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Busto Arsizio | 29 novembre 2021, 10:47

Sedie rosse vuote. Alle De Amicis di Busto un’installazione per le donne vittime di violenza

L’iniziativa è stata realizzata nel cortile della scuola, con la collaborazione dei ragazzi dell’Ipc Verri, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Foto e video

Sedie rosse vuote. Alle De Amicis di Busto un’installazione per le donne vittime di violenza

Due lunghe file di sedie rosse, vuote, che guidano lo sguardo verso l’atrio della scuola. Rappresentano l’assenza delle troppe donne cadute per mano di un uomo. Vicino, ombrelli rossi a simboleggiare gli scudi volti a difendere le potenziali vittime. Alcuni ragazzi ripresi di spalle suggeriscono l’idea del rifiuto più categorico verso ogni forma di violenza, ribadita anche con disegni e cartelli.

Con questa installazione, realizzata nel cortile di via Pastrengo al termine di una settimana di lavoro e riflessione nelle classi, anche la scuola secondaria De Amicis di Busto Arsizio ha voluto dire la sua in occasione del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’installazione è stata allestita con la collaborazione dei ragazzi dell’Ipc Verri che svolgono nell’istituto le attività di alternanza scuola-lavoro.

«Vogliamo onorare la ricorrenza del 25 Novembre, istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione numero 54/134 – spiegano dalle De Amicis –. Si tratta di un messaggio forte per le nuove generazioni, nell’ambito dell’educazione civica, da sempre portata avanti nelle scuole e attualmente ribadita dalle indicazioni ministeriali come fonte primaria di ogni progetto educativo».

L’installazione, dal forte impatto, difficilmente avrà lasciato indifferenti coloro che hanno avuto modo di osservarla. «Ci auguriamo – proseguono dalla scuola – che il messaggio arrivi in modo inequivocabile a tutti, con la speranza che le nuove generazioni maturino un livello di consapevolezza che la società odierna non ha ancora raggiunto».

Redazione

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