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Sociale | 03 dicembre 2021, 07:00

«Lavoriamo insieme perché le persone disabili abbiano una vita sempre più indipendente»

In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità il presidente di Anffas Igino Portatadino ricorda un impegno fondamentale che anche a Busto si sta portando avanti. Le persone più fragili prime escluse e penalizzate nel lockdown: un monito per il futuro

Igino Portatadino

Igino Portatadino

Una vita sempre più indipendente: è quella che si sta cercando concretamente di costruire per e con i ragazzi disabili a Busto Arsizio. È un impegno concreto  al centro della Giornata nazionale delle persone con disabilità che ricorre oggi. 

Il presidente dell'Anffas di Busto Igino Portatadino gli attribuisce estrema importanza ed è del resto incarnato nella nuova ala inaugurata poco più di due mesi fa in via Piombina (LEGGI QUI). «Quando si è realizzata la parte nuova nel progetto di Piero Magistrelli - ricorda - c'era quest'esigenza, anche dell'autorappresentanza delle persone con disabilità». Dà una risposta ai bisogni delle famiglie e dei loro cari che possono formarsi, trovare un'occupazione e imparare anche a vivere in maniera autonoma. 

«Permettere loro di realizzare ciò che vogliono, secondo i loro tempi» rimarca Portatadino. Perché ciascuno ha il proprio talento, come il diritto di esprimerlo.  

Per questa ragione il tema a cui è stata dedicata la Giornata di quest’anno è proprio “Leadership e partecipazione delle persone con disabilità verso un mondo post-COVID-19 inclusivo, accessibile e sostenibile”. Si proietta - è stato spiegato - in avanti, verso un futuro post-pandemico resiliente ma allo stesso tempo inclusivo, accessibile e sostenibile, a conferma dell’importanza di garantire a tutte le persone con disabilità il pieno diritto a partecipare alla vita comunitaria, ad autodeterminarsi ed autoaffermarsi come anche sancito dalla stessa Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

I principi di autodeterminazione e autorappresentanza sono così requisiti indispensabili per assicurare a queste persone di poter contribuire attivamente al perseguimento degli obiettivi previsti nell’ambito dell’Agenda 2030. Non lasciare nessuno indietro, è l'invito.

Bisognerebbe aumentare l'accessibilità e abbattere le barriere legali, sociali, economiche e di altro tipo con il coinvolgimento attivo delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative, è il monito espresso a chiare lettere. L'analisi: «Si tratta di un impegno, ahimè, fino ad oggi disatteso - dice il presidente nazionale Anffas, Roberto Speziale - È sufficiente soffermarsi ad analizzare quanto accaduto in Italia, così come nel resto del mondo, durante la pandemia Covid-19, a partire dal completo abbandono delle persone con disabilità nel primo lockdown all’esclusione delle stesse all’interno delle categorie prioritarie della campagna vaccinale; constateremo, difatti, che sono state le persone più fragili, qui comprese le persone con disabilità intellettive e i loro familiari, ad aver risentito maggiormente dell’impatto dell’emergenza. Abbandonate a loro stesse, sono state trattate alla stregua, come più volte denunciato proprio da Anffas, di cittadini di serie B».

Adesso servono i fatti. Da parte di tutti.

 

Marilena Lualdi

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