/ Cronaca

Cronaca | 27 novembre 2021, 07:55

Riparavano smartphone con pezzi di ricambio contraffatti: maxi sequestro della Finanza di Gallarate

Sequestrati quasi 11mila articoli di produzione cinese senza certificazioni, un'auto di grossa cilindrata, un appartamento, due siti internet e 17 persone denunciati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata all’introduzione nello Stato e commercio di prodotti recanti marchi contraffatti e ricettazione

Riparavano smartphone con pezzi di ricambio contraffatti: maxi sequestro della Finanza di Gallarate

I Finanzieri del Comando Provinciale di Varese, su delega della Procura della Repubblica di Frosinone, hanno dato esecuzione ad un sequestro preventivo per equivalente di un appartamento e di un’autovettura di grossa cilindrata nella disponibilità dei principali indagati, nonché di due siti internet tramite i quali veniva posta in vendita merce contraffatta, per un ammontare complessivo dell’imposta evasa e del profitto del reato superiore a 3 milioni di euro.

In particolare, nell’ambito di specifici dispositivi operativi di controllo economico del territorio e da correlata attività informativa, finalizzata al contrasto della contraffazione e dell’abusivismo commerciale, i militari delle Fiamme Gialle di Gallarate hanno acquisito informazioni in ordine ad alcune attività locali che operavano sostituzioni e riparazioni di Iphone e Smartphone utilizzando pezzi di ricambio contraffatti di produzione cinese, privi delle certificazioni previste e delle informazioni imposte dal Codice del Consumo, indispensabili per l’immissione in commercio nel territorio della Comunità Europea. Tali materiali venivano acquistati attraverso specifici siti internet, veri e propri “negozi on-line, e piattaforme di e-commerce riconducibili ad una società di diritto maltese amministrata da due dei principali responsabili.

Le attività investigative volte alla ricostruzione della “filiera” hanno portato all’esecuzione di perquisizioni locali delegate dapprima dall’A.G. di Busto Arsizio e poi da quella di Frosinone con il conseguente sequestro di quasi 11 mila articoli contraffatti (vetri, componenti interni, batterie, cristalli liquidi, touch screen, scocche) e la denuncia di 17 soggetti, a vario titolo coinvolti, per associazione a delinquere finalizzata all’introduzione nello Stato e commercio di prodotti recanti marchi contraffatti e ricettazione, con l’aggravante di aver commesso il fatto in modo sistematico ovvero attraverso l’allestimento di attività organizzate, anche mediante la costituzione di due siti internet.

Le indagini hanno permesso anche di individuare la presenza, sul territorio nazionale, di due basi operative e logistiche occulte, rispettivamente nella provincia di Lecco e Frosinone, utilizzate per ricevere le merci acquistate, on line, dalla società maltese e spedirle agli acquirenti su tutto il territorio nazionale.

Le Fiamme Gialle Gallaratesi dopo aver individuato le sedi occulte hanno dimostrato come le stesse fossero determinanti e strumentali allo svolgimento dell’attività economica in Italia della società di diritto maltese, consentendo di sottoporre a tassazione nel nostro Paese il reddito dell’impresa non residente ma dotata di stabile organizzazione in Italia.

I due amministratori della società maltese sono stati, pertanto, segnalati all’Autorità Giudiziaria competente anche per l’ipotesi di reato di “Omessa dichiarazione, in quanto non hanno presentato le dichiarazioni ai fini II.DD. e IVA, obbligatorie in presenza di una stabile organizzazione in Italia a fronte di un imponibile di euro 4.292.000, omesso di dichiarare l’I.V.A. per un ammontare complessivo di euro 943.000 ed IRES per euro 1.180.000 e, sotto altro profilo, con la quantificazione di proventi illeciti per un ammontare complessivo di euro 673.000, derivanti dal reato di introduzione e commercio di prodotti contraffatti.

L’autovettura, ai sensi dell’art. 16 della legge 99/2009, è stata affidata dall’Autorità Giudiziaria in custodia con facoltà d’uso alla Compagnia di Gallarate. La citata disposizione normativa prevede, infatti, che i beni sequestrati nel corso di operazioni di polizia giudiziaria per la repressione dei reati in materia di contraffazione possano essere affidati in giudiziale custodia agli organi di polizia che ne facciano richiesta. In questo modo il veicolo potrà essere utilizzato proficuamente per le esigenze operative del Reparto della GdiF nei servizi d’Istituto, eliminando anche i costi di giudiziale custodia dell’autovettura in capo all’Amministrazione.

L’operazione delle Fiamme Gialle si è sviluppata secondo il dispositivo operativo del Corpo nell’ambito del contrasto all’evasione e alle frodi fiscali e alla contraffazione facendo leva sulle peculiari funzioni di polizia economico-finanziaria ed è stata condotta trasversalmente tanto sotto il profilo amministrativo-tributario quanto quello penale con il conseguente sequestro preventivo del patrimonio finalizzato alla confisca, che è obbligatoria nel caso in cui il procedimento penale si concluda con la condanna dell’indagato.



Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore