Ieri... oggi, è già domani | 29 dicembre 2021, 06:00

"al vò... al vò..." - (se ne va... se ne va)

L'anno che va, non mi trova impreparato. Mi sovviene lo "Zibaldone" di Leopardi che carica l'anno che si conclude con soverchie melanconie e poche speranze per l'anno che arriva

"al vò... al vò..." - (se ne va... se ne va)

L'anno che va, non mi trova impreparato. Mi sovviene lo "Zibaldone" di Leopardi che carica l'anno che si conclude con soverchie melanconie e poche speranze per l'anno che arriva. Invece, mi trova d'accordo Giusepèn che, a 95 anni e mezzo (ci tiene a dire che lui è nato il 26.6.26 quindi il "mezzo anno" compiuto, fa ....scuola) nutre parecchie speranze per il 2022.

Comincia con un laconico "mèi sta chi malamenti che'n da là pulidu" (meglio restare in vita, male -s'intende con salute precaria- piuttosto di andare là (via Malpighi - Camposanto) bene ... vale a dire in buona salute). Già questo, è un inno alla vita....avere speranze, progetti per il futuro. Si bea -Giusepèn- del successo che ha avuto (e che ha) il libro che porta il suo nome. Non se l'aspettava questa espressione d'amore, di gente non-Bustocca che ha mostrato alle sue vicende il giusto riconoscimento. Gli garba soprattutto che lui ha voluto semplicemente dire che "a Busti ghe'l lauà" (a Busto Arsizio c'è il lavoro) e che lo si tiene nel giusto rispetto.

Gli garba meno (molto meno) quando ha sentito dire da ragazzotti "acerbi" parolacce nei confronti di genitori e nonni...."in cà mia, dumò a pensài certi paol, ga gnea via 'n'slavadenci" (in casa mia, solo a pensarle certe parole, ricevevi uno sberlottone). La triste realtà, purtroppo è figlia dei tempi....la bonarietà dei genitori o il poco contatto coi figli, ha prodotto una perdita di rispetto che s'è tradotta in cattivo ....spirito. Quindi, non è tutta colpa dei giovani.

Vedere Giusepèn che ama i giovani e che lui stesso è giovane, mi ringalluzzisce. Poi, Giusepèn, butta lì una frase che mi offre intero piacere: "gu pagua non di àn chi passan....gu pagua dumò se ul coi e 'l cervel s'a parlan pu" (non ho paura degli anni che passano..... ho solo paura se il cuore e il cervello smettessero di parlarsi). Filosofia spicciola, Giuseppino ...lasciatelo dire "t'a ou ben" (ti voglio bene). Vorrebbe, Giuseppino che figli e nipoti, leggessero a genitori (di una età che rasenta la vecchiaia) e nonni "ul Giusepèn" che non è scritto in Lingua Bustocca, ma che, del Bustocco ha l'anima, la Tradizione, il "segreto" che fa superare le angherie del tempo e delle fatiche, per arrivare al benessere.... si, quel "benessere" che i nostri nonni ci hanno dato, senza chiederci nulla in contropartita. "Gran vu tortu chi gan dì che su 84.000 residenti, dumò 3900 quasi, i cugnussan ul Dialettu" (hanno avuto torto coloro che hanno detto che su 84.000 residenti a Busto Arsizio, solo 3900 circa, conoscono il Dialetto). Come a dire ... il libro che hai scritto, non avrà successo....invece? invece, "ul Giusepèn" ha venduto circa 2500 copie con una sola Presentazione (Sala Roggia - Biblioteca di Busto Arsizio - 2.12.21) e una  Libreria (Boragno via Milano 4 Busto Arsizio) a esporre il libro in vetrina.... certi numeri nessuno (ma si, diciamolo fuori dai denti) NESSUNO degli Autori, a Busto Arsizio ha venduto così tante copie.

Altra frase ....carismatica di Giuseppino è "tia a cà'l co" (tira a casa la testa) nel senso di..vedi di ragionare, rifletti, pensa prima di parlare. Anche qui, Giuseppino vuole mandare messaggi bonari senza la pretesa di fare il ...parolaio. In troppi "verdàn a buca e i lassana'nda foa i paol" (aprono la bocca e lasciano uscire le parole).... di esempi, Giuseppino, ne fa tanti, a partire da certi programmi in TV, a certi giornali, a certi discorsi a cui ha partecipato e a tali dicerie ascoltate di .... striscio.

Poi, ecco una chicca di come va il mondo: "ogni busca l'è 'na trai" (ogni pagliuzza diventa una trave" e lo dice anche il Vangelo. Per dire che il dialogo non c'è più, la tolleranza è abolita e tutti parlano senza ascoltare. Eppure, ascoltare è recepire quel che ha da dire un altro.... e se tutti "dicono" e nessuno "ascolta" ogni piccola "pagliuzza" diventa una "trave"....quindi, prima di giudicare, accertati di quel che c'è nel tuo cuore e non dire che nel cuore di un altro, c'è nulla. Forse la "trave" è nel tuo occhio e la "pagliuzza" di tuo fratello si può benissimo togliere...magari con un detto Bustocco "santa Luzia fa gni foa a purgheria" (Santa Lucia, fa uscire dall'occhio la porcheria) ....e il detto era (è) efficace ...faceva (fa) miracoli.

Buon Anno a tutti. Che il 2022 sia per ogni Lettore un anno di sorrisi - Giuseppino ed io abbiamo in mano il bicchiere con dentro il Nocino ..."a lassal voi, Giusepèn" Auguri sinceri!

Gianluigi Marcora

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