tutt'altro che “morbido” della nota di Bac, che prosegue.

Dalla minoranza all'opposizione

«La democrazia dà il diritto a chi vince di decidere ma dà anche il dovere di spiegare, condividere, ascoltare il parere di tutti, augurandosi che chi vince abbia l’intelligenza, frutto dell’umiltà, di tener conto di essere espressione di una parte davvero minoritaria della cittadinanza.

Non ci riferiamo ovviamente alla totale occupazione di “posti” espressa dalla maggioranza ma alla mancanza di stile e agli atteggiamenti di arroganza che sono emersi non solo dagli attori principali ma anche da comprimari che possiamo scusare solo per la smania di prestazione che ci auguriamo, nell’interesse di tutti, possa presto placarsi.

Busto al Centro, nello scorso quinquennio, non si è mai sottratta dal fare proposte o esprimere opinioni, anche sapendo che esse venivano regolarmente ignorate per questioni di primogenitura e successivamente riutilizzate nei loro contenuti

Busto al Centro, ha sempre tenuto a qualificarsi parte della “minoranza” più che dell’“opposizione”, per mantenere fede alla sua priorità ideologica: ”l’interesse della città prima di quello politico ( o partitico)”. Le nostre scelte sono sempre state in questa direzione anche quando ci sono costate critiche o ancor peggio.

Busto al Centro non ha mai assunto posizioni preconcette ma solo coerenti con il suo modo di voler bene alla città ; oggi, in questo clima di inaccettabile chiusura anche dialettica, Busto al Centro si sente molto di più parte dell’opposizione».

Sovranismo da paese

«I primi atteggiamenti di questa nuova maggioranza ci dicono che ci troveremo davanti ad un “sovranismo da paese” cosa che ci riporta ad un passato che la città non ha mai accettato e che non fa parte del sentire della maggioranza dei suoi cittadini.

In considerazione di tutto ciò, pur consci del nostro peso di rappresentanza, possiamo sicuramente confermare che la nostra partecipazione all’attuale Consiglio Comunale sarà sempre in una posizione di critica che, anche se mai preconcetta, sarà sempre impegnata in un serrato controllo che l’amministrazione operi nell’interesse diffuso di tutta la cittadinanza e non di parte, denunciando tutti gli eventuali autoritarismi affinché essi non mettano ancor più radici e il Comune sia la casa di tutti e non di pochi».

Redazione

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