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Politica | 04 gennaio 2022, 14:47

Fagnano, alberi abbattuti al campo sportivo. «Dialogo solo di facciata»

Lavori che si fanno notare anche dall'occhio più distratto, con l'abbattimento di cinque alberi del parco Rimembranze in via Piave. «Che fine ha fatto l'apertura al dialogo con le opposizioni, tanto sbandierata da questa maggioranza? Si poteva e doveva fare di più per salvaguardare il verde e il Monumento ai Caduti». L'affondo di “Solidarietà e Progresso”

Fagnano, alberi abbattuti al campo sportivo. «Dialogo solo di facciata»

Capitolo secondo, non meno importante del primo. Se da una parte, Paolo Carlesso ha annunciato che potrebbe dimettersi dal ruolo di capogruppo e consigliere comunale di “Solidarietà e Progresso”, dopo la richiesta partita da una componente interna alla lista per la discussione avuta sulla pubblica via domenica scorsa (LEGGI QUI), dall'altra immaginiamo che non mollerà tanto facilmente la presa – qualunque sia la decisione personale che prenderà – sui lavori di allargamento del campo sportivo comunale. Perché al “Galfra”, proprio tra la fine e il principio dell'anno, sono iniziate le opere che porteranno alla realizzazione del campo a 9 in sintetico, tanto richiesto e desiderato dall'Asd Valle Olona, per far giocare e allenare i piccoli calciatori della società che si divide tra Fagnano e Olgiate Olona.

Lavori che si fanno notare anche dall'occhio più distratto, con l'abbattimento di cinque alberi del parco prossimo al Monumento ai Caduti di via Piave. E che amareggiano, per non dire lasciano di stucco, Carlesso e il gruppo di “Solidarietà e Progresso”, in questo caso concorde e allineato nel ribadire la netta contrarietà al progetto che si sta portando avanti. Anche tramite un post facebook, che non lascia spazio a fraintendimenti e sottolinea il cambio di rotta dell'attuale esecutivo cittadino. «Sulla salvaguardia di queste piante ci siamo battuti coraggiosamente, organizzando anche una raccolta firme con più di 1.200 sottoscrizioni, tra le quali anche quelle di molti esponenti dell'attuale maggioranza (sindaco compreso). Eravamo fortemente contrari al progetto dell'allora giunta Catelli (che prevedeva il taglio di 9 piante). Anche l'attuale, seppur ridimensionato, va nella direzione sbagliata, perché riduce sensibilmente il parco ed è ancora troppo vicino al Monumento ai Caduti. Capiamo l'esigenza della società sportiva e dei ragazzi che la frequentano, tanto che anche nel nostro programma elettorale era riportata la necessità di ampliare l'offerta con un campo a 9 di allenamento, in attesa di un nuovo polo sportivo. Ma si poteva e doveva fare meglio».

L'amarezza più grande, che Paolo Carlesso non tiene dentro, è il mancato confronto per giungere ad una soluzione maggiormente condivisa. «Che fine ha fatto l'apertura al dialogo con le opposizioni, tanto sbandierata da questa maggioranza? Alla prima occasione utile è stato fatto l'esatto opposto».

Carlesso, affiancato dall'ingegnere civile e componente della lista, Carla Pusceddu, mostra le differenze («minime») tra il “progetto Catelli” e il “progetto Baroffio”, disegni alla mano. E si domanda: «Il campo piantumato? Davvero non era possibile fare di più?». La risposta nella soluzione, rimasta sulla carta, proposta da “Solidarietà e Progresso” in una riunione allargata dei capigruppo a novembre. «Abbiamo provato ad avanzare una soluzione alternativa, che avrebbe portato ad un impatto molto inferiore sulle alberature e valorizzato il parco, liberando spazio a Nord della struttura per le piantumazioni e preservando il contesto del Monumento ai Caduti (nella prima foto che segue l'articolo, ndr). Sarebbe stata necessaria soltanto una revisione dell'impianto di illuminazione in parte già posato; un problema comunque superabile, ma nonostante le rassicurazioni del sindaco in consiglio comunale si è persa un'altra occasione per dibattere e confrontarsi sui progetti, eventualmente migliorandoli.

Insomma un dialogo solo di facciata - la chiosa e il rammarico per nulla celato dei rappresentanti di “Solidarietà e Progresso” - E dire che non c'erano i tempi tecnici per aprire un confronto suona come una difesa estrema e poco credibile, quanto si sapeva già tutto di questo progetto e bastava avere la volontà di dialogare fin dal principio. Ma ci sono state sbattute le porte in faccia».

Alessio Murace

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