/ Legnano

Legnano | 02 gennaio 2022, 07:00

Radice: «Legnano si è confermata battagliera, avanti nel 2022 con questa fiducia. Ecco come Musazzi ci ispira per il futuro»

Il sindaco e l'anno alle spalle: dalle reazioni della città in tempi ancora difficili al Palio riconquistato («E quest'anno sarà proprio il 29 maggio, come la battaglia). Ramoscello d'ulivo alle minoranze: «Rifletterò, sediamoci al tavolo. Serve un confronto civile»

Radice: «Legnano si è confermata battagliera, avanti nel 2022 con questa fiducia. Ecco come Musazzi ci ispira per il futuro»

Un anno di semina, quello alle spalle, in cui Legnano sembra aver cominciato quel processo di “disincagliamento” da lui stesso auspicato (LEGGI QUI): così percepisce il sindaco Lorenzo Radice. Un anno in cui si sono manifestati segnali importanti, a cominciare dai sostanziosi finanziamenti regionali, ma anche le tensioni che scuotono costantemente il consiglio comunale.

Ora, un 2022 durante il quale il sindaco afferma di voler continuare quella semina, come pure di voler offrire un ramoscello d’ulivo (alle minoranze). E in tutto ciò, una coincidenza che risuona promettente: il Palio che si terrà domenica 29 maggio, guarda caso proprio la data della Battaglia di Legnano.

Sindaco Radice, partiamo proprio da ciò che disse un anno fa, quando vedeva una Legnano «incagliata»: si è scossa in questi mesi, nonostante il prolungarsi della pandemia?

Secondo me, sì. La città avrebbe avuto mille e una scusa per rimanere seduta un po’ ad aspettare. Devo dire che sono grato a Legnano, alle sue reti sociali, sportive, culturali, economiche. Ognuno ha fatto la sua parte per reagire. Ho avuto la percezione di un insieme di realtà che hanno detto «Mi scuoto di dosso la polvere e mi rimetto in moto». Con una forte consapevolezza, penso al Palio e tante altre manifestazioni, che non si potevano fare tutto come se nulla fosse: non potevamo guardare al 2019, rodendoci il fegato. Ho trovato interlocutori molto lungimiranti, disponibili. Ognuno ha fatto la propria parte, anche con un discreto senso di responsabilità, sapendo che occorre bilanciare la spinta che dai e il rischio che corri. Basta vedere i dati… però siamo tra le città che più hanno risposto al tema vaccinale e si vede dal numero di decessi sui contagi, pochi rispetto a un anno fa. Si è giocato in squadra, dalle realtà che citavo, agli assessori e agli uffici che hanno svolto un lavoro enorme cercando di equilibrare sicurezza e voglia di ripartire.

Altra parola chiave che citava: rigenerazione. Quanto sta diventando realtà, in effetti?

Questo è stato l’anno della semina, anche se già è importante aver raccolto cifre mai viste di finanziamenti che ci siamo andati a cercare grazie agli uffici, ma certo il contesto storico è anche cambiato. Purtroppo solo per gli investimenti, non per la spesa corrente per cui ogni giorno il nostro assessore al bilancio fa i miracoli a parte gli aiuti Covid. Ci siamo buttati nell’ottica di quella parola chiave che citava, rigenerazione.  Costruire un progetto di città, come ci sta chiedendo l’Europa nel Pnrr.  Abbiamo già portato a casa 22 milioni, ma siamo in lizza per altri ancora, il progetto dell’Altomilanese e l’accordo con Parabiago e altri 20 Comuni, il parco Altomilanese e quello dei Mulini... Dall’anno prossimo, dovremo iniziare a raccogliere e vedere i primi frutti per l’ultima parte del mandato.

Una scelta chiave avvenuta è invece quella di Accam. Che ha creato non pochi contrasti...

Sicuramente ha lasciato un po’ di amarezza. Mi rendo conto che il cittadino medio, che non si interessa a queste vicende politiche, non lo percepisca, ma noi siamo arrivati veramente a pochi centimetri dal trovarci i rifiuti in strada. Sul tavolo della politica il problema c’era da 20 anni: l’abbiamo instradato e avviato alla soluzione, con una prospettiva che non c’era più. Neuitalia ha la solidità e la forza economiche per fare investimenti che guardano al futuro, come il recupero dei materiali e una logica di economia circolare… Una logica di scala vasta. La politica  - l’ho detto recentemente anche ad Amga - non dico che debba fare un passo indietro, ma di lato: è importante che resti per garantire controllo pubblico, anche per dare un valore etico. Con Neuitalia abbiamo trovato un equilibrio come governance per farlo: prima con Accam c’erano 27 Comuni, nemmeno con i 3 principali al 50%, continue tensioni… Non era più gestibile. Ora c’è bisogno di una managerialità. Penso che con la primavera cominceremo vedere le prime risposte agli input dati alla società.

Lei parla di squadra, ma in consiglio comunale si respira clima da derby, per così dire. Divisioni, toni pesanti, anche l’ultima assemblea civica. Non c’è bisogno di creare un clima nuovo, tanto più in un periodo come questo per la città e il Paese? Si può recuperare il rapporto con l’opposizione?

Sono amareggiato, perché dopo un anno in consiglio non vedo cambiamenti: vedo un approccio legato a cercare continue microprovocazioni su aspetti meramente formali o inventando situazioni che non ci sono… In una delle ultime commissioni siamo stati accusati di chissà quali illegalità, perché una consigliera di maggioranza si è confrontata con sindaco e giunta  per proporre un emendamento alla delibera. Io penso sia normale. Anche nell’ultimo comunicato, ho visto illazioni come se io avessi chissà quali interessi con l’azienda So.Le, a cui anche amministrazioni del centrodestra hanno conferito servizi…  Poi invito le minoranze a riflettere: sulla maggior parte dei voti più importanti, sono uscite all’aula o non hanno partecipato al voto. Penso all’ultimo consiglio: invece, il consigliere Brumana, dalle posizioni diametralmente opposte alle nostre su So.Le., c’era e si è discusso del merito in modo civile. Dopo di che voglio continuamente porgere il ramo d’ulivo. Mi prenderò questi giorni per riflettere su questo tema dell’arroganza che più volte ci è stato posto e sono disponibilissimo a sedermi al tavolo con le minoranze. L’auspicio è che si possa fare un confronto, anche aspro, ma sui contenuti.

C’è qualche episodio che invece ha contribuito a darvi la carica e che vorrebbe citare? 

Capita di incontrare gente che non conosci, per strada, che ti incoraggia oppure che nota un lavoro… piccoli episodi che danno la carica, come dice lei. Aiutano a capire che il cittadino vuole vedere Legnano andare avanti e migliorare, soprattutto l’impegno. Uno degli obiettivi che ci eravamo dati, era quello di riavvicinare il palazzo ai cittadini. Far sentire il Comune non come un nemico, ma come un pezzo della tua vita.

Torniamo sulle reazioni della città, con uno sguardo all'economia. Confindustria Altomilanese ha mostrato coraggio nell'investire sulla nuova sede in anni così tribolati, con tutti i risvolti legati poi alla formazione.

Assolutamente sì. Con Confindustria abbiamo trovato un ottimo feeling proprio sulla voglia di rilanciare e sto partecipando a tutti i momenti di lavoro con loro. Anche la nuova sede è una svolta significativa: permetterà alla città di avere una fetta formativa più importante e ricostruire una cultura tecnico-industriale, del saper fare, che ha reso grande questo territorio e di cui abbiamo bisogno. Bisogna riappassionare i giovani e questo passa anche dalle famiglie. Il loro percorso è una scommessa sul futuro e l’amministrazione deve cercare di costruire un ecosistema intorno. Altrimenti il rischio è che avremo aziende che chiudono, perché non trovano manodopera qualificata. 

Chissà che cosa avrebbe detto la Teresa… A proposito, come ha vissuto lei personalmente gli eventi legati ai 100 anni di Felice Musazzi? 

Per me è stato un momento bello e anche emozionante. Mia nonna era un’operaia della manifattura e viveva in quei cortili… Mi ha spinto anche a pensare al tema della valorizzazione delle corti. C’era una socialità che oggi si fa fatica a vivere nei condomini: alcuni aspetti che la forma architettonica facilitava, sono obiettivi che dovremo cercare di far calare nel prossimo Pgt. Con formule che oggi si chiamano cohousing o sharing. Insomma, ha offerto riflessioni per il futuro.

C’è qualcosa che non rifarebbe, in questa semina?

Prendo l’esempio della bicimetropolitana di via Volta, dove stiamo ancora parlando con i commercianti: dovevamo andare noi a sollecitare prima se poteva nascere qualche difficoltà. Questo è stato un insegnamento importante: i progetti vanno discussi ma anche fatti. Il tema del processo partecipativo ci è servito per imparare e dovremo stare più attenti.

Il Palio è tornato lo scorso anno, pur con le restrizioni del caso. Che auspicio ha per il futuro?

Visto che ce lo siamo beccato con un discreto temporale, direi che intanto ci sia un po’ meno acqua… magari una bella giornata di sole! Covid permettendo, ci troviamo nella condizione di farlo l’ultima domenica di maggio come da antica e consacrata tradizione. Lo scorso anno abbiamo voluto farlo, anche per rodare la macchina, e stiamo andando avanti con il tema fondazione. Gli uffici partono da gennaio con il lavoro e sono fiducioso che sarà un bel Palio. Tra l’altro, quella domenica sarà proprio il 29 maggio, data della battaglia di Legnano!

Dunque che cosa augura alla sua città?

Che tutta la città possa recuperare, più che una normalità, una serenità... una fiducia che anche nelle situazioni instabili ce la facciamo, con la nostra buona coesione interna, sociale, come in questi due anni terribili. Con lo spirito battagliero che Legnano ha sempre dimostrato e dovrà mantenere nel 2022. Noi ci saremo per aiutare la comunità a fare quest’altro passo nell’anno che viene.

Marilena Lualdi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore