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Economia | 01 dicembre 2021, 07:00

Educazione finanziaria: la differenza fra carta di credito e carta di debito

È fondamentale chiarire questi due concetti: ecco una pratica guida per essere informati al meglio

Educazione finanziaria: la differenza fra carta di credito e carta di debito

Non capita raramente che il significato di carta di credito e carta di debito vengano confusi o comparati allo stesso utilizzo. È fondamentale, pertanto, chiarire questi due concetti, al fine di effettuare la scelta giusta quando si ha la necessità di attivare una delle due tipologie di carte associate a un conto corrente.

La prima sostanziale differenza che intercorre tra la carta di credito e quella di debito è che, con quest’ultima, si avrà a disposizione solamente la somma di denaro versata sul proprio conto, da spendere per gli acquisti online o nei negozi fisici, proprio come se fosse un portafogli; con la carta di credito, invece, il cliente ha la possibilità di spendere del denaro che ancora non è presente sul proprio conto, ma che dovrà premurarsi di reintegrare entro la data stabilita.

Il denominatore comune per le carte di credito e le carte di debito, invece, è quello di appartenere alla categoria di carte di pagamento elettronico, che funzionano sui circuiti di pagamento internazionali, come Visa, MasterCard, American Express e Diners, con le quali è possibile effettuare pagamenti con il sistema POS in tutti gli esercizi convenzionati e prelevare contanti recandosi agli ATM, gli sportelli bancari automatici, solo dopo aver digitato il proprio PIN personale.

La carta di debito: cos’è e come funziona

La più diffusa in Italia è la carta di debito, detta anche e impropriamente bancomat (poiché la maggior parte è collegata al circuito PagoBancomat), una carta di pagamento semplice da utilizzare: quando si effettua una transazione, infatti, che sia un acquisto o un prelievo, questa viene subito addebitata sul conto corrente ed essere visualizzata dal cliente. Per questo motivo è definita dalla formula pay now. È possibile compiere pagamenti esclusivamente entro i limiti di denaro disponibili sul conto, che può anche essere aperto valutando questo parametro (clicca qui per la guida dettagliata).

Con questa tipologia di carta si può prelevare presso tutti gli sportelli automatici ATM presenti nell'Unione Europea, ma verranno applicate delle commissioni se lo sportello non appartiene alla banca con cui si è aperto il conto corrente. In linea di massima, però, con le banche online si preleva senza commissioni.

I tipi di carte di debito

·       Carta di debito ricaricabile: su questa carta, appartenente alla formula pay before, il titolare può trasferire varie somme di denaro poco alla volta, che vengono addebitate subito sul conto corrente non appena si effettua una transazione. Questa, dunque, sarà la sola somma di cui il titolare dispone fino all’esaurimento della cifra e fino alla prossima ricarica, aspetto che limiterà a questa cifra un eventuale utilizzo fraudolento.

·       Carte prepagate: anche queste sono carte di debito ricaricabili che, però, dispongono di una cifra predefinita, pagata dal cliente al momento dell’acquisto della carta; la differenza con le carte di debito ricaricabili consiste nel fatto di non essere collegate a un conto corrente e che i pagamenti possono avvenire in maniera anonima.

·       Carte ricaricabili con IBAN: sono delle carte di debito ricaricabili alle quali viene associato un codice IBAN, proprio come se fossero dei veri conti bancari; come per un conto corrente, infatti, è possibile effettuare operazioni bancarie come l’accredito dello stipendio, inviare e ricevere bonifici, domiciliare le utenze.

La carta di credito: cos’è e come funziona

Il primo aspetto che differenzia le carte di credito dalle precedenti è l’ampio spettro di applicazione, dal momento che sono molti di più i negozi fisici e online che consentono di effettuare pagamenti con questo tipo di carta.

Una seconda differenza consiste nel fatto che, quando si effettua un acquisto, l’addebito sul conto corrente non avviene in maniera immediata ma in un momento successivo (definita dalla formula pay later), ossia una volta al mese e in un’unica soluzione, entro i 30 giorni dalla transazione, e usualmente giorno 15 del mese successivo a quello in cui è avvenuta l’operazione di acquisto.

Questo risulta essere un grande vantaggio, poiché implica la possibilità di disporre di ulteriori spese mensili che eccedono l’effettiva disponibilità di denaro presente sul conto corrente - pur restando all’interno di un plafond prestabilito - alle quali non si sarebbe potuto accedere per mancanza di liquidità sul conto.

In generale, per le carte di credito standard, il limite massimo di spesa mensile raggiungibile ammonta a circa 1.500€, ma il plafond varia in base alla tipologia di carta e il cliente può richiederne la modifica all’istituto bancario che ha emesso la carta.

È questo il motivo per cui la carta di credito viene chiamata anche a saldo, a differenza della carta di debito che non è dotata della funzione creditizia ma viene impiegata esclusivamente come strumento di pagamento.

La condizione necessaria, pertanto, è che il denaro speso venga tenuto sotto controllo e che il totale della cifra per coprire le spese effettuate venga caricato sul conto entro la data stabilita dell’addebito mensile, in modo da mantenere un saldo positivo sul conto corrente ed evitare di mandare il conto in rosso e dover pagare degli interessi. Il conseguente rischio è che il cliente venga contrassegnato come cattivo pagatore se dovesse restare sotto la soglia prestabilita.

Uno dei principali vantaggi legati alle carte di credito riguarda la sicurezza e la tutela del cliente nel caso in cui subisca delle operazioni fraudolente. Il consumatore, infatti, verrà rimborsato da un furto o una truffa e, se la carta dovesse venire clonata o smarrita, potrà richiederne anche il blocco immediato.

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